Sushi: l’arte giapponese della perfezione nel piatto
La Redazione • 30 ottobre 2025
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Un gesto, una filosofia
In Giappone, il sushi è più che un alimento: è un’espressione di armonia tra uomo e natura. La parola “sushi” (酸し) rimanda all’acidità del riso, elemento cardine della preparazione, che accoglie il pesce fresco come in un abbraccio perfetto.
Ogni gesto del maestro itamae è calibrato: dalla temperatura del riso alla pressione delle dita, fino al taglio millimetrico del pesce. L’obiettivo è uno solo — l’equilibrio assoluto.
Come degustare il sushi nel modo corretto
Con le mani o con le bacchette?
La tradizione ammette entrambe le opzioni. Il nigiri, composto da riso e pesce, può essere gustato con le dita per preservarne la struttura; il sashimi, privo di riso, si degusta rigorosamente con le bacchette.
La salsa di soia: mai esagerare
Il sushi va immerso nella soia solo con la parte del pesce, mai con quella del riso, che rischierebbe di assorbirla troppo e squilibrare il sapore. Il condimento deve accompagnare, non coprire.
Wasabi e zenzero, due ruoli distinti
Il wasabi va applicato in piccole quantità, direttamente sul pesce, per amplificarne la freschezza marina. Lo zenzero, invece, serve a “pulire” il palato tra un assaggio e l’altro, favorendo la percezione delle diverse sfumature.
L’ordine dei bocconi
Come in una degustazione enologica, l’esperienza segue una progressione: si parte dai sapori più delicati — come branzino o ricciola — per arrivare ai più complessi, come tonno, salmone o anguilla.
Anche nel nostro Paese il sushi ha raggiunto livelli di eccellenza, grazie a chef formati nelle migliori scuole giapponesi e a un’attenzione crescente verso la qualità del pesce e la tecnica.
Dietro ogni pezzo di sushi si cela una filosofia fatta di precisione, armonia e rispetto. Mangiarlo non significa semplicemente nutrirsi, ma partecipare a un rito culturale in cui estetica, tecnica e gusto si fondono in un unico gesto.
In un panorama gastronomico sempre più contaminato, il sushi autentico resta un simbolo di purezza e di dedizione assoluta alla materia prima — un’arte che continua a parlare la lingua universale della perfezione.

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La ricetta di agosto della chef Giovanna Cuomo Dalla redazione della Gazzetta del Food Per la ricetta di agosto abbiamo scelto un piatto che, negli ultimi anni, è diventato una vera icona del gusto internazionale: il Lobster Roll. Ma, in perfetto stile Gazzetta del Food, abbiamo deciso di guardarlo da un'altra prospettiva, giocando con l'apparenza e con la sorpresa. A guidarci in questa reinterpretazione è la chef Giovanna Cuomo, che porta in tavola un Lobster Roll completamente vegetale: niente astice, ma cuori di palma oppure funghi pleurotus, profumati con alga e spezie per ricreare quel caratteristico richiamo marino. Perché, in fondo, il bello della cucina è anche questo: ciò che vedi non sempre è ciò che è.

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