Nello Di Sevo: dal Cilento al mondo, una vita dedicata alla cultura della pizza

Maria Giovanna Labruna • 4 luglio 2026

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Ci sono percorsi che non nascono da una scelta improvvisa, ma affondano le proprie radici nella terra, nella famiglia e nei valori con cui si cresce. Quello di Nello Di Sevo è uno di questi.

Originario del cuore del Parco Nazionale del Cilento, Nello nasce nel maggio del 1993 in una terra dove il cibo rappresenta cultura, identità e rispetto della natura. Tra campi di grano, uliveti, masserie di bufale e la cucina della nonna, sviluppa fin da bambino una profonda sensibilità verso le materie prime e il loro valore.



Le giornate trascorse osservando i gesti semplici della tradizione contadina e il profumo del pane appena sfornato diventano la sua prima scuola. È proprio in quegli anni che nasce quella filosofia che ancora oggi guida ogni sua scelta professionale: la qualità parte sempre dalla terra.

Parallelamente agli studi, intraprende il proprio percorso nelle migliori cucine della Costiera Cilentana e della Costiera Amalfitana, costruendo solide basi nella gastronomia. L'incontro con il Maestro Franco Pepe rappresenta una svolta decisiva: comprende che la pizza può essere molto più di un semplice alimento e diventare uno straordinario strumento di cultura gastronomica, capace di raccontare territori, persone e tradizioni.

Da quel momento la ricerca sui lievitati diventa una vera missione.

Spinto dalla voglia di studiare e confrontarsi con realtà diverse, approfondisce il mondo delle fermentazioni e continua a formarsi senza mai smettere di mettersi in discussione.

Nel 2015 si trasferisce a Tenerife, dove apre una nuova pagina della propria carriera. Collabora con aziende impegnate nella valorizzazione dell'ambiente rurale delle Isole Canarie e affianca lo chef stellato Michelin Víctor Suárez nell'attività formativa dedicata alla cucina professionale.

Pur provenendo dal mondo dell'alta cucina, sente però il desiderio di restituire alla pizza la dignità gastronomica che merita.

È proprio questo desiderio che lo porta, quasi per caso, a conoscere Antonio Giaccoli, Presidente di Accademia PizzaDoc.

Nel 2019 inizia così un percorso destinato a cambiare profondamente la sua vita.

Grazie ai corsi con grandi professionisti come Salvatore Lioniello, Raffaele Bonetta e il Maestro Piergiorgio Giorilli, Nello amplia le proprie competenze fino a diventare istruttore ufficiale dell'Accademia.

Da allora il suo percorso è una continua crescita.

Antonio Giaccoli individua fin da subito il suo potenziale, gli offre fiducia, responsabilità e la possibilità di esprimere al massimo le proprie capacità. Nasce così una collaborazione costruita sulla stima reciproca, sulla formazione e sulla condivisione degli stessi valori.

Negli anni partecipa come docente a corsi internazionali, organizza eventi in Europa e America Latina, ricopre il ruolo di Commissario Tecnico del Campionato Nazionale Argentino e contribuisce alla diffusione della cultura della pizza italiana ben oltre i confini nazionali.

Oggi Nello Di Sevo è referente di Accademia PizzaDoc per la formazione in lingua spagnola, seguendo i corsi in Spagna e in America Latina e formando centinaia di professionisti.

Tra i risultati raggiunti, però, ciò che considera il patrimonio più prezioso sono i rapporti umani costruiti lungo il cammino.

Tra questi occupa un posto speciale quello con Antonio Giaccoli.

Per Nello non è stato soltanto il Presidente dell'Accademia, ma un mentore, un amico e una figura capace di credere nelle persone prima ancora che nei professionisti.

La sua fiducia ha contribuito in maniera determinante alla crescita di Nello, non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto umano.

Ancora oggi porta tatuato il simbolo dell'Accademia, nato da una simpatica scommessa con Antonio, ma diventato nel tempo il simbolo di un'appartenenza che va ben oltre un logo: rappresenta valori, amicizia e una famiglia costruita attorno alla passione per questo mestiere.

Guardando al futuro, Nello continua a investire nello studio, nella ricerca e nella formazione, con l'obiettivo di trasmettere una cultura della pizza fatta di qualità, rispetto, etica e continua evoluzione.

Perché, come ama ripetere, la pizza non è soltanto un impasto.

È un racconto di persone, territorio, sacrificio e condivisione.

Intervista

Le tue radici affondano nel cuore del Cilento. Quanto hanno inciso sulla tua idea di gastronomia?

Le mie radici hanno segnato profondamente tutto il mio percorso gastronomico. Sono cresciuto con i ricordi della cucina di mia nonna, fatta di gesti semplici, rispetto per gli ingredienti e amore per ciò che si porta in tavola. È da lei che ho imparato che la qualità nasce dalla terra e dal lavoro delle persone.

Essere cresciuto a contatto con i prodotti e con la stagionalità mi ha insegnato a riconoscere il valore autentico delle materie prime. Oggi porto tutto questo nella mia pizza. Per me deve essere un alimento sano, equilibrato e nutrizionalmente valido, capace di valorizzare ingredienti eccellenti attraverso tecnica, studio e consapevolezza.

Il tuo percorso nasce nelle cucine. Cosa ti ha spinto a fare della pizza la tua missione?

Fin da bambino ero affascinato dalla pizza. Il pizzaiolo del mio paese mi faceva sedere vicino al banco per osservare ogni suo gesto.

Con il tempo mi sono formato come chef e, inizialmente, vedevo la pizza come un prodotto con molti limiti. L'incontro con Franco Pepe ha cambiato completamente il mio modo di pensare.

Ho scoperto un mondo fatto di ricerca, cultura e infinite possibilità. Da quel momento non ho più smesso di studiare fermentazioni, impasti e lievitati.

L'Accademia PizzaDoc ha rappresentato una svolta importante. Cosa significa oggi per te?

L'Accademia ha segnato il passaggio da una semplice passione a una vera professione.

Mi ha permesso di crescere, confrontarmi con grandi maestri e vivere esperienze che mai avrei immaginato.

Ricordo con emozione il mio primo corso in Argentina davanti a oltre quaranta partecipanti, il ruolo di Commissario Tecnico del Campionato Nazionale Argentino, i tanti viaggi condivisi con colleghi straordinari e la famosa scommessa sul tatuaggio dell'Accademia.

Oggi rappresenta molto più di una scuola.

È una famiglia, una casa, una realtà che forma professionisti ma soprattutto persone.

A un mese dalla scomparsa del Presidente Antonio Giaccoli, quale ricordo conservi con più affetto?

Parlare di Antonio è ancora molto difficile.

Per me non è stato soltanto il Presidente dell'Accademia. È stato una guida, un amico e una persona che ha creduto in me fin dal primo giorno.

Mi ha dato fiducia, responsabilità e la possibilità di crescere come professionista e come uomo.

Abbiamo condiviso viaggi, corsi, campionati, progetti e tantissimi momenti di vita.

Ha conosciuto mia moglie, ha condiviso momenti importanti della mia famiglia e, con la sua ironia, è riuscito a farmi sentire sempre parte di qualcosa di speciale.

L'insegnamento che porterò con me per tutta la vita riguarda i valori.

Mi ha insegnato che il talento da solo non basta. Servono rispetto, umiltà, coerenza e la capacità di credere nelle persone.

Il suo esempio continuerà a guidare ogni mio passo.

Quali sono oggi le tue sfide per il futuro?

Credo che il mio percorso sia ancora all'inizio.

Voglio continuare a crescere, a studiare e a migliorarmi ogni giorno.

Il mio obiettivo è offrire una formazione seria, autentica e di qualità, contribuendo alla diffusione della cultura della pizza italiana nel mondo.

Antonio Giaccoli ci ha lasciato un'eredità enorme: un sogno, una visione e una grande famiglia.

La nostra responsabilità è continuare quel cammino con lo stesso entusiasmo e gli stessi valori che lui ci ha trasmesso.

La vera sfida sarà far crescere ancora Accademia PizzaDoc e continuare a formare professionisti che, prima ancora di essere grandi pizzaioli, siano grandi persone.


"Ogni impasto racconta una storia, ma sono le persone a dargli un'anima. Se oggi posso trasmettere la mia passione nel mondo è perché qualcuno, prima di me, ha creduto nei miei sogni. Il modo più bello per onorare quel dono è continuare a impastare con umiltà, rispetto e amore, ogni singolo giorno."


www.campionatomodialepizzadoc.

www.accademianazionalepizzadoc.it

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