Angelo Po festeggia 100 anni di attività
Comunicato Stampa • 24 settembre 2022
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Il 22 settembre, nella splendida cornice di Villa Cavazza a Bomporto (MO), Angelo Po ha festeggiato il prestigioso traguardo dei 100 anni con la presenza di quasi 500 invitati tra autorità, dipendenti, partner commerciali e l’executive team di Marmon.
Partiti nel 1922 in una bottega artigiana, oggi Angelo Po è leader di mercato nella progettazione e produzione di impianti completi per la ristorazione professionale, in tutto il mondo. Oggi, come ieri, disegna il futuro del suo mercato. Con un approccio che coniuga design e funzionalità, cultura, qualità dei materiali, Angelo Po disegna cucine dalle forme armoniose, progettate a partire dall’osservazione e dall’ascolto del mercato e dei suoi clienti. Ed è così che da cento anni realizza cucine uniche, che coniugano azione e contemplazione, forza e precisione, sostanza e bellezza, funzionalità e creatività.
Oggi Angelo Po opera con due stabilimenti: la storica fabbrica di Carpi, Modena, dove disegna e produce la cottura professionale, dai forni combinati alle friggitrici, cuoci pasta, induzione, fuochi aperti e molto altro, e la sede di Ascoli Piceno, dove produce e progetta la refrigerazione professionale dagli armadi frigoriferi agli abbattitori-surgelatori di temperatura.
Dal 2016 è parte del gruppo Marmon, azienda americana appartenente alla nota Holding statunitense Berkshire Hathaway Inc. Grazie alla solidità del gruppo Marmon, Angelo Po può accelerare il percorso di crescita e rappresentare il made in Italy nel mondo, spingendosi verso nuove forme di eccellenza e destinazioni sempre più ambiziose. Per dare forma alla cucina del domani, dove accogliere i propri clienti, nel rispetto della vocazione del fondatore
Massimo Aleardi, presidente di Angelo Po, ha dichiarato durante l’evento “Abbiamo creato questo evento con la volontà di collegare e ringraziare tutte le persone che quotidianamente contribuiscono al successo del nostro marchio. Questa è la comunità di Angelo Po. Una realtà nata nel 1922, in una bottega artigiana di Carpi, caratterizzata fin da subito da una grande passione, energia ed ambizione che si è evoluta in un’impresa centenaria con vendite in oltre 60 paesi nel mondo. Un gruppo che ha preservato i valori storici e che oggi può contare sulla forza di Marmon che garantisce ad Angelo Po grande solidità e possibilità di rinnovamento e sviluppo. Il centenario è un’opportunità per rafforzare il nostro marchio e per disegnare il futuro con la stessa ambizione con cui il nostro fondatore ha sviluppato il suo progetto imprenditoriale. I Valori fondanti di Angelo Po ancora oggi caratterizzano il nostro DNA: Carattere, Coraggio, Creatività e Comunità.”

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.

Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.





