Linguine aglio e olio con tarallo ‘nzogna e pepe: la semplicità napoletana che racconta il territorio
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A cura della redazione de La Gazzetta del Food
Ci sono ricette che sembrano facili, ma non lo sono. Sono proprio i piatti più essenziali a richiedere attenzione, equilibrio e conoscenza delle materie prime, perché quando gli ingredienti sono pochi ogni dettaglio diventa protagonista.
Per la rubrica di luglio de La Gazzetta del Food, Luigi Commesso, appassionato e amatore della cucina, propone una sua interpretazione di un grande classico napoletano: le linguine aglio e olio incontrano il carattere deciso del tarallo ‘nzogna e pepe, dando vita a un piatto dove cremosità, sapidità e croccantezza convivono in armonia.
Una ricetta che nasce dal rispetto della tradizione e dalla voglia di valorizzare prodotti simbolo del territorio: la pasta di Gragnano, un buon olio extravergine d’oliva, il profumo del peperoncino e l’inconfondibile nota del tarallo napoletano.

Linguine aglio e olio con tarallo ‘nzogna e pepe
“Ho voluto reinterpretare un piatto conosciuto da tutti, mantenendo la sua anima semplice ma aggiungendo un elemento capace di dare carattere e contrasto. Il tarallo ‘nzogna e pepe porta una spinta sapida e croccante che completa la morbidezza dell’aglio e olio.”
Ingredienti per 4 persone
- 360 g di linguine di Gragnano IGP trafilate al bronzo (oppure spaghettoni di Gragnano)
- 2-3 taralli napoletani ‘nzogna, pepe e mandorle
- 2-3 spicchi di aglio italiano
- 1-2 peperoncini calabresi freschi o essiccati
- 80 ml di olio extravergine d’oliva italiano di qualità, preferibilmente dal fruttato equilibrato
- Un ciuffo di prezzemolo fresco
- Sale quanto basta
Preparazione
“Parto sempre dalla scelta degli ingredienti, perché in una ricetta semplice la qualità fa la differenza.”
Sbriciolo il tarallo lasciando sia una parte fine sia qualche pezzetto più grande, così da ottenere una piacevole alternanza di consistenze.
In una padella capiente metto l’olio extravergine d’oliva a freddo con l’aglio e il peperoncino. Lascio insaporire lentamente a fuoco dolce, facendo attenzione a non bruciare l’aglio, che deve sprigionare il suo aroma senza diventare amaro.
Cuocio le linguine di Gragnano in acqua poco salata e le scolo molto al dente, terminando la cottura in padella con l’olio aromatizzato e l’acqua di cottura ricca di amido.
“Il momento della mantecatura è fondamentale: è lì che nasce la crema, grazie all’unione tra olio e acqua di cottura.”
A fuoco spento aggiungo il prezzemolo fresco e una parte del tarallo sbriciolato. Completo il piatto con il restante tarallo direttamente in superficie, così da conservare tutta la sua fragranza.
Il consiglio di Luigi Commesso
“Il tarallo non va aggiunto troppo presto, perché perderebbe la sua caratteristica croccantezza assorbendo l’umidità della pasta. Anche nelle ricette più semplici il segreto è rispettare i tempi e dare valore a ogni ingrediente.”
Un piatto che dimostra come la cucina del territorio possa essere raccontata anche attraverso una preparazione essenziale, capace di unire memoria, passione e creatività.
“La cucina è passione prima ancora che tecnica: sono il rispetto degli ingredienti e l’amore per la tradizione a rendere speciale ogni piatto.”








