Mense, in crisi un intero settore: a rischio 60 mila lavoratori
La redazione • 14 gennaio 2022
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Sono circa 20mila, di cui l’80% donne, gli addetti alle mense aziendali che rischiano di rimanere senza stipendio da fine ottobre. Uno su quattro si trova nel Milanese, uno dei territori con la più alta concentrazione di industrie e uffici.
È l’effetto collaterale dello smart working, a cui sinora il governo non ha dato nessuna risposta nonostante i ripetuti allarmi dei sindacati.
A Milano, oltre 5000 dipendenti provenienti dalla capitale lombarda e provincia, hanno manifestato per esprimere il loro disagio e la loro preoccupazione su ciò che sarà dei loro posti di lavoro. Tra il gruppo di manifestanti si è distinta Graziella Restano che con microfono in mano ha rappresentato i colleghi “Lo smart working incide tantissimo sulle mense aziendali: gli impiegati rimangono a casa e per noi il lavoro non è ancora ripreso. Non abbiamo sicurezza. Siamo ancora in stand by, mentre si avvicina la fine del divieto di licenziamenti’.
Dopo la prova riuscita dello Smart working durante la pandemia globale, molte multinazionali e imprese stanno valutando di mantenere un sistema ibrido anche una volta tornati alla normalità. Ciò incide moltissimo sul settore della ristorazione aziendale, che di fatto non è mai ripartito.
La Compass Group Italia, colosso della ristorazione che gestisce anche le mense dell’Eni a San Donato Milanese, per esempio prima della pandemia serviva circa otto mila pasti al giorno mentre oggi ne serve solo mille. Di conseguenza diminuendo il volume di lavoro rischieranno di diminuire anche in posti di lavoro.
Il prossimo 31 ottobre terminerà il blocco dei licenziamenti (prorogato fino a questa data solo per alcuni settori) e i sindacati hanno già ricevuto le prime indicazioni dell’intenzione di alcune aziende di aprire procedure di licenziamenti collettivi. Una volta scaduta la cassa Covid, anche le imprese che volessero farlo non possono infatti ricorrere agli ammortizzatori ordinari, che possono essere attivati solo su richiesta del committente. Quelle in questione, infatti, non sono di imprese colpite da una crisi aziendale ma semplicemente società che hanno meno bisogno di pasti per i dipendenti e di servizi di pulizia degli uffici.

Il caldo torrido non pesa soltanto su cittadini e coltivazioni, ma sta ridisegnando anche gli equilibri del mercato ortofrutticolo. Le temperature elevate accelerano la maturazione della frutta, riducendone drasticamente la conservabilità e costringendo produttori e grossisti a immettere rapidamente i raccolti sul mercato. L'effetto è immediato: un aumento dell'offerta che spinge al ribasso i prezzi all'ingrosso.

L'eleganza della cucina nasce dall'incontro tra grandi ingredienti e sensibilità dello chef. È proprio questa filosofia che ispira Giovanni Palmiero nella realizzazione dei suoi Nidi di Casarecce al Provolone del Monaco, tartufo nero e spuma di timo limonato , un primo piatto che interpreta la tradizione italiana con tecnica, equilibrio e creatività. La sapidità e la personalità del Provolone del Monaco DOP si fondono con il profumo intenso del tartufo nero, mentre le nocciole tostate aggiungono una piacevole nota croccante e la spuma al timo limonato dona leggerezza e freschezza aromatica. Il risultato è una ricetta raffinata, pensata per emozionare attraverso sapori autentici e una presentazione di grande impatto, dimostrando come la cucina d'autore possa valorizzare le eccellenze del territorio con uno sguardo contemporaneo.

Ci sono percorsi che non nascono da una scelta improvvisa, ma affondano le proprie radici nella terra, nella famiglia e nei valori con cui si cresce. Quello di Nello Di Sevo è uno di questi. Originario del cuore del Parco Nazionale del Cilento, Nello nasce nel maggio del 1993 in una terra dove il cibo rappresenta cultura, identità e rispetto della natura. Tra campi di grano, uliveti, masserie di bufale e la cucina della nonna, sviluppa fin da bambino una profonda sensibilità verso le materie prime e il loro valore.

La cucina è cultura, identità e territorio. Attraverso la Rubrica dello Chef Rocco Gerundino, vogliamo raccontare le eccellenze agroalimentari italiane, dando voce ai prodotti che nascono dalla terra e dal mare e che, grazie alla sapienza dei nostri chef, diventano piatti capaci di emozionare. Ogni ricetta è un viaggio tra tradizione e innovazione, con uno sguardo rivolto alla qualità delle materie prime, alla loro stagionalità e al rispetto delle produzioni locali. Perché valorizzare un territorio significa prima di tutto valorizzare chi lo coltiva, lo pesca e lo trasforma con passione.




