Jessica Sorrentino: Pizza Mimosella, il mio omaggio alle donne tra eleganza e carattere
Jessica Sorrentino • 5 marzo 2026
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La rubrica di Jessica Sorrentino per Gazzetta del Food
La rubrica di Jessica Sorrentino per Gazzetta del Food

Ci sono pizze che nascono semplicemente per essere gustate e altre che nascono per raccontare una storia.
La Mimosella
appartiene alla seconda categoria.
Nella mia rubrica per
Gazzetta del Food
ho voluto presentare una creazione che fosse prima di tutto un tributo al mondo femminile: complesso, elegante e sorprendente.
Proprio come le donne, questa pizza racchiude carattere, dolcezza e forza in un equilibrio di sapori che si svela poco alla volta. La base nasce dall’incontro armonioso di quattro formaggi – asiago, parmigiano, fontal e taleggio – che insieme creano una crema ricca e avvolgente. Ognuno porta con sé una sfumatura precisa: la delicatezza dell’asiago, l’intensità del parmigiano, la morbidezza del fontal e il carattere deciso del taleggio. Un equilibrio che richiama le tante sfaccettature dell’universo femminile.
A dare luce alla superficie della pizza arrivano poi piccole gocce di vellutata di datterino giallo. Leggere e luminose, ricordano i fiori di mimosa, simbolo della festa della donna. Il loro tocco dolce e solare illumina la cremosità dei formaggi e crea un contrasto delicato ma ben definito.
Il vero cuore della Mimosella, tuttavia, si scopre solo al momento del taglio. Al centro della pizza ho voluto inserire una burratina al gorgonzola, un elemento che rimane nascosto fino all’ultimo. Quando la lama attraversa la pizza, la burratina si apre e libera una cremosità intensa che trasforma il piatto in un’esperienza di gusto.
La Mimosella non è soltanto una ricetta. È un simbolo. Racconta tutte quelle donne che ogni giorno lavorano, costruiscono, creano e si reinventano, riuscendo a essere forti e delicate allo stesso tempo. Donne che portano avanti famiglia, passioni e professione con determinazione.
Oggi più che mai il mondo femminile rappresenta un esempio di resilienza e modernità. Imprenditrici, artigiane, professioniste, madri, sognatrici e leader: identità diverse che convivono e si completano.
Con questa pizza ho voluto raccontare proprio questo: la bellezza della diversità, la forza dell’identità e l’armonia che nasce quando tradizione e innovazione si incontrano. Perché, proprio come la Mimosella, anche le donne sono un equilibrio perfetto tra carattere, dolcezza e mistero.

La mia interpretazione di settembre: tecnica, freschezza ed emozione racchiuse in un piatto Di Chef Giovanni Palmiero Settembre è un mese particolare. È il momento in cui l’estate lentamente lascia spazio a una nuova stagione, ma sulla tavola conserva ancora i suoi profumi, i suoi colori e la sua voglia di leggerezza.

La lampuga secondo la tradizione trapanese: pomodorini, capperi, pinoli, uvetta e una panatura leggera per un piatto che racconta la Sicilia attraverso la sua cucina più autentica. A cura della redazione de La Gazzetta del Food Ricetta della chef Hajer Aissi L’ultimo giorno di agosto è il momento perfetto per portare in tavola un piatto che abbia il sapore dell’estate e, allo stesso tempo, la profondità della memoria. Per chiudere questo mese, la redazione de La Gazzetta del Food sceglie una ricetta che nasce dal mare e dalla cultura gastronomica siciliana: il capone alla matalotta , conosciuto anche come lampuga alla matalotta . È una preparazione legata alla tradizione dei pescatori trapanesi, espressione di quella cucina marinara capace di trasformare il pescato del giorno in un piatto ricco di gusto attraverso ingredienti semplici e facilmente reperibili. Pomodoro, aglio, capperi, pinoli, uvetta, olive, erbe aromatiche e vino bianco costruiscono un condimento mediterraneo, intenso ma equilibrato, pensato per accompagnare e non sovrastare la delicatezza della lampuga. Una ricetta che nasce povera e arriva a tavola con una sorprendente eleganza. La lampuga, il pesce dell’estate mediterranea Il capone , nome con cui la lampuga è tradizionalmente conosciuta in Sicilia, è un pesce dalla carne bianca, compatta e delicata. È proprio la sua delicatezza a determinare il ritmo della preparazione. La lampuga non necessita di lunghe cotture: per conservarne morbidezza e succosità è fondamentale lavorare con temperature e tempi controllati. La chef Hajer Aissi sceglie una tecnica che unisce diverse consistenze. Prima una brevissima marinatura nell’aceto di mele, poi un velo di olio extravergine d’oliva e una panatura sottile. Il pesce viene quindi passato rapidamente sulla griglia, quel tanto che basta per rendere dorata e croccante la superficie. La cottura viene completata nel condimento, dove la lampuga assorbe lentamente i profumi del pomodoro e degli altri ingredienti. Il risultato è un piatto in cui il dolce dell’uvetta e dei pinoli dialoga con la sapidità dei capperi e delle olive, mentre la nota aromatica del basilico e quella del vino bianco regalano freschezza e profondità.

La Redazione La scelta dello Spaghettone Valdoro inserisce la ricetta nel solco della valorizzazione delle eccellenze gastronomiche italiane. Una pasta pugliese protagonista di una preparazione firmata da Gregori Nalon, chef attento alla valorizzazione della materia prima e all’equilibrio tra tecnica e immediatezza del gusto. Un’interpretazione che conferma come una grande pasta possa diventare il punto di partenza per una cucina contemporanea capace di dialogare con il territorio, con il mare e con la cultura gastronomica italiana.

La ricetta del mese dello Chef Domenico Ruggeri Ogni mese la nostra redazione incontra la cucina attraverso lo sguardo e la sensibilità di uno chef, raccontando non soltanto una ricetta, ma la filosofia che si nasconde dietro ogni piatto. Per questo appuntamento abbiamo scelto Chef Domenico Ruggeri , che ci propone una preparazione elegante e mediterranea, capace di trasformare ingredienti semplici e profondamente legati alla nostra tradizione in un piatto contemporaneo, armonioso e ricco di contrasti. La sua Insalata di polpo croccante con patate, maionese di polpo, pomodorini confit e vellutata allo zafferano e arancia nasce dall'incontro tra mare e terra. Il polpo, protagonista assoluto, viene prima cotto lentamente per preservarne morbidezza e sapore e poi rosolato ad alta temperatura, così da ottenere una superficie croccante e intensamente dorata. Le patate regalano consistenza e comfort, i pomodorini confit aggiungono una piacevole nota dolce e concentrata, mentre la maionese di polpo e la vellutata allo zafferano e arancia completano il piatto con cremosità, profumi e una raffinata componente agrumata.

La ricetta di agosto dello Chef Rocco Gerundino per La Gazzetta del Food Per il mese di agosto, la rubrica dello Chef Rocco Gerundino , dalla Calabria, ci porta alla scoperta di un piatto che interpreta con eleganza i valori di una cucina semplice, autentica e consapevole. La Tagliatella di seppia agli agrumi su vellutata di peperone è una proposta nella quale il mare e la terra calabrese dialogano attraverso pochi ingredienti, scelti con attenzione: la delicatezza della seppia, la freschezza del Limone IGP di Rocca Imperiale , le note dell’ arancia bionda tardiva , i peperoni rossi e la Patata della Sila IGP . Un piatto essenziale, ma non banale, nel quale ogni ingrediente conserva la propria identità. La seppia viene trasformata in una sorta di tagliatella, tagliata sottilmente e arricciata nell’acqua e ghiaccio; alla base, una vellutata morbida e avvolgente di peperoni arrostiti e patata. A completare la preparazione, l’aroma fresco delle scorze degli agrumi e un filo di olio extravergine di oliva. Una ricetta che può essere proposta come antipasto o secondo piatto , e che racchiude una precisa filosofia gastronomica: valorizzare la materia prima senza appesantirla, rispettandone gusto, stagionalità e provenienza.



