Sapori di Natale: Viaggio nei Cenoni della Tradizione Lucana
Nicoletta Montesano • 25 novembre 2025
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l cibo delle feste natalizie nel Sud Italia, e in particolare in Basilicata, rappresenta un mondo ricco di storia, riti e convivialità. Durante il Medioevo, il periodo di Natale era vissuto come un tempo sospeso, dedicato alla gioia collettiva, allo stare insieme, e soprattutto alla preparazione di pietanze che avevano il ruolo di unire famiglie e comunità.
I Cenoni: un rituale di abbondanza e condivisione
Il cenone natalizio non era semplicemente un pasto, ma un vero e proprio banchetto che riuniva parenti, amici e vicinato. Le tavolate imbandite seguivano regole tramandate nel tempo: ingredienti locali, ricette semplici ma ricche di significato, e un alternarsi di portate salate e dolci che celebravano l’identità culinaria del territorio.
I piatti salati della tradizione
Tra le pietanze più rappresentative troviamo:
• La Caponata, preparata con cappone, verdure e spezie, simbolo di abbondanza.
• La “Sausizza cu’ peperoni”, profumata e rustica, emblema della cucina contadina.
• Il Baccalà, spesso servito con patate e olive, protagonista della vigilia e legato ai riti religiosi.
• Le Verdure ripiene, generose e nutrienti, farcite con carne, formaggio e aromi locali.
I dolci delle feste
La parte più attesa era senza dubbio quella dei dolci, veri scrigni di tradizione:
• Il Calzone dolce, fritto e ripieno di ricotta zuccherata.
• I Mostaccioli, biscotti di miele e noci dal sapore antico.
• I Raffiuoli, delicati dolci fritti dalla forma floreale.
• Il Vin cotto, una preparazione a base di vino ridotto e spezie, usato per dolci robusti e profumati.
Un Natale di suoni, colori e radici
Il cenone non era solo cibo: era musica, canti popolari, giochi e racconti davanti al camino. Le famiglie si ritrovavano per celebrare non solo il Natale, ma anche i valori della comunità, della gratitudine e del tramandare tradizioni che ancora oggi resistono nei ricordi e nelle cucine di chi mantiene vivo questo patrimonio.

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.






