L'arte dell'accoglienza: il maître sommelier che fa la differenza: Agostino Coppola

Gemma Caruso • 29 agosto 2025

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Nella mia esperienza, ci sono figure professionali che si elevano al di sopra del semplice ruolo, diventando vere e proprie anime del loro mestiere. Tra queste, il maître sommelier occupa un posto d'onore. Non è un semplice anello della catena del servizio, ma il regista di un'esperienza culinaria. E quando si ha la fortuna di incontrare un professionista come Agostino Coppola, ci si rende conto che il concetto di ospitalità assume una nuova, più profonda dimensione.

Ho avuto il privilegio di osservare Agostino all'opera e la sua maestria mi ha profondamente colpito. Per lui, il maître è prima di tutto un narratore. Ogni piatto non è solo una pietanza, ma una storia da raccontare; ogni vino non è solo una bevanda, ma un capitolo di un'epopea di sapori e territori. Con la sua eleganza discreta, Agostino sa come rendere l'ospite protagonista: non un semplice cliente, ma un invitato d'onore.

La sua maestria si manifesta in ogni dettaglio:
  - Consigli sull'abbinamento perfetto: sa sorprendere con accostamenti audaci, come quelli tra secondi piatti, tisane e cocktail.
  - Capacità di "leggere" i desideri dell'ospite: anticipa le esigenze prima ancora che vengano espresse.
  - Esperienza nel flambé: un'arte del servizio in sala che, purtroppo, sta scomparendo. Agostino sa come riportare in vita questa antica tradizione, rendendo la preparazione di un piatto un vero e proprio spettacolo per gli occhi. Il suo talento non è passato inosservato, tanto da essere spesso menzionato e apprezzato da guide autorevoli come Gambero Rosso, per la quale ha anche curato diversi eventi, e rientra tra i 100 migliori sommelier secondo Wine List Italia.

Ma ciò che rende Agostino una figura davvero eccezionale è il suo ruolo di mentore. La sua passione per l'ospitalità va oltre il suo lavoro quotidiano e si traduce in un impegno costante per la formazione delle nuove generazioni. Egli si dedica a trasmettere un sapere che non è solo tecnico, ma etico. Da settembre sarà in collaborazione con FBM Agostino Pagano per formare e motivare i giovani addetti alla sala e parteciperà al corso sensoriale del professor Michele Armano. Combatte l'individualismo, promuovendo il confronto e la collaborazione, convinto che il futuro della ristorazione in Italia passi dalla valorizzazione della sala come mestiere nobile e dall'investimento nella professionalità dei giovani.
Attualmente, se si desidera conoscerlo dal vivo, è possibile trovarlo a Casa Caldarelli Braceria Maximall Pompei a Torre Annunziata.
In un mondo dove la velocità spesso prevale sulla cura, Agostino ci ricorda che l'ospitalità è un'arte e che un maître sommelier, quando ha la sua passione e la sua dedizione, può trasformare una semplice cena in un ricordo indelebile.

A cura di Gemma Caruso 
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