Lo stile natalizio
Sabrina Altamura • 16 dicembre 2025
TRADUCI NELLA TUA LINGUA
È arrivato il periodo natalizio, e quale momento migliore se non questo per riscoprire e rivivere le nostre tradizioni più autentiche.

In Puglia il Natale è un intreccio di storia, cultura e identità: sagre, mercatini, fiere e mostre animano borghi e città, trasformandoli in luoghi di incontro, di luce e di memoria condivisa.
Ogni paese pugliese custodisce tradizioni uniche, dolci tipici, profumi inconfondibili, giochi di luci e colori che raccontano un territorio ricco di valori e di bellezza. A dominare il periodo natalizio sono tonalità simboliche e senza tempo: il rosso, il verde, l’oro e il bianco, veri protagonisti di questa stagione magica. Proprio ispirandomi alla volontà di rivivere le tradizioni, tipica di questo periodo, mi piacerebbe citare una mostra, ideata dall’associazione culturale" I colori dell’anima" dedicata all’evoluzione degli abiti da sposa, dagli anni Venti fino ai giorni nostri. Un percorso che attraversa epoche diverse, mettendo in luce le tradizioni pugliesi legate al matrimonio, le usanze, i valori familiari e sociali che da sempre accompagnano questo rito, celebrando uno stile autentico e inconfondibilmente pugliese. Infatti essa ha riscontrato molto successo proprio per questo mix di tradizioni, costumi e storia.
Questo legame tra Natale e matrimonio si ritrova anche nel simbolismo dei colori: il rosso rappresenta l’energia e la forza che ci sostengono, il verde è emblema di speranza e rinascita, l’oro richiama la luce divina, mentre il bianco racconta la purezza e l’innocenza.
Attraverso tradizioni, colori e abiti, il Natale in Puglia diventa così un racconto corale, capace di unire passato e presente, memoria e identità, in un’unica, preziosa narrazione. #lostilepugliesetianimalavita

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.

Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.





