Fagottini alla rapa rossa con gorgonzola, crema di asparagi selvatici e fiori di rosmarino
Cristina Pavlyuk • 29 dicembre 2025
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Colore, stagionalità e rispetto della materia prima: sono questi gli elementi che definiscono un piatto capace di raccontare una cucina essenziale ma profondamente contemporanea. I fagottini alla rapa rossa con gorgonzola, crema di asparagi selvatici e fiori di rosmarino nascono da un’idea semplice, quasi “povera”, ma trovano forza e identità in una scelta tecnica precisa e consapevole.
Il colore intenso dell’impasto non è affidato a scorciatoie o polveri, ma esclusivamente alla rapa rossa, cotta lentamente nel forno a legna. Una lavorazione che concentra sapori e pigmenti naturali, valorizzata da un dettaglio tutt’altro che secondario: la selezione di rape rosse di piccole dimensioni. Più dolci, meno fibrose e cromaticamente più vive, sono la chiave per ottenere una sfoglia brillante e setosa, capace di stupire già al primo sguardo.
Il ripieno di gorgonzola introduce una nota cremosa e decisa, bilanciata dalla delicatezza del burro fuso utilizzato come condimento. La base di crema di asparagi selvatici aggiunge profondità vegetale e richiama il territorio, mentre le scaglie di Parmigiano Reggiano completano il piatto con una sapidità elegante e persistente.
A chiudere, un dettaglio floreale: i fiori di rosmarino, scelti non solo per l’aroma delicato ma anche per il loro tenue colore azzurro, che dialoga con le tonalità rosse e verdi del piatto, trasformando la composizione in un piccolo quadro gastronomico.
Completamente vegetariano, questo piatto si presta perfettamente alla tavola della vigilia o a qualsiasi occasione in cui si desideri una proposta senza carne, ma ricca di carattere. È la dimostrazione che, con un tocco di fantasia e una profonda attenzione agli ingredienti, anche la cucina più semplice può evolvere in un’esperienza gastronomica raffinata.
Buone feste e buon appetito.

Il caldo torrido non pesa soltanto su cittadini e coltivazioni, ma sta ridisegnando anche gli equilibri del mercato ortofrutticolo. Le temperature elevate accelerano la maturazione della frutta, riducendone drasticamente la conservabilità e costringendo produttori e grossisti a immettere rapidamente i raccolti sul mercato. L'effetto è immediato: un aumento dell'offerta che spinge al ribasso i prezzi all'ingrosso.

L'eleganza della cucina nasce dall'incontro tra grandi ingredienti e sensibilità dello chef. È proprio questa filosofia che ispira Giovanni Palmiero nella realizzazione dei suoi Nidi di Casarecce al Provolone del Monaco, tartufo nero e spuma di timo limonato , un primo piatto che interpreta la tradizione italiana con tecnica, equilibrio e creatività. La sapidità e la personalità del Provolone del Monaco DOP si fondono con il profumo intenso del tartufo nero, mentre le nocciole tostate aggiungono una piacevole nota croccante e la spuma al timo limonato dona leggerezza e freschezza aromatica. Il risultato è una ricetta raffinata, pensata per emozionare attraverso sapori autentici e una presentazione di grande impatto, dimostrando come la cucina d'autore possa valorizzare le eccellenze del territorio con uno sguardo contemporaneo.

Ci sono percorsi che non nascono da una scelta improvvisa, ma affondano le proprie radici nella terra, nella famiglia e nei valori con cui si cresce. Quello di Nello Di Sevo è uno di questi. Originario del cuore del Parco Nazionale del Cilento, Nello nasce nel maggio del 1993 in una terra dove il cibo rappresenta cultura, identità e rispetto della natura. Tra campi di grano, uliveti, masserie di bufale e la cucina della nonna, sviluppa fin da bambino una profonda sensibilità verso le materie prime e il loro valore.

La cucina è cultura, identità e territorio. Attraverso la Rubrica dello Chef Rocco Gerundino, vogliamo raccontare le eccellenze agroalimentari italiane, dando voce ai prodotti che nascono dalla terra e dal mare e che, grazie alla sapienza dei nostri chef, diventano piatti capaci di emozionare. Ogni ricetta è un viaggio tra tradizione e innovazione, con uno sguardo rivolto alla qualità delle materie prime, alla loro stagionalità e al rispetto delle produzioni locali. Perché valorizzare un territorio significa prima di tutto valorizzare chi lo coltiva, lo pesca e lo trasforma con passione.




