Host Arabia debutta a Riyadh: Fiera Milano porta l’eccellenza italiana dell’hospitality nel cuore del Medio Oriente
Maria Giovanna Labruna • 16 dicembre 2025
TRADUCI NELLA TUA LINGUA
Riyadh diventa per quattro giorni il crocevia internazionale dell’ospitalità professionale.

Ha preso ufficialmente il via Host Arabia, il nuovo format fieristico organizzato da Fiera Milano in collaborazione con Semark e Hospitality Services, con la partnership strategica della Culinary Arts Commission (CAC). L’evento, in programma fino al 17 dicembre 2025 presso il Riyadh Front Exhibition & Conference Center, segna il primo progetto internazionale di Host Milano, manifestazione leader globale per il settore dell’hospitality, del fuoricasa e del food retail.
Un debutto di grande rilevanza strategica, che conferma la capacità di Fiera Milano di esportare format di successo e di creare piattaforme di business in mercati ad alto potenziale. Host Arabia si svolge in contemporanea con Horeca Riyadh, Salon du Chocolat et de la Pâtisserie Riyadh e Saudi Elite Chefs, dando vita a un ecosistema fieristico integrato che riunisce oltre 500 espositori da 60 Paesi, su un’area complessiva di 42.000 metri quadrati, con 50.000 visitatori professionali attesi.
Un ponte strategico tra Italia e Arabia Saudita
“Host Arabia concretizza l’impegno di Fiera Milano a cogliere le opportunità dei mercati internazionali per le aziende italiane”, ha dichiarato Carlo Bonomi, Presidente di Fiera Milano. “Portare il format di Host Milano in Arabia Saudita significa valorizzare il Made in Italy e il know-how delle nostre imprese, favorendo collaborazioni strategiche in un contesto reso particolarmente attrattivo dal piano Vision 2030, che prevede investimenti per 800 miliardi di dollari nel settore dell’ospitalità”.
Sulla stessa linea Roberto Foresti, Vicedirettore Generale di Fiera Milano, che ha sottolineato come l’iniziativa rientri nella strategia di internazionalizzazione del Gruppo: “Attraverso progetti come Host Arabia rafforziamo il ruolo di Fiera Milano come hub globale, capace di connettere mercati, culture e competenze, supportando le aziende in mercati in forte espansione”.
Per Jad Taktak, CEO di Semark Group, Host Arabia rappresenta “una piattaforma unificata che riunisce decenni di esperienza e innovazione da tutto il mondo, a supporto dell’ambiziosa visione del Regno di trasformare Riyadh in una destinazione globale di eccellenza”.
Di particolare rilievo la partecipazione italiana, che conferma il ruolo centrale del nostro Paese nel settore dell’ospitalità professionale. Accanto a importanti aziende presenti individualmente – tra cui Ali Group, Angelo Po Grandi Cucine, Caffè Carraro, Giganplast, IMA Group, Principessa, Pasolini, Sanelli Ambrogio e Studio54 – spicca una collettiva ufficiale di 15 imprese italiane, organizzata con il supporto di ICE – Agenzia e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
La delegazione rappresenta il meglio della manifattura e della tecnologia italiana nei comparti delle attrezzature, degli arredi, del caffè e dei semilavorati, con marchi come Poltrona Frau, Caffitaly System, Laudarte, Trismoka, Fhiaba, Tessitura Perego e molte altre realtà simbolo di qualità, design e innovazione.
Eventi, competizioni e alta formazione
Oltre all’offerta espositiva, Host Arabia e le manifestazioni collegate propongono un ricco programma di eventi, masterclass e competizioni, con il coinvolgimento di oltre 70 chef e relatori internazionali. Tra gli appuntamenti di punta figurano l’Hospitality Salon Culinaire, i contest Saudi Barista e Mocktail Competitions, oltre agli Horeca Talks, dedicati a innovazione, sostenibilità e futuro dell’ospitalità nel Regno.
Grande attenzione anche al mondo della pasticceria con il Salon du Chocolat et de la Pâtisserie Riyadh, che riunisce 40 maestri pasticceri e cioccolatieri internazionali, e alla valorizzazione della cucina locale con Saudi Elite Chefs, competizione promossa dalla Culinary Arts Commission per celebrare e far crescere i talenti sauditi.
Un nuovo hub globale per l’hospitality
Con Host Arabia, Riyadh si afferma come hub strategico per l’ospitalità nel Medio Oriente, in linea con gli obiettivi di sviluppo del turismo e del food service del Golfo. L’alleanza tra competenze internazionali e talento locale inaugura una nuova fase di leadership regionale, in cui business, cultura e innovazione si intrecciano per definire il futuro dell’industria hospitality.
Un debutto che guarda lontano e che, ancora una volta, vede l’Italia protagonista sulla scena globale.

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.

Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.





