A 21 Anni al Top: Kevin Auletta, Pizzaiolo Juniores DOC 2025
La Redazione • 19 novembre 2025
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Auletta, 21 anni, è già considerato un giovane talento nel mondo della pizza, capace di sorprendere per la sua maturità e professionalità, che spesso fanno apparire il suo percorso molto più avanzato rispetto alla sua età. Cresciuto nel locale di famiglia, Kevin ha scoperto fin da bambino la passione per l’arte della pizza, imparando il valore del lavoro, della dedizione e dell’amore per ciò che si fa.
Nonostante la giovane età, Kevin dimostra una determinazione e una voglia di mettersi in gioco che vanno ben oltre i suoi 21 anni. La sua curiosità lo spinge costantemente ad aggiornarsi, a sperimentare nuove tecniche e sapori, e a migliorarsi ogni giorno, confermando una grande ambizione e un forte spirito di crescita.
Il suo percorso professionale lo ha portato a vivere e lavorare in contesti internazionali, da Malta a Parigi, fino alla splendida Costa Cilentana. Ogni esperienza ha arricchito le sue competenze, ampliato la sua visione della cucina e rafforzato la sua creatività, rendendolo un pizzaiolo capace di coniugare tradizione e innovazione.
Oltre alla pizza, Kevin coltiva una forte passione per i viaggi e per la moda, che riflettono la sua personalità eclettica e la voglia di esprimersi in modi diversi, con stile e autenticità.
La famiglia resta il suo punto di riferimento più importante, fonte di affetti sinceri e supporto, che hanno contribuito a costruire il carattere determinato, curioso e creativo che lo distingue.
Grazie alla sua esperienza, al talento e alla costante voglia di migliorarsi, Kevin Auletta si è affermato come Pizzaiolo Juniores DOC 2025 al prestigioso Campionato Mondiale Pizza DOC, confermando il suo ruolo emergente e la promessa di un futuro brillante nel panorama della gastronomia internazionale.

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.

Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.





