Vinitaly 2025 chiude con successo: 97mila presenze e un terzo dall’estero, tra dazi e strategie globali
La Redazione • 14 aprile 2025
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L’edizione 2025 di Vinitaly si è conclusa con un bilancio più che positivo: ben 97mila presenze, segnando un incremento del 7% rispetto all’anno precedente. Un risultato significativo, soprattutto in un contesto complicato come quello attuale, dominato dall’incertezza legata ai dazi statunitensi sul vino europeo.
A emergere con forza è stata l’internazionalità dell’evento: il 33% dei partecipanti è arrivato dall’estero, rappresentando oltre 130 Paesi. Una risposta importante del settore, che ha mostrato compattezza e volontà di affrontare insieme le sfide del mercato globale.
Il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, ha sottolineato come la città di Verona abbia saputo offrire non solo ospitalità ma anche un messaggio di coesione e visione strategica in un momento critico per l’export vinicolo.
Appuntamento già fissato per la prossima edizione: si riparte il 12 aprile 2026, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il ruolo di Vinitaly come punto di riferimento mondiale per il business del vino.

Il caldo torrido non pesa soltanto su cittadini e coltivazioni, ma sta ridisegnando anche gli equilibri del mercato ortofrutticolo. Le temperature elevate accelerano la maturazione della frutta, riducendone drasticamente la conservabilità e costringendo produttori e grossisti a immettere rapidamente i raccolti sul mercato. L'effetto è immediato: un aumento dell'offerta che spinge al ribasso i prezzi all'ingrosso.

L'eleganza della cucina nasce dall'incontro tra grandi ingredienti e sensibilità dello chef. È proprio questa filosofia che ispira Giovanni Palmiero nella realizzazione dei suoi Nidi di Casarecce al Provolone del Monaco, tartufo nero e spuma di timo limonato , un primo piatto che interpreta la tradizione italiana con tecnica, equilibrio e creatività. La sapidità e la personalità del Provolone del Monaco DOP si fondono con il profumo intenso del tartufo nero, mentre le nocciole tostate aggiungono una piacevole nota croccante e la spuma al timo limonato dona leggerezza e freschezza aromatica. Il risultato è una ricetta raffinata, pensata per emozionare attraverso sapori autentici e una presentazione di grande impatto, dimostrando come la cucina d'autore possa valorizzare le eccellenze del territorio con uno sguardo contemporaneo.

Ci sono percorsi che non nascono da una scelta improvvisa, ma affondano le proprie radici nella terra, nella famiglia e nei valori con cui si cresce. Quello di Nello Di Sevo è uno di questi. Originario del cuore del Parco Nazionale del Cilento, Nello nasce nel maggio del 1993 in una terra dove il cibo rappresenta cultura, identità e rispetto della natura. Tra campi di grano, uliveti, masserie di bufale e la cucina della nonna, sviluppa fin da bambino una profonda sensibilità verso le materie prime e il loro valore.

La cucina è cultura, identità e territorio. Attraverso la Rubrica dello Chef Rocco Gerundino, vogliamo raccontare le eccellenze agroalimentari italiane, dando voce ai prodotti che nascono dalla terra e dal mare e che, grazie alla sapienza dei nostri chef, diventano piatti capaci di emozionare. Ogni ricetta è un viaggio tra tradizione e innovazione, con uno sguardo rivolto alla qualità delle materie prime, alla loro stagionalità e al rispetto delle produzioni locali. Perché valorizzare un territorio significa prima di tutto valorizzare chi lo coltiva, lo pesca e lo trasforma con passione.




