Coldiretti Lazio: Palombara Sabina “verso la città dell’olio” tra dibattiti e visita del ministro Lollobrigida al Frantoio Op Latium
Maria Giovanna Labruna • 9 gennaio 2023
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Appuntamento oggi 9 gennaio, presso Op Latium alle 17 e alle 18 dibattito all’Istituto Alberghiero I.P.S.A.R.

Palombara Sabina “Verso la Città dell’Olio” tra turismo ed enogastronomia. E’ il tema del dibattito che si svolgerà domani, Oggi 9 gennaio alle ore 18, presso l’Istituto Alberghiero I.P.S.A.R. - I.P.S.S.E.O.A. con la partecipazione del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che sarà presente con il vice presidente della Commissione Agricoltura della Regione Lazio, Giancarlo Righini.
Al dibattito prenderà parte anche il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, il sindaco di Palombara Sabina, Alessandro Palombi e il presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, Michele Sonnessa, oltre ad altri rappresentanti istituzionali e di settore.
Turismo ed enogastronomia, ma anche innovazione rappresentata da alcune realtà territoriali come Op Latium, l’Organizzazione di filiera dei produttori olivicoli del Lazio diretta da Francesco Bosio, dove il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, si recherà in visita prima del dibattito, alle ore 17, per visitare il nuovo frantoio “Colli Sabini” da poco realizzato con tecniche innovative.
L’impianto di Palombara Sabina, che si estende su una superficie di oltre duemila metri quadri presso la Strada Pascolare 87, è stato completamente ristrutturato con tecniche all’avanguardia a partire dal 2020 in piena pandemia. Utilizza per la lavorazione delle olive, metodi innovativi e sostenibili, nel rispetto dei disciplinari delle diverse DOP e del nuovo IGP olio Roma, che consentono di lavorare e stoccare oltre 1 milione di litri di olio.
La struttura, infatti, oltre all’innovazione tecnologica sta lavorando da oltre un anno alla divulgazione del nuovo marchio IGP Olio Roma, che sta già dando grandi risultati economici sia in Italia che all’estero. Uno dei punti di forza del frantoio è l’impianto di stoccaggio e conservazione dell’olio che consente di diluire la vendita dell’olio durante tutto l’anno.

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.

Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.





