Agricoltura, Mattarella: “Una sfida per tutto il Paese e il futuro delle nostre comunità”
La Redazione • 30 novembre 2024
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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,
ha ribadito con fermezza l'importanza dell'agricoltura come risorsa strategica per il presente e il futuro dell'Italia. Nel suo messaggio alla Confederazione Italiana Agricoltori (CIA),
ha sottolineato che il settore primario non è solo un pilastro economico, ma anche un elemento fondamentale per preservare la cultura, l'identità e il paesaggio del Paese.
“Le sfide dell’agricoltura non riguardano solo chi lavora la terra, ma tutta la comunità nazionale. Dalla qualità dei cibi che portiamo in tavola alla salvaguardia del territorio, il lavoro agricolo è essenziale per garantire benessere, sostenibilità e bellezza alle future generazioni,” ha dichiarato il Presidente.
Mattarella ha evidenziato la necessità di affrontare con determinazione alcuni dei problemi più urgenti: i cambiamenti climatici, lo spopolamento delle aree rurali e montane, e lo sfruttamento del lavoro. Ha poi rimarcato come il settore agricolo, se opportunamente sostenuto, possa diventare una leva per lo sviluppo e l’innovazione. “Rigenerare l’agricoltura significa dare una nuova vita ai territori, creare opportunità di lavoro per i giovani e assicurare un presidio contro il degrado ambientale.”
Un tema centrale del discorso è stato il riconoscimento del valore del lavoro agricolo e l’impegno a garantire condizioni dignitose per chi opera nel settore. “Non possiamo accettare che il caporalato e altre forme di sfruttamento continuino a esistere. Il lavoro nei campi merita rispetto e giusto compenso, perché è il cuore pulsante di un sistema che sostiene l’intero Paese.”
Infine, il Presidente ha invitato tutti, dalle istituzioni ai cittadini, a sostenere il mondo agricolo. “L’agricoltura non è solo produzione, ma anche tutela delle nostre radici e costruzione del nostro futuro. È una sfida che riguarda ciascuno di noi, perché da essa dipendono non solo la nostra economia, ma anche la nostra identità e il nostro equilibrio sociale.”
Il messaggio di Mattarella rappresenta un richiamo forte e chiaro a considerare l’agricoltura non come un tema settoriale, ma come una questione nazionale che richiede visione, innovazione e collaborazione.
Foto WEB

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

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