Vincenzo Guarino: Un Maestro della Cucina Campana
Gemma Caruso • 7 agosto 2025
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Nel cuore pulsante della Campania, in un palcoscenico di storia e raffinatezza quale Palazzo Acampora ad Agerola, si consuma una sinfonia culinaria di rara bellezza, orchestrata dal maestro Vincenzo Guarino.

Non è semplicemente uno chef stellato, ma un artista capace di tradurre in piatti l'anima di un territorio, di evocarne la memoria e proiettarne il futuro.
Guarino, con un curriculum stellato che vanta quattro stelle Michelin conquistate in diverse prestigiose cucine italiane, è tornato alle sue radici campane, portando con sé un bagaglio di esperienze e una visione che trascende la mera tecnica. La sua cucina a "La Corte degli Dei" non è un esercizio di stile fine a sé stesso, ma un dialogo intimo con la terra, un inno ai Monti Lattari, alle coste sinuose della Costiera Amalfitana e Sorrentina, e ai tesori che custodiscono.
La sua filosofia è un inno alla materia prima, elevata a protagonista assoluta. Gli agrumi profumati della Penisola Sorrentina, il pescato fresco che danza nel Tirreno, i formaggi d'eccellenza come il Provolone del Monaco DOP e il Fiordilatte di Agerola, e la pasta di Gragnano – custode di una tradizione millenaria – sono i tasselli di un mosaico gustativo che si compone con armonia e precisione. E in un gesto di profonda connessione con la natura, le primizie direttamente dall'orto del Palazzo arricchiscono la tavolozza dei sapori, garantendo freschezza e autenticità che si sentono in ogni boccone.
Vincenzo Guarino è un custode di sapori antichi e un innovatore audace. Il suo "Cappuccino del Monaco", un'interpretazione magistrale che sposa la spuma del Provolone con la dolcezza terrosa delle patate viola e arancioni, è un esempio lampante della sua capacità di trasformare la tradizione in un'esperienza sensoriale inedita e memorabile. Ogni piatto è una narrazione, un viaggio attraverso la stagionalità e la generosità di una terra benedetta.
L'eleganza di Palazzo Acampora, con i suoi ambienti ricchi di storia e arte, diventa la cornice perfetta per quest'arte culinaria. "La Corte degli Dei" non è solo un ristorante, ma un santuario del gusto, dove il talento di Guarino, supportato da una brigata affiatata e da un servizio impeccabile, si manifesta in ogni dettaglio. È un luogo dove la bellezza si sposa con la bontà, dove la storia si fonde con il presente, creando un'esperienza che nutre non solo il corpo, ma anche l'anima.
Vincenzo Guarino non si limita a cucinare; egli interpreta, crea e, soprattutto, ispira. Il suo ritorno in Campania è un dono prezioso, un'opportunità unica per assaporare l'eleganza, la profondità e l'originalità di una cucina che è vera espressione d'arte.

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.

Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.





