LA GAZZETTA DEL FOOD DÀ IL BENVENUTO A CHEF ANTONIO PELUSO
Maria Giovanna Labruna • 14 novembre 2025
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La Gazzetta del Food è lieta di accogliere
Chef Antonio Peluso, il re del baccalà, che da oggi firma una rubrica dedicata al mondo del baccalà e alle sue infinite interpretazioni.
In esclusiva, Antonio Peluso si racconta:
“Ognuno è re nella propria casa”
Il suo percorso nasce per caso, lontano dai fornelli: piccolo imprenditore ed ex DJ dell’hinterland casertano, il baccalà lo incontrava solo a Natale. Nel 2015 decide di rilevare un piccolo locale a Marcianise e dà vita alla prima Locanda del Baccalà, scoprendo la complessità e la ricchezza di un ingrediente che diventerà la sua firma.
Con studio e dedizione, il progetto cresce: dalla storica Tracklander del ’76, con cui porta il suo cuoppo nei migliori street food campani, alla Boutique del Baccalà, spazio dedicato alla vendita e alla formazione, fino al ricettario “50 sfumature di baccalà”, che include anche il celebre cioccolatino al baccalà, un’esclusiva mondiale.
Un percorso fatto di sacrifici, cadute, ripartenze e innovazione continua, che culmina nella nascita del Baccalà Village, il villaggio itinerante che celebra questo prodotto 365 giorni l’anno.
“Non siamo chef stellati, ma chef scellati” – afferma Peluso.
Una frase che racconta perfettamente la sua autenticità, la creatività e la voglia di rompere gli schemi.
La Gazzetta del Food dà ufficialmente il benvenuto a Chef Antonio Peluso.
Inizia con lui un viaggio ricco di gusto, identità e nuove sfumature di baccalà.

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.

Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.





