Chocoland Napoli: il Vomero si trasforma nella capitale del cioccolato artigianale
Gemma Caruso • 19 novembre 2025
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Il quartiere collinare del Vomero, a Napoli, si è nuovamente immerso in un’atmosfera densa di aromi caldi e avvolgenti. Dal 13 al 16 novembre Piazza degli Artisti ha ospitato la diciassettesima edizione di Chocoland – La Terra dei Golosi, confermandosi tra gli appuntamenti più attesi e rilevanti del Centro-Sud dedicati al cioccolato artigianale d’eccellenza. Una manifestazione che, più che una semplice fiera, rappresenta un vero rituale per appassionati, artigiani e famiglie.
Il legame tra Napoli e il cacao affonda le sue radici nel XVI secolo, quando gli Spagnoli introdussero il prezioso ingrediente nella Penisola. A trasformarlo in arte furono però i Borbone, e in particolare la nota passione per i dolci del re Ferdinando IV. Fu nelle cucine reali e tra i pasticcieri di corte che il cioccolato divenne, da bevanda aristocratica, un elemento identitario della tradizione dolciaria partenopea.
Un’eredità che ancora oggi vive nei profumi, nei sapori e nella cura artigianale che caratterizzano la kermesse organizzata da D2 Eventi, ormai marchio riconosciuto nel panorama enogastronomico nazionale.
Per quattro giorni, la piazza si è trasformata in un vivace mosaico di botteghe e laboratori a cielo aperto. Le caratteristiche casette di legno hanno accolto maestri cioccolatieri provenienti da tutta Italia, offrendo un’ampia gamma di prodotti: dalle praline tradizionali alle sperimentazioni più audaci, fino alle creazioni artistiche in puro cacao.
Tra le iniziative più apprezzate spicca il laboratorio dedicato ai più piccoli, “Art Attack: Fabbrica di Cioccolato”. Un progetto che ha permesso ai giovani visitatori di avvicinarsi all’artigianato attraverso attività di modellazione e decorazione, restituendo al cioccolato la sua natura di materia creativa oltre che gastronomica.
La chiusura dell’edizione 2025 lascia un bilancio positivo in termini di partecipazione e interesse, confermando l’appeal di un evento ormai radicato nella vita culturale e commerciale del quartiere.
Al momento non è stata ancora ufficializzata una nuova edizione, ma l’entusiasmo dei visitatori e il valore della manifestazione lasciano intravedere la possibilità di un futuro prosieguo. L’unica certezza è che l’aroma del cacao continuerà a restare nella memoria del Vomero ancora a lungo.

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.

Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.





