SIGEP: GUIDA GELATERIE D´ITALIA 2023 DI GAMBERO ROSSO, PREMIATE LE MIGLIORI D´ITALIA

Redazione • 24 gennaio 2023

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Il premio al miglior Gelatiere emergente è andato al trentaduenne di Bentivoglio Alessandro Cesari, di Sablè Gelato a Bologna. 

Durante la presentazione della Guida Gelaterie d´Italia di Gambero Rosso, ospitata all´interno della Gelato Arena del Sigep, nella terza giornata di manifestazione, oltre ad essere premiate le migliori gelaterie dello Stivale, sono stati presentati i principali trend che interessano la professione. In primis curiosità e formazione, intese come interessi a conoscere profondamente le materie prime, e la contaminazione, intesa come apertura e dialogo con altri settori della produzione artigianale dolce, nell´ottica di destagionalizzare il consumo di questo alimento portabandiera della qualitá made in Italy. 
Il premio al miglior Gelatiere emergente è andato al trentaduenne di Bentivoglio Alessandro Cesari, di Sablè Gelato a Bologna. Come miglior gelato al cioccolato è stato premiato quello di Stefano Ferrara di Gelato Lab di Roma. 
Ad aggiudicarsi il premio per la valorizzazione delle produzioni locali è la gelateria Tonka di Aprilia, di Valerio Esposito. Infine, il premio Innovazione è andato a Paolo Brunelli di Combo (Senigallia), Jurri (Legnago) e a Casa Marchetti (Torino).
Autore: Maria Giovanna Labruna 25 maggio 2026
Nel panorama della pizza contemporanea italiana, Carlo Fiamma rappresenta oggi una delle figure più autorevoli e riconosciute.
Autore: La Redazione 25 maggio 2026
Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.
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La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.
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La cucina italiana autentica trova una nuova voce autorevole su lagazzettadelfood.it⁠ con l’ingresso dello Chef e Maestro dell’Arte Bianca Antonio Salvo Lieto, che firma la nuova rubrica mensile “Piatti e Ricette del Territorio”.
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Per la mia rubrica “La Rubrica dello Chef” sulla Gazzetta del Food, questo mese ho scelto di raccontare un piatto che rappresenta perfettamente il mio modo di vivere la cucina: essenziale, identitaria ed emozionale.
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Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.
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