Loredana Cornacchione: la voce del Molise tra memoria e futuro

La Redazione • 16 marzo 2026

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In un tempo in cui molti cuochi inseguono le grandi piazze gastronomiche, Loredana Cornacchione ha scelto la strada opposta: restare. Nata e residente in Molise e professionalmente attiva tra Termoli e il suo territorio, la chef ha deciso di costruire qui il proprio percorso, trasformando quella che per molti sarebbe stata una rinuncia in una dichiarazione d’identità.
La sua cucina nasce infatti da un legame profondo con la terra e con i prodotti che la rappresentano. Non è solo una questione di ingredienti, ma di memoria. I sapori della tradizione familiare, i profumi delle cucine di casa, il rispetto per la stagionalità e per la materia prima sono il punto di partenza di un racconto gastronomico che affonda le radici nella cultura contadina del territorio.
Ma la cucina di Cornacchione non si limita alla conservazione del passato. La sua visione parte da una convinzione precisa: la tradizione è spesso il risultato di innovazioni che hanno saputo resistere al tempo. Da qui nasce un lavoro di rilettura che alleggerisce i piatti, ne definisce meglio i sapori e introduce tecniche contemporanee senza snaturarne l’identità. Il risultato è una cucina che resta riconoscibile, ma capace di parlare un linguaggio attuale.
Il territorio resta il vero protagonista. Ogni ingrediente diventa una scelta consapevole, un modo per raccontare la biodiversità di una regione ancora autentica e poco omologata. Nei suoi piatti convivono emozione, cultura gastronomica e attenzione al benessere: per la chef cucinare significa prendersi cura delle persone, perché il cibo è prima di tutto amore e condivisione.
Con questa visione, Loredana Cornacchione diventa oggi una nuova firma della La Gazzetta del Food, dove inaugurerà una rubrica dedicata al racconto gastronomico del Molise. Un nuovo spazio editoriale che porterà alla luce storie, prodotti e tradizioni di un territorio spesso lontano dai riflettori, ma ricchissimo di identità.
Più che custodire la memoria, Cornacchione la accompagna nel tempo: un gesto che trasforma ogni piatto in un ponte tra ciò che siamo stati e ciò che possiamo ancora diventare. 
Autore: La Redazione 10 settembre 2026
La Redazione Per il mese di settembre, la nostra redazione ha scelto di accompagnare i lettori verso la fine dell’estate con una preparazione fresca, elegante e ricca di identità. A firmarla è Chef Salvatore Bocchetti , che interpreta uno dei grandi simboli della cucina mediterranea: la Caprese. Un piatto che nasce dalla semplicità di pochi ingredienti — mozzarella di bufala, pomodoro e basilico — e che, attraverso una tecnica contemporanea, si trasforma in una creazione raffinata, senza perdere il legame con la tradizione. Una Caprese che cambia forma, ma non anima.
Autore: La Redazione 9 settembre 2026
Una tavolata per 110 persone sull’Acquedotto Madonna della Stella riaccende il dibattito sull’utilizzo del patrimonio pubblico. La cena, organizzata nell’ambito del format americano “Outstanding in the Field”, è costata 390 dollari a persona. Il sindaco Fedele Lagreca difende l’iniziativa: «Tutto ciò che è bello di Gravina va mostrato e fatto conoscere».
Autore: La Redazione 8 settembre 2026
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Per il mese di settembre, lo chef Mirco Antonio Vigna porta in tavola un piatto che parla di territorio, memoria e sapori autentici: il Cubotto di Melanzane. Una proposta che nasce dal desiderio di raccontare il Meridione attraverso una cucina capace di valorizzare ingredienti semplici e profondamente legati alla tradizione, reinterpretandoli con equilibrio e sensibilità contemporanea.
Autore: La Redazione 7 settembre 2026
Nocera Inferiore si prepara ad accogliere la seconda edizione del Pomo Fest , il festival dedicato al pomodoro e alla filiera conserviera dell’Agro Nocerino-Sarnese. L’appuntamento è in programma dal 10 al 13 e dal 17 al 20 settembre, nel cuore della città, tra piazza Diaz, piazza Amendola, via Matteotti e via Lanzara , con degustazioni, showcooking, masterclass, talk, spettacoli e momenti dedicati alla cultura del territorio. 
Autore: La Redazione 7 settembre 2026
Una vita dedicata alla ristorazione di qualità, tra talento, territorio e passione La redazione de La Gazzetta del Food dà il benvenuto allo Chef Michele Picciallo , professionista della ristorazione che ha costruito il proprio percorso tra esperienze internazionali, grandi territori della cucina italiana e una costante ricerca della qualità. Classe 1963 , originario di Gravina in Puglia , nel cuore del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Michele Picciallo muove i primi passi nella ristorazione per poi vivere una lunga e significativa esperienza in Germania , a Colonia. Insieme ai fratelli gestisce il Franco's Ristorante a Dünnwald, vicino a Leverkusen, che nel 1990 viene premiato dal VIF Gourmet-Journal austriaco come migliore cucina mediterranea .
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