Marco Piccirillo, il pastry chef che racconta Napoli con dolcezza: dalla Vegayola alla AG4IN, emozioni da gustare
Maria Giovanna Labruna • 1 giugno 2025
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Nel cuore del centro commerciale Medi di Teverola, all’interno del Vega Cafè Medi – marchio della Marican Holding
– si trova un laboratorio artigianale dove la tradizione napoletana prende vita in forma di dolcezza:
Le Dolcezze di Nonna Maria.
Alla guida di questa fucina di sapori autentici e innovativi c’è
Marco Piccirillo, pastry chef napoletano con un curriculum ricco di collaborazioni con chef stellati e una missione precisa: portare la vera essenza della
pasticceria partenopea in tutta Italia.
Piccirillo
è oggi conosciuto per la sua creazione più iconica, la Vegayola, una crostata che incanta al primo morso. Il nome trae origine dal greco "Iola", che significa viola, un richiamo simbolico alla dea Afrodite e alla bellezza armoniosa.
Eleganza, freschezza e semplicità si fondono in un dolce dal profumo inebriante: una base friabile racchiude una crema al limone tradizionale, fresca e luminosa, creata con materie prime selezionate. Il risultato? Una fetta tira l’altra. “Non si racconta, ma si vive” è il motto che accompagna questo dolce, diventato un’esperienza sensoriale da condividere.
Ma la passione di Marco Piccirillo non si ferma. Quando il Napoli ha conquistato il suo storico quarto scudetto, il pastry chef ha voluto omaggiare la squadra e la città con una creazione celebrativa: nasce così AG4IN – Il Dolce del Quarto Scudetto.
Una torta che è insieme grido di battaglia ed emozione pura. Quattro elementi, come i quattro scudetti:
Cake vellutato rosso,
intenso e passionale come il cuore di Napoli.
Cake vellutato verde, fresco e vitale come la speranza che anima ogni tifoso.
Mousse alla Philadelphia,
moderna, leggera, delicata: una dolcezza che conquista al primo assaggio.
Il tutto completato da una decorazione in pasta di zucchero con la scritta AG4IN, simbolo di una voglia inarrestabile di continuare a vincere. Ancora. Sempre.
Marco Piccirillo riesce a raccontare Napoli attraverso i sapori, le emozioni e la creatività. La sua pasticceria è un viaggio nella cultura e nell’anima della città, dove ogni dolce è un tributo a un sentimento, a una storia, a un popolo.
Chi entra nel mondo delle Dolcezze di Nonna Maria non entra solo in una pasticceria, ma in un racconto fatto di passione, tradizione e visione.
Perché, come dice Piccirillo, certe dolcezze non si raccontano, si vivono.

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.

Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.





