La Michelin toglie la stella a Gianfranco Vissani: lo chef reagisce con amarezza «Fanno come gli pare»

La Redazione • 19 novembre 2025

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La 71ª edizione della Guida Michelin per il 2026 ha appena svelato i suoi verdetti e, come ogni anno, non mancano le sorprese. Tra le novità più clamorose c’è la decisione di togliere la stella a Gianfranco Vissani, uno dei volti più noti della cucina italiana. Lo chef, visibilmente amareggiato, ha commentato con una punta di ironia: «E vabbè: ognuno prende le sue decisioni. 
Oltre a Vissani, diversi altri ristoranti di prestigio hanno subito lo stesso destino, perdendo il riconoscimento che per anni ha rappresentato un simbolo di eccellenza. La Guida Michelin, che da oltre un secolo premia la qualità, l’innovazione e la costanza dei ristoratori, conferma anche per questa edizione la sua capacità di influenzare profondamente il mondo gastronomico.
La presentazione della guida, svoltasi oggi 19 novembre al Teatro Regio di Parma, ha visto emergere sia conferme importanti sia clamorose defezioni. Chef e ristoratori commentano tra orgoglio e delusione, mentre gli appassionati attendono di scoprire quali indirizzi saranno da segnare nella loro lista dei desideri gastronomici per il 2026.
Tra chi perde la stella, oltre al celebre Vissani, figurano anche altri nomi storici della cucina italiana, dimostrando come la Michelin non faccia sconti nemmeno ai grandi del settore. Una scelta che, inevitabilmente, alimenta dibattiti e discussioni tra esperti e appassionati.
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Nel panorama della pizza contemporanea italiana, Carlo Fiamma rappresenta oggi una delle figure più autorevoli e riconosciute.
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Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.
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