Sapori di Calabria: la nuova rubrica firmata dallo chef Giuseppe Strati
Chef Giuseppe Strati • 22 ottobre 2025
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Nasce una nuova rubrica dedicata all’enogastronomia d’autore, firmata dallo chef Giuseppe Strati, custode di sapori autentici e interprete creativo della tradizione calabrese. Un viaggio culinario che, piatto dopo piatto, ci condurrà alla riscoperta delle radici più genuine della terra calabrese attraverso ingredienti simbolo, storie familiari e memoria collettiva.
In questo spazio, la cucina si fa racconto, e ogni ricetta è un ponte tra il passato e il presente, tra la Calabria delle origini e quella che guarda al futuro con orgoglio e consapevolezza.
Chef Giuseppe Strati apre la rubrica con una creazione che parla direttamente al cuore e al palato: Scialatiello con pesce azzurro, cedro e pane raffermo al pepe crusco. Un piatto che non è solo un'esplosione di sapori, ma una dichiarazione d’amore per la propria terra, per i suoi prodotti e per la sua storia.
L’utilizzo del pesce azzurro, pescato nei mari che bagnano la costa tirrenica calabrese, è una scelta che onora la semplicità e la ricchezza nutrizionale del patrimonio marinaro calabro. Il cedro, agrume simbolo della Riviera dei Cedri, porta con sé tutta la freschezza e la fragranza del territorio alto tirrenico, conferendo al piatto una nota agrumata, luminosa e inaspettata. A completare l’opera, una spolverata di pane raffermo al pepe crusco, un ingrediente antico e prezioso, che in dialetto tortorese viene chiamato “zafarana”.
Croccante, profumato, intenso: il pepe crusco si trasforma in un’armonia perfetta con la morbidezza dello scialatiello e la delicatezza del pesce, donando al piatto una texture e un carattere inconfondibili.
Questa ricetta non è solo una proposta gastronomica, ma una vera e propria narrazione del territorio: racconta il mare e la montagna, la costa e l’entroterra, le mani sapienti delle nonne e l’estro contemporaneo di uno chef che ha scelto di restare fedele alle proprie radici pur parlando un linguaggio nuovo.
Con questa rubrica, Giuseppe Strati invita i lettori a riscoprire la Calabria dei sapori veri, quella che si nasconde nei mercati di paese, nei piatti delle feste, nei prodotti che resistono al tempo e alla modernità. Un invito a sedersi a tavola e ascoltare ciò che il gusto ha da raccontare..

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.

Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.





