Senza i cenoni natalizi a rischio l'economia. Meno incassi anche dal turismo

La redazione • 23 novembre 2020

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Cattive notizie in arrivo per l’economia. Secondo un’analisi della Coldiretti, se quest’anno non si potranno organizzare i cenoni tipici delle festività natalizie, saranno circa 5 i miliardi che non saranno immessi nel circuito economico del nostro paese.

Senza cenoni natalizi a rischio l’economia
In base all’ultimo studio effettuato dalla Coldiretti, in collaborazione con Ixè, se non si potranno organizzare i classici cenoni natalizi, quest’anno l’economia italiana potrebbe perdere circa 5 miliardi di euro, dati dal mancato introito della spesa degli italiani, in casa e fuori, solo per imbandire le tradizionali maxitavolate delle feste di fine anno che rischiano di sparire per l’emergenza Covid.

Secondo Coldiretti a pesare maggiormente sulla scelta degli italiani, saranno oltre alle limitazioni anti-Covid, con “rischio lockdown per ristoranti e locali pubblici, anche il divieto alle feste private e ai tradizionali veglioni ma anche i limiti posti agli spostamenti, dal coprifuoco e l’invito a non ricevere nelle case persone non conviventi, in una situazione in cui lo scorso anno la tavolata media per gli appuntamenti di fine anno degli italiani era composta di ben 9 persone”. Come precisa Coldiretti: -“La riduzione dei commensabili è infatti destinata a provocare un taglio nei consumi di 70 milioni di chili tra pandori e panettoni, 74 milioni di bottiglie di spumante, tonnellate di pasta, 6 milioni di chili tra cotechini e zamponi e frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci spariti dalle tavole lo scorso anno solamente tra il pranzo di Natale e i cenoni della Vigilia e di Capodanno”.

Senza considerare poi, il blocco del settore turistico. Da quando l’Italia è stata travolta dalla seconda ondata di Covid, il turismo, non solo nazionale, ma anche proveniente dall’estero, Europa compresa, ha subito notevoli ripercussioni, con diversi paesi come la Germania, che hanno inserito l’Italia nella black list dei paesi a rischio.

Il turismo natalizio, ogni anno porta alla nostra economia un incasso pari a 4.1 miliardi di euro, di cui quasi 1/3 della spesa turistica destinata proprio all’alimentazione.

Come dichiarato da Coldiretti: -“Occorre quindi salvaguardare un settore chiave per la sicurezza e la sovranità alimentare soprattutto in un momento in cui, con l’emergenza Covid 19, il cibo ha dimostrato tutta la sua strategicità per difendere l’Italia e l’Europa dalle turbolenze provocate dalla pandemia che ha scatenato corse agli accaparramenti e guerre commerciali con tensioni e nuove povertà”.
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Si è celebrata sabato 17 maggio 2025, per la prima volta con il riconoscimento ufficiale dello Stato, la Giornata Nazionale della Ristorazione, il nuovo appuntamento dedicato a uno dei simboli più autentici del Made in Italy. Una data storica per il settore della ristorazione italiana che, da quest’anno, avrà una ricorrenza fissa ogni terzo sabato di maggio, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo culturale, sociale ed economico di ristoranti, trattorie, pizzerie, osterie e locali italiani. Un riconoscimento storico per il settore La nascita della Giornata Nazionale rappresenta un importante segnale di attenzione verso un comparto che da sempre racconta l’identità italiana attraverso la cucina, l’ospitalità e le tradizioni territoriali. La ristorazione non è soltanto economia e occupazione, ma anche cultura, socialità e promozione del territorio. Dietro ogni tavola apparecchiata si nascondono professionalità, sacrifici e passione, elementi che rendono la cucina italiana un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo. Il riconoscimento ufficiale arriva dopo anni complessi per il settore, segnati da crisi economiche, pandemia e profonde trasformazioni nei consumi, ma conferma la centralità della ristorazione nel sistema Italia. Eventi e iniziative in tutta Italia La giornata del 17 maggio è stata celebrata lungo tutta la Penisola con eventi, degustazioni, menu dedicati, incontri culturali e iniziative promosse da associazioni di categoria, istituzioni e operatori del settore. Molti ristoratori hanno aderito all’iniziativa trasformando i propri locali in luoghi di festa e condivisione, mettendo al centro i valori della convivialità e della cucina italiana. Coinvolte anche scuole alberghiere, produttori locali e professionisti dell’enogastronomia, in un grande evento diffuso pensato per rafforzare il legame tra ristorazione, turismo e territorio. La cucina italiana ambasciatrice del Made in Italy La Giornata Nazionale della Ristorazione nasce anche con l’obiettivo di difendere e promuovere uno dei patrimoni più preziosi del Paese. Dalle grandi città ai piccoli borghi, i ristoranti italiani rappresentano infatti ambasciatori del Made in Italy, custodi di ricette storiche, prodotti tipici e tradizioni tramandate nel tempo. Un patrimonio che contribuisce ogni giorno alla crescita economica, all’attrattività turistica e all’immagine internazionale dell’Italia. Una nuova tradizione italiana Con la celebrazione del 17 maggio 2025, la ristorazione italiana entra ufficialmente nella storia delle ricorrenze nazionali riconosciute dallo Stato. Un appuntamento destinato a diventare simbolo dell’eccellenza italiana e un’occasione per rendere omaggio a migliaia di professionisti che, ogni giorno, con impegno e passione, portano l’Italia sulle tavole del mondo.
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I padiglioni di Rho Fiera Milano tornano ad accendersi con l’energia di Tuttofood 2026, uno degli appuntamenti più strategici per il comparto agroalimentare internazionale. L’edizione di quest’anno conferma la centralità della manifestazione nel panorama del food & beverage, riunendo aziende, buyer, professionisti e operatori provenienti da tutto il mondo in un contesto sempre più orientato all’innovazione e alle nuove dinamiche del mercato globale.
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