SIGEP 2023: Bagno di folla per Carlo Cracco

Redazione • 23 gennaio 2023

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Carlo Cracco infiamma il Sigep.

CARLO CRACCO A SIGEP: È UNA MAGNIFICA FIERA ED UNA GRANDE FESTA
Era fra gli ospiti più attesi di Sigep 2023 e il pubblico lo ha accolto con calore. Carlo Cracco questa mattina è stato protagonista di uno degli incontri del calendario della Vision Plaza, dal titolo ´I trends, a livello internazionale, dell´alta pasticceria nella ristorazione e nell´hotellerie´. ´La pasticceria ha sempre avuto un ruolo importante nella proposta di un ristorante. E´ l´ultimo piatto, lascia il ricordo più recente e se magari compiamo un errore all´inizio, un dolce di qualità ne offusca l´effetto. Certo che al ristorante abbiamo meno spazio per la creatività, il dolce deve essere coerente con la proposta del ristorante, del suo menu. In pasticceria è diverso, c´è più margine per la creatività e in questi anni i progressi compiuti sono enormi. Si è passati da una dimensione quasi famigliare ad esprimere straordinari Maestri, sempre più giovani, in Italia e nel mondo. Mi piace SIGEP perché crea occasione di confronto fra scuole e culture, scambia conoscenze e quindi genera progresso. E´ una festa, ed una fiera è bello sia anche questo. Ci si ritrova dopo un paio di anni complicati e il potersi vedere è un valore impagabile. Chi come noi non si avvale per fortuna dello smart working, ha la ricchezza di un valore fondamentale, quello di stare insieme in una brigata di cucina. Ciò genera ulteriore arricchimento´. Stimolato sulle dichiarazioni che il Ministro Lollobrigida ha rilasciato ieri durante il suo video collegamento con Sigep in merito alla necessità di tutelare e valorizzare il made in Italy gastronomico, Cracco è stato netto: ´Condivido, è il tempo di scrivere regole chiare e immediatamente da osservare. Entro quanto tempo? Adesso, entro quest´anno, altrimenti sarà irrimediabilmente tardi´. Insieme a Cracco, anche Loretta Flanella, pastry chef nota a livello internazionale: ´Dobbiamo mirare alla qualità, saperla riconoscere e valorizzarla - ha sottolineato -. Meno quantità e più attenzione a ciò che produciamo. Solo così ne usciremo vincenti´. 

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Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.
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