CAFFÈ: COLDIRETTI PUGLIA, COLAZIONE SEMPRE PIÙ ‘SALATA’ (+40%) PER CARO ESPRESSO, BURRO E LATTE SCREMATO
Teresa De Petro • 27 marzo 2025
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Colazione sempre più ‘salata’ per i pugliesi costretti a pagare oltre il 40% in più già al risveglio, per l’impatto del caro prezzi dal caffè al latte intero, dal latte scremato al burro, con i prezzi del cibo che si infiammano per effetto delle tensioni internazionali sul commercio e sulle quotazioni, ma anche di fenomeni speculativi. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, in occasione della giornata nazionale del caffè espresso italiano, sulla base dei dati dell’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che conferma il trend in crescita dei prezzi negli ultimi quattro anni, con gli aumenti più marcati per il caffè tostato a livello nazionale che si sono verificati proprio a Bari (+32%) dal 2021 ad oggi.
Ma analizzando i dati del 2022 messi a raffronto con le rilevazioni odierne del MIMIT di beni e servizi di largo consumo (quotazioni medie), la situazione è ancora più critica, con aumenti – spiega Coldiretti Puglia - nella città capoluogo di regione che vanno dal +46% del caffè al +26% del latte intero, dal +47% per il latte scremato fino a +57% per il burro. La situazione di difficoltà alimenta il rischio – sottolinea la Coldiretti regionali – che i consumatori facciano sempre più acquisti di cibo low cost nei discount alimentari, per la difficoltà in cui si trovano le famiglie che, spinte dai rincari, orientano le proprie spese su canali a basso prezzo rinunciando anche alla qualità.
Le famiglie – sottolinea la Coldiretti Puglia – tagliano gli acquisti e vanno a caccia dei prezzi più bassi anche facendo lo slalom nel punto vendita, cambiando negozio, supermercato o discount alla ricerca di promozioni per i diversi prodotti. Ma con la diminuzione delle quantità acquistate a causa del caro prezzi si cerca anche di fare più attenzione agli sprechi, razionalizzando i consumi. Dalla cucina degli avanzi alla doggy bag al ristorante, dal ritorno della gavetta in ufficio agli orti sul balcone, dalla lista della spesa per non farsi tentare dagli acquisti di impulso fino allo sguardo più attento alla data di scadenza secondo la Coldiretti sono solo alcune delle strategie adottate dagli italiani per salvare i bilanci familiari.
Ma è uno scenario amaro anche per gli allevatori e le loro mucche da latte – spiega Coldiretti Puglia – con l’esplosione dei costi di produzione, per cui è sos nelle stalle per l’alimentazione degli animali, con la siccità che ha azzerato la produzione di foraggio, ma si è dimezzata anche la produzione di mais in Italia negli ultimi 20 anni a causa dei costi di produzione, dei cambiamenti climatici e delle importazioni dall’estero che espongono gli allevatori alle conseguenze delle tensioni internazionali.
Il via libera definitivo del Consiglio dei Ministri al Decreto legislativo di riforma delle accise, che ha mantenuto l’attuale regime per il carburante usato in agricoltura, è un atto importante per garantire la produzione alimentare e sostenere gli agricoltori colpiti dall’esplosione dei costi legati alle guerre e alla difficile situazione internazionale, evitando un aumento dei prezzi al consumo che si rifletterebbe sulla spesa delle famiglie. Per Coldiretti la misura approvata in CdM e concordata tra il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida e il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo accoglie le richieste della principale organizzazione agricola d’Italia e d’Europa, proprio quando i prezzi del gasolio agricolo sono aumentati del 22% rispetto a prima della guerra in Ucraina, secondo un’analisi del Centro Studi Divulga, determinando i contemporanei incrementi degli altri fattori di produzione, per cui il provvedimento va a sostenere gli sforzi delle imprese agricole e della pesca di continuare a garantire gli approvvigionamenti alimentari in un momento delicato.
Foto Google

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.

Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.





