Controesodo, la Puglia saluta l’estate ma conquista i viaggiatori con la sua campagna
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Dal mare agli ulivi, dalle masserie alle tavole contadine: il turismo cambia volto. Coldiretti Puglia: «Sempre più italiani e stranieri cercano esperienze autentiche»
Di Nicoletta Montesano

Il controesodo segna la fine delle vacanze, ma in Puglia lascia una fotografia destinata a durare oltre l’estate: quella di un turismo che non si ferma più alle spiagge, alle città d’arte e alle mete più conosciute. Sempre più viaggiatori scelgono di entrare nel cuore produttivo della regione, attraversando campagne, masserie e aziende agricole, sedendosi a tavola e cercando un rapporto diretto con i territori e con chi li coltiva.
Mentre sulle principali arterie italiane il traffico del rientro raggiunge il suo apice e milioni di vacanzieri si preparano a tornare alla quotidianità, la Puglia chiude la stagione estiva con un bilancio che racconta una trasformazione profonda del modo di viaggiare. A tracciare il quadro sono Coldiretti Puglia e Terranostra Puglia, l’associazione agrituristica e ambientale, che evidenziano la crescente attrattività della campagna pugliese agli occhi di italiani e stranieri.
La vacanza diventa esperienza
Non basta più soltanto scegliere una destinazione. Il viaggiatore vuole viverla.
E così la campagna diventa una delle nuove frontiere del turismo: dormire in un agriturismo, assaggiare un prodotto appena raccolto, conoscere un olivicoltore, scoprire come nasce un vino, mettere le mani in pasta durante un laboratorio di cucina o semplicemente trascorrere qualche ora immersi nella natura.
La Puglia, in questo scenario, possiede un patrimonio particolarmente competitivo. Sono 946 gli agriturismi autorizzati presenti sul territorio regionale, realtà che mettono insieme ospitalità, agricoltura, gastronomia e cultura rurale.
«La crescita dell’agriturismo dimostra che la vacanza in campagna non è più considerata una scelta alternativa, ma una proposta turistica a tutti gli effetti», sottolinea Antonio Baselice, presidente di Terranostra Puglia. Il patrimonio agricolo pugliese, aggiunge, rappresenta una risorsa straordinaria fatta di paesaggi, produzioni, tradizioni e aziende che possono offrire ai visitatori un contatto autentico con il mondo agricolo.
Una tavola sempre più protagonista
A raccontare il cambiamento è anche il portafoglio dei vacanzieri. La spesa media estiva ha raggiunto 834 euro a persona, ma con differenze significative: il 32% ha contenuto la spesa entro i 500 euro, mentre il 38% si è collocato tra 500 e 1.000 euro. Una quota del 5%, invece, ha superato i 2.000 euro.
Ma il dato più interessante riguarda la destinazione della spesa: oltre un terzo del budget delle vacanze è stato destinato al cibo, una quota che arriva a superare quella riservata all'alloggio.
Un segnale preciso: mangiare non è più soltanto una necessità del viaggio, ma è diventato parte integrante dell'esperienza turistica.
Per il visitatore, soprattutto straniero, assaggiare un olio extravergine, conoscere un formaggio locale, degustare un vino o scoprire una specialità tradizionale significa entrare nella storia del territorio. E per la Puglia significa trasformare le proprie eccellenze agroalimentari in autentici ambasciatori turistici.
Agriturismi, agosto da record
Il fenomeno trova conferma anche nei numeri nazionali. Secondo l’analisi Campagna Amica Terranostra, nell’agosto 2026 gli agriturismi italiani hanno registrato il record storico delle presenze nelle campagne, accogliendo circa 1,85 milioni di ospiti, italiani e stranieri, per complessivi 6,5 milioni di pernottamenti.
La permanenza media si è attestata intorno alle 3,5 notti, mentre nel complesso del 2026 le presenze negli oltre 26mila agriturismi italiani sono aumentate del 4,5% rispetto al 2025.
Numeri che raccontano una tendenza ormai consolidata: la campagna non è più la destinazione scelta soltanto da chi cerca tranquillità, ma uno spazio turistico capace di intercettare nuovi desideri, nuove esigenze e un pubblico internazionale sempre più curioso.
Dall'olio al vino, il viaggio passa dalla terra
La nuova geografia delle vacanze passa dunque attraverso le produzioni agricole.
Crescono le esperienze legate all'enoturismo e all'oleoturismo, ma anche quelle dedicate ai formaggi e alle altre produzioni agroalimentari. Il turista visita le aziende, partecipa alle degustazioni, osserva le lavorazioni e incontra direttamente gli agricoltori.
E non è un fenomeno limitato al turismo straniero. Durante l'estate, un italiano adulto su due ha partecipato ad attività legate alle produzioni e alle tipicità del territorio.
Dai corsi di cucina ai laboratori artigianali, dalle visite nelle aziende agricole alle esperienze dedicate al benessere e allo sport all'aria aperta, il viaggio assume così una dimensione più partecipativa.
La Puglia che resta oltre il mare
È forse questo il dato più significativo del controesodo 2026: mentre le auto tornano verso nord e le spiagge lentamente si svuotano, la Puglia scopre di avere un'altra stagione da raccontare.
Quella degli ulivi, delle vigne, degli orti, delle masserie e delle tavole contadine. Una Puglia meno costruita e più vissuta, dove il paesaggio agricolo diventa destinazione e il cibo diventa linguaggio.
La sfida, adesso, sarà trasformare questo interesse estivo in una presenza turistica più lunga e distribuita durante l'anno. Perché se il mare continua a essere uno dei grandi protagonisti dell'immaginario pugliese, la campagna sta conquistando un ruolo sempre più importante: quello di raccontare l'identità più autentica della regione.








