Rubrica dello Chef | Maggio per La Gazzetta del Food I miei Tonnarelli Cacio alle Mandorle, Pere, Limone e Caffè

Chef Giovanna Cuomo • 26 maggio 2026

TRADUCI NELLA TUA LINGUA

Maggio, per me, ha il profumo degli agrumi appena grattugiati, la dolcezza della frutta matura e quella leggerezza che la primavera porta inevitabilmente in cucina. È il mese in cui sento il bisogno di creare piatti delicati ma identitari, capaci di sorprendere senza perdere eleganza.

Per questa nuova uscita della mia rubrica su La Gazzetta del Food, ho scelto di raccontare un piatto che rappresenta profondamente la mia idea di cucina contemporanea: i Tonnarelli Cacio alle Mandorle, pere, limone e caffè.

Una ricetta che nasce dal desiderio di trasformare ingredienti semplici in un’esperienza sensoriale raffinata, dove cremosità, freschezza e intensità convivono in perfetto equilibrio.

Il protagonista assoluto è il mio cacio alle mandorle autoprodotto, una preparazione vegetale che realizzo partendo da mandorle con buccia, prima lessate, poi spellate e successivamente frullate fino a ottenere una bevanda vegetale vellutata e ricca di sapore. Amo lavorare ingredienti naturali e trasformarli attraverso tecniche semplici ma precise, perché credo che la vera eleganza nasca proprio dalla cura dei dettagli.

La bevanda di mandorle viene poi addensata con lievito alimentare disattivato, succo di limone e sale, fino a trasformarsi in una crema intensa, avvolgente e sorprendentemente persistente al palato. È un “cacio” moderno, delicato ma strutturato, capace di abbracciare la pasta con grande armonia.

A questa base aggiungo delle pere cotte lentamente al forno, fino a quando la loro dolcezza naturale si concentra completamente. Ridotte in purea, le pere entrano nella crema regalando morbidezza, rotondità e una nota quasi vellutata che rende il piatto estremamente elegante.

I tonnarelli vengono mantecati lentamente in questa crema profumata, lasciando che ogni filo di pasta assorba sapori e consistenze. A completare il piatto inserisco zeste di limone fresco, foglioline di menta e una lieve polvere di caffè: un dettaglio che amo particolarmente perché dona profondità aromatica, una leggera tostatura e un finale inaspettato che resta impresso.

È un piatto che racconta la mia cucina: creativa, contemporanea e libera dagli schemi, ma sempre profondamente legata all’emozione del gusto.

Ricetta | Tonnarelli Cacio alle Mandorle, Pere, Limone e Caffè

Ingredienti per 4 persone

320 g di tonnarelli

200 g di mandorle con buccia

2 pere mature

2 limoni biologici

3 cucchiai di lievito alimentare disattivato

foglioline di menta fresca

caffè in polvere q.b.

sale q.b.

olio extravergine d’oliva q.b.

Procedimento

Inizio lessando le mandorle per qualche minuto, così da poterle spellare facilmente. Le frullo poi con acqua fino a ottenere una bevanda vegetale cremosa e profumata.

Trasferisco il composto in un pentolino e lo lavoro a fuoco dolce con lievito alimentare disattivato, succo di limone e sale, fino a ottenere una consistenza liscia e vellutata.

Nel frattempo cuocio le pere in forno fino a renderle morbide e concentrate nel sapore. Una volta pronte, le frullo in purea e le incorporo delicatamente alla crema di mandorle.

Cuocio i tonnarelli in abbondante acqua salata e li manteco direttamente nella salsa, aggiungendo poca acqua di cottura per ottenere una consistenza perfettamente avvolgente.

Completo il piatto con zeste di limone fresco, foglioline di menta e una leggera spolverata di polvere di caffè.

Il risultato è un primo piatto raffinato, intenso e sorprendente, dove ogni ingrediente dialoga con equilibrio, regalando una degustazione moderna ed emozionale.

E mentre il profumo del limone incontra le note tostate del caffè, ogni forchettata racconta la mia idea di cucina: emozionare con delicatezza, sorprendere con equilibrio e trasformare ingredienti semplici in un ricordo che resta nel tempo. Perché un piatto, prima ancora di essere assaporato, deve essere capace di lasciare un’emozione nel cuore. 



Autore: Chef Domenico Ruggeri 26 maggio 2026
Il mare che incontra la memoria, tra tecnica contemporanea ed emozione mediterranea Ci sono piatti che nascono da una ricetta. E poi ci sono piatti che nascono da un ricordo.
Autore: Maria Giovanna Labruna 25 maggio 2026
Nel panorama della pizza contemporanea italiana, Carlo Fiamma rappresenta oggi una delle figure più autorevoli e riconosciute.
Autore: La Redazione 25 maggio 2026
Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.
Autore: La Redazione 21 maggio 2026
La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.
Autore: Maria Giovanna Labruna 18 maggio 2026
La cucina italiana autentica trova una nuova voce autorevole su lagazzettadelfood.it⁠ con l’ingresso dello Chef e Maestro dell’Arte Bianca Antonio Salvo Lieto, che firma la nuova rubrica mensile “Piatti e Ricette del Territorio”.
Autore: Salvatore Bocchetti 18 maggio 2026
Per la mia rubrica “La Rubrica dello Chef” sulla Gazzetta del Food, questo mese ho scelto di raccontare un piatto che rappresenta perfettamente il mio modo di vivere la cucina: essenziale, identitaria ed emozionale.
Altri post