Bacco nelle Gnostre: Il Cuore di Noci Batte di Nuovo per la Tradizione Autunnale
Redazione • 3 novembre 2024
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Sabato 9 e domenica 10 novembre 2024, il centro storico di Noci torna a essere il palcoscenico di una delle sagre autunnali più amate e attese: "Bacco nelle Gnostre". Un evento che ogni anno richiama migliaia di visitatori da tutta Italia, desiderosi di immergersi nell'atmosfera magica e vivace di questo borgo pugliese. Per due giorni, le strade di Noci saranno inondate di aromi, sapori e colori che celebrano le tradizioni enogastronomiche locali.
L’aria sarà pervasa dal profumo delle caldarroste, mentre i visitatori potranno godere di un'ampia varietà di vini locali, serviti in calici sempre pieni e con pettorine personalizzate che permettono di degustare il nettare di Bacco senza fretta, ma con la dovuta attenzione ai sapori e alle fragranze. Le serate saranno animate da un programma ricco di eventi: non solo degustazioni, ma anche performance di danza acrobatica, musica dal vivo e spettacoli di danza tradizionale, tutti pensati per valorizzare le radici culturali della regione.
I migliori chef locali saranno presenti per proporre ai visitatori prelibatezze stagionali e piatti tipici preparati con cura e passione, offrendo un viaggio culinario che racconta la storia e la bellezza di questo territorio. Le stradine del borgo antico, illuminate e adornate per l’occasione, si trasformeranno in un percorso enogastronomico immersivo, in cui ogni angolo regalerà emozioni e sapori unici.
"Bacco nelle Gnostre" non è solo una festa del gusto, ma un vero e proprio inno alla gioia condivisa e all'ospitalità. Noci si impegna, anno dopo anno, a offrire ai suoi ospiti un’atmosfera accogliente e autentica, in cui ogni dettaglio è pensato per far sentire ciascun visitatore parte di una grande famiglia. Un evento imperdibile per chiunque ami le tradizioni, il buon cibo e l’allegria del convivio.

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.

Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.





