Il cuore rosso di febbraio tra Carnevale, San Valentino e il colore delle emozioni

Sabrina Altamura • 6 febbraio 2026

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Febbraio è il mese in cui il cuore prende il sopravvento. Breve ma intenso, si accende di colori vivaci, profumi dolci e feste capaci di scaldare l’anima. Il filo conduttore che attraversa questo periodo è uno solo: il rosso, simbolo universale di amore, passione ed energia, protagonista assoluto di tradizioni, sapori e stile.
Il rosso che anima il Carnevale
Il mese si apre con l’esplosione di allegria del Carnevale, una festa che invita a giocare, sorridere e trasformarsi. Maschere, costumi sfavillanti e scenografie colorate riempiono le strade, regalando un momento di leggerezza e fantasia. Anche qui il rosso trova spazio, tra dettagli audaci e accenti vivaci che rendono ogni outfit più scenografico e originale. È il tempo dell’osare, del lasciarsi andare, anche solo per qualche giorno.
San Valentino, la festa dei sentimenti
A metà febbraio arriva San Valentino, la ricorrenza dedicata agli innamorati. Cuori, fiori e cioccolatini diventano il linguaggio visivo di un sentimento che va oltre le mode e le generazioni. Il rosso domina vetrine, tavole e abbigliamento, trasformando anche il gesto più semplice in un’espressione di affetto e romanticismo.
Tradizioni dolci che scaldano l’inverno
Febbraio è anche il mese dei sapori della tradizione. Dalle frappe e chiacchiere del Carnevale ai biscotti a forma di cuore e alle cioccolate dedicate all’amore, i dolci accompagnano le celebrazioni e diventano un rito condiviso. Piccoli piaceri che raccontano storie di convivialità, memoria e calore umano.
Un mese breve, ma intenso
Febbraio, con la sua durata ridotta, concentra emozioni forti e simboli potenti. È un mese che invita a sorridere, amare e concedersi qualche momento di leggerezza, ricordandoci che il cuore non conosce stagioni. In fondo, febbraio è proprio questo: un concentrato di vita, colore ed emozione, tutto racchiuso nel battito rosso del cuore.

Autore: Coldiretti Puglia • 4 novembre 2026
Il crisantemo si conferma il protagonista indiscusso degli acquisti in occasione della commemorazione dei defunti, seguito da anthurium, rose e gigli, ma tra i fiori recisi si registra quest'anno anche il ritorno del gladiolo, che sta riconquistando progressivamente spazio sul mercato dopo alcuni anni di minore diffusione e coltivazione, complice una domanda che si era sensibilmente ridotta. È quanto emerge dalle rilevazioni nei vivai e nei mercati contadini di Campagna Amica in Puglia, dove resta forte la tradizione di acquistare fiori e piante da portare nei cimiteri per rendere omaggio ai propri cari. La Puglia gioca un ruolo di rilievo nella produzione nazionale di fiori recisi, perché rappresenta il 10% della produzione di crisantemi, il 34% dei garofani, il 23% delle rose, il 13% delle gerbere e il 16% delle fresie, sottolinea Coldiretti Puglia. Sul fronte delle piante, tra le varietà più richieste si confermano crisantemi e ciclamini, mentre il mercato dei fiori recisi continua a premiare soprattutto le produzioni tradizionalmente legate alla ricorrenza. I prezzi di vendita risultano sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, ma le imprese florovivaistiche devono fare i conti con una nuova crescita dei costi di produzione e gestione – denuncia Coldiretti Puglia – dove a pesare sono soprattutto il rincaro delle materie prime e il gasolio, che incide sui trasporti, sulle consegne e sulla distribuzione dei prodotti, comprimendo i margini delle aziende. Il ricordo dei defunti – evidenzia Coldiretti – rappresenta uno degli appuntamenti più importanti per il comparto florovivaistico, che realizza circa un quinto del proprio fatturato annuale in questo periodo. Una ricorrenza che sostiene il lavoro dei produttori e valorizza una filiera agricola radicata nei territori, ma che deve fare i conti anche con il rischio di illegalità e abusivismo commerciale. Per questo motivo è consigliabile privilegiare i venditori autorizzati e, quando possibile, rivolgersi direttamente ai produttori, ricordando che acquistare fiori italiani significa sostenere le imprese locali, l'occupazione e il territorio. Continua a crescere la pressione delle importazioni di fiori e piante dall’estero sul mercato italiano, con un valore che nel 2025 ha raggiunto 908 milioni di euro , confermando la forte espansione degli arrivi di prodotti florovivaistici stranieri e alimentando una concorrenza che penalizza i produttori nazionali, chiamati a rispettare standard sempre più rigorosi in materia di tutela ambientale, sicurezza fitosanitaria e diritti dei lavoratori. Da qui la necessità di applicare il principio di reciprocità, garantendo che anche i prodotti importati rispettino le stesse regole imposte alle imprese italiane – insiste Coldiretti Puglia – con le importazioni a basso costo che spesso non rispettano gli stessi standard richiesti agli agricoltori europei in materia di uso dei fitosanitari, tutela dei lavoratori e salvaguardia ambientale. Il 72% delle merci destinate all'Unione europea passa dall'Olanda, con il porto di Rotterdam che rappresenta un punto critico per i controlli, poiché molte partite vengono triangolate acquisendo un'origine comunitaria. Tra i Paesi extra-Ue, Cina, Thailandia ed Ecuador sono i principali fornitori, soprattutto di fiori. Si tratta di una concorrenza sleale che colpisce le imprese Made in Italy, impegnate nella produzione di piante e fiori di alta qualità su circa 30.000 ettari, spesso con pratiche sempre più sostenibili, che generano benefici importanti per ambiente e salute. Coldiretti sottolinea l'urgenza di garantire che le piante e i fiori venduti in Italia e in Europa rispettino regole uniformi su ambiente, salute e diritti dei lavoratori. In un momento di difficoltà economica, scegliere fiori Made in Italy, acquistandoli direttamente dai produttori o in punti vendita che ne garantiscano l'origine, significa sostenere le imprese locali, l'occupazione e il territorio.
Autore: La Redazione • 4 novembre 2026
Il p iatto del mese di novembre della chef Loredana Cornacchione per La Gazzetta del Food L'introduzione della redazione Eleganza, creatività e un raffinato equilibrio tra terra e mare caratterizzano la proposta gastronomica di novembre della chef Loredana Cornacchione , protagonista della sua rubrica mensile su La Gazzetta del Food. Il suo “Risotto Rubino – Dolcezza di barbabietola e freschezza di mare” è un piatto che conquista prima lo sguardo e poi il palato. Il colore intenso della barbabietola incontra la delicatezza dei gamberi rossi, mentre la cremosità della stracciatella e le note agrumate del limone caramellato completano una preparazione ricercata, capace di valorizzare ingredienti semplici attraverso tecnica e sensibilità culinaria. Una ricetta che racconta la filosofia della chef: trasformare ogni ingrediente in un'esperienza di gusto, senza rinunciare all'armonia dei sapori.
Autore: Gemma Caruso • 2 novembre 2026
Dalle radici del mito alla tavola contemporanea, viaggio alla scoperta dell’ingrediente più enigmatico della Terra. ​Quando i primi freddi d’autunno sfiorano le cime degli alberi e l’umidità profuma la terra, il bosco regala il suo bene più prezioso e misterioso: il fungo. Organismo affascinante, sospeso tra regno vegetale e animale, il fungo attraversa i secoli portando con sé un’aura di magia e sacralità. Nell’antica Roma veniva celebrato come "cibo degli dei", mentre nelle credenze popolari contadine la sua comparsa improvvisa nei cerchi d'erba scatenava la fantasia, richiamando leggende su danze notturne di streghe e folletti.
Autore: La Redazione • 31 ottobre 2026
L'introduzione della redazione Per il mese di ottobre, la nostra rubrica gastronomica ospita una nuova proposta firmata dalla chef Hajer Aissi: il parfait alle mandorle caramellate. Un dessert dalla consistenza cremosa e vellutata, arricchito dal gusto intenso delle mandorle caramellate, protagoniste di una preparazione che unisce semplicità e raffinatezza. Il risultato è un dolce freddo, ideale da servire a fine pasto, capace di conquistare per il suo equilibrio tra delicatezza e carattere. La chef ci presenta la sua ricetta, accompagnandoci nelle diverse fasi della preparazione e condividendo una proposta da portare in tavola per valorizzare il momento del dessert.
Autore: Chef Angelo Berardi • 31 ottobre 2026
Le caramelle verdi senza glutine ripiene di Polenta di Storo, speck e uvetta sultanina, con burro nocciola, amaretto, salvia e Graukäse. La ricetta del mese di ottobre – Chef Angelo Berardi Introduzione della redazione Per la ricetta del mese di ottobre abbiamo scelto di accompagnarvi in un viaggio gastronomico tra tradizione, territorio e creatività, attraverso la sensibilità e la tecnica dello chef Angelo Berardi. La sua proposta nasce dall'incontro tra due identità gastronomiche di montagna: quella bergamasca, con il suo storico patrimonio di pasta fresca e sapori autentici, e quella alpina del Sudtirol, caratterizzata da ingredienti intensi e fortemente legati al territorio. Ispirandosi ai tradizionali casoncelli lombardi, lo chef ne reinterpreta forma, consistenza e ripieno, dando vita a eleganti caramelle di pasta fresca verde, naturalmente caratterizzate dagli spinaci e realizzate senza glutine. Il cuore della preparazione racchiude la Polenta di Storo, lo speck Alto Adige IGP e la dolcezza dell'uvetta sultanina. Il tutto viene valorizzato da un condimento ricco e aromatico a base di burro nocciola, salvia, granella di amaretto e Graukäse. Un piatto che racconta una cucina contemporanea capace di custodire la memoria, rispettare le tradizioni e aprirsi all'innovazione, senza rinunciare al gusto e all'inclusività. Lasciamo ora la parola allo chef Angelo Berardi, che ci accompagna nella realizzazione della sua ricetta.
Autore: La Redazione • 28 ottobre 2026
Al Corporate Meeting della Federazione Italiana Cuochi, Lorenzo Alessio, Matteo Terranova ed Edoardo Magni hanno firmato un finger food dedicato a tre eccellenze lucane. Prosegue la preparazione in vista della finale mondiale di Lione, in programma a gennaio 2027. 
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