Fiera del Soco 2025, boom di presenze in attesa del gran finale: successo per food, Medioevo e spettacolo
La Redazione • 17 settembre 2025
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GRISIGNANO DI ZOCCO (VI) – 17 settembre 2025
Si avvia verso la giornata conclusiva l’Antica Fiera del Soco, la manifestazione più attesa dell’autunno veneto, che anche quest’anno ha registrato un vero e proprio boom di presenze. Con oltre 650 stand e dieci chilometri di esposizione, la fiera si conferma come uno degli eventi popolari più radicati e vivaci dell’intero Nord Italia.
Una tradizione che unisce: food, storia e spettacolo
Fin dai primi giorni, la fiera ha saputo conquistare famiglie, appassionati e curiosi con un’offerta ricchissima che ha spaziato dalla tradizione gastronomica veneta – con le immancabili trippe, folpetti, grigliate e dolci locali – fino alle rievocazioni medievali, tra le più apprezzate del 2025.
In particolare, ha riscosso enorme successo il villaggio medievale allestito nella zona est della fiera: figuranti in costumi d’epoca, tiro con l’arco storico, sfilate in abiti antichi, animali da cortile e da lavoro, e bancarelle dedicate alla vendita artigianale di candele, oggetti in legno e ceramica. Un vero tuffo nel passato, pensato per affascinare adulti e bambini.
Un’attesa che cresce per il 18 settembre
Mentre ci si avvicina alla giornata di chiusura del 18 settembre, l’afflusso continua costante, complice anche il meteo favorevole e l’ottima organizzazione logistica. La nuova area bimbi è stata accolta con entusiasmo, portando un’ondata di famiglie e rendendo ancora più inclusiva l’offerta del Soco.
Da segnalare anche il successo del SocoVillage, cuore pulsante dell’intrattenimento con concerti, spettacoli e performance live, nonostante la cancellazione del tradizionale ballo liscio, sostituito da eventi più moderni e coinvolgenti.
Appuntamento a domani per il gran finale
La Fiera del Soco si prepara quindi a vivere la sua ultima giornata con attese alle stelle. Chi non ha ancora partecipato ha tempo fino al 18 settembre per immergersi in questa festa popolare che continua, anno dopo anno, a fondere storia, gusto, commercio e comunità in un evento unico nel suo genere.
đ Info e programma completo: vicenzatoday.it – Fiera del Soco 2025

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.

Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.





