La burocrazia sta facendo più danni dell’emergenza Coronavirus
Comunicato • 5 maggio 2020
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La burocrazia sta facendo più danni dell’emergenza Coronavirus con procedure farraginose, carte bollate e iter bancari estenuanti. E’ quanto dichiara Coldiretti Puglia a commento del via libera della Commissione Ue ai 30 milioni di euro per i prestiti a interessi zero fino a 30.000 euro ad azienda per le imprese florovivaistiche e della pesca, un importo ancora risibile ma pur sempre una boccata d’ossigeno, sempre che le risorse arrivino tempestivamente alle imprese.
“In questo momento storico è necessario intervenire con la massima efficienza e velocità e con il minimo possibile di burocrazia per rafforzare lo scudo a protezione delle aziende agricole che possono così continuare a combattere in prima linea per assicurare i rifornimenti alimentari alle famiglie”, precisa Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
“Vanno snellite le procedure bancarie per l’erogazione dei mutui da 25mila euro, rimpinguare il fondo iniziale di 100 milioni di euro insufficiente a rispondere alle esigenze di migliaia di aziende agricole, agriturismi e della pesca e bisogna allungare il tempo di rimborso prestiti almeno dai 6 a 10 anni e affidarne la gestione al Fondo di garanzia dell’Ismea per l’agricoltura e la pesca e al Fondo per le Piccole e Medie Imprese per l’agroindustria e l’agroalimentare, strumenti che funzionano da anni, che sono collaudati, che hanno limiti molto meno stringenti della SACE e che non prevedono costi aggiuntivi per le imprese. Per le imprese agricole, della pesca e anche dell’agroindustria non c’è bisogno di nuovi strumenti o duplicazione di strumenti che già esistono e funzionano”, insiste il presidente Muraglia.
Occorre quindi aumentare la dotazione già assegnata alle garanzie fornite da ISMEA dal decreto e agire attraverso il sistema informativo nazionale – aggiunge Coldiretti - per velocizzare le istruttorie ed evitare che evasori fiscali e aziende non in regola possano sottrarre risorse vitali per il settore. Inoltre le aziende che accedono alle garanzie devono assicurare continuità dell’attività agricola e il sistema deve prevedere penalizzazioni significative per quelle che adotteranno comportamenti opportunistici. Per l’attivazione di tutti gli strumenti creditizi sinora messi in pista è possibile rivolgersi alla Rete Agricorporatefinance (www.agricorporatefinance.it) promossa da Coldiretti che aiuta ad evitare pericolose file alle filiali delle banche e a ridurre la burocrazia.
L’impatto della pandemia Covid-19 per l’agricoltura varia da comparto a comparto con picchi anche del 100% per l’agriturismo dove in Puglia sono chiuse per le misure anti contagio tutte le 850 strutture, mentre tra le aziende agricole che esportano il 70% sta subendo cancellazioni di commesse anche per le difficoltà alle frontiere e si registra anche il crollo dei servizi forniti a bar e ristoranti chiusi per l’emergenza. In molti casi i compensi riconosciuti agli agricoltori sono scesi sono i costi di produzione secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’ dalla quale emerge che a pagare il conto più pesante all’estero sono stati il settore del vino e del florovivaismo, ma difficoltà sono segnalate sui mercati anche per ortofrutta, formaggi, salumi, pesca, olio e conserve.
“Per questo abbiamo chiesto alla Regione Puglia una ricognizione delle risorse disponibili per valutare le possibilità di intervento diretto e semplificato a favore delle imprese, perché servono tutte le risorse e gli strumenti disponibili a far ripartire il settore agricolo. L’agricoltura in Puglia ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità perché l'emergenza Covid-19, che pure sta confermando il valore strategico del settore agroalimentare, ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità”, conclude il presidente Muraglia.

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