Whisky in Italia: mercato stabile, passione in crescita Dal calo dei consumi alla rinascita culturale del distillato
La Redazione • 2 gennaio 2026
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Negli ultimi anni, il whisky in Italia ha registrato una fase di consolidamento più che di espansione. I dati sul valore pro capite indicano un trend decrescente tra il 2012 e il 2022, con un calo medio annuo di circa il 3,5 % negli ultimi cinque anni, riflettendo una flessione dei consumi domestici.
A livello europeo, però, il mercato degli spirits cresce lentamente ma in modo costante. Nel 2024 il comparto ha segnato un incremento complessivo del 2,1 % rispetto ai livelli pre-pandemia, trainato soprattutto da gin e altre categorie emergenti, mentre il whisky mostra aumenti più contenuti ma stabili.
Una comunità di appassionati in fermento
Se i numeri raccontano una stabilità dei consumi, la realtà culturale del whisky in Italia sta vivendo un vero rinascimento. Festival, degustazioni guidate e club specializzati stanno creando una comunità di appassionati sempre più informata e partecipe.
L’interesse va oltre il semplice sorso: si approfondiscono le diverse tipologie di whisky, le tecniche di produzione e le modalità di degustazione, trasformando la bevanda in un’esperienza sensoriale ed educativa.
Whisky italiano nel mondo
Anche all’estero l’Italia si fa notare. L’export di whisky italiano registra crescite sia in volume sia in valore, segno di un riconoscimento crescente della qualità dei prodotti del Bel Paese. Sempre più consumatori internazionali iniziano a associare l’Italia non solo al vino o alla grappa, ma anche a distillati premium di alto livello.
Curiosità e trend
Eventi in crescita: festival e degustazioni dedicate al whisky aumentano anno dopo anno, con una partecipazione sempre più ampia di giovani e appassionati esperti.
Premium e artigianale: cresce l’interesse per le produzioni limitate, le etichette rare e i whisky invecchiati.
Cultura e formazione: corsi di degustazione e club del whisky diffondono conoscenze su stili, provenienze e tecniche di produzione.
In sintesi, il mercato italiano del whisky resta stabile nei volumi, ma la passione e la cultura attorno al distillato continuano a espandersi. Tra eventi, degustazioni e produzioni artigianali, il whisky in Italia si conferma sempre più come simbolo di esperienza e piacere condiviso.

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.

Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.





