ADDIO AL PAPÀ DEL TIRAMISÙ, IL DOLCE DIVENTATO SIMBOLO D'ITALIA
ANSA • 12 novembre 2021
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Il Tiramisù, che secondo gli enogastronomi 'nasce' a Treviso negli anni '60, perde oggi il suo 'papà', Aldo Campeol, scomparso a all'età di 93 anni. Patron dello storico ristorante "Le Beccherie" di Treviso, Campeol e la moglie Alba, co-autrice della preparazione originaria assieme allo chef Roberto Linguanotto, non aveva mai brevettato la ricetta. Questo negli anni ha fatto fiorire varie ricette e leggende sulla sua origine, dalle quali sono nati dolci talvolta completamente diversi. La ricetta delle Beccherie fu poi depositata con atto notarile presso l'Accademia Italiana della Cucina solo nel 2010.
L'enorme successo del dolce, anche all'estero, ha dato vita ad una battaglia commerciale sulla sua paternità, in particolare tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. Ma secondo l'Accademia del Tiramisù le sue origini 'quasi certe' sarebbero in un'antica locanda del trevigiano diventata nel tempo il locale Beccherie di Treviso. Certo è, invece, che il Tiramisù è diventato un classico proposto nei ristoranti di ogni continente. E anche nell'anno della pandemia, il 2020, è stato il re del food delivery in Italia, con oltre 22.000 kg di tiramisu' ordinati, come da report di Just Eat. Roma e' la citta' del tiramisu' a domicilio per eccellenza, con oltre 7.300 kg ordinati nel 2020.
Alle Beccheria, ancora oggi, vi sono commensali che arrivano nel locale trevigiano solo per assaggiare il gusto autentico di una delizia piena di morbidezza e di contrasti dolce-amaro. Al Tiramisù sono stati intitolati nel tempo tornei e campionati di ogni tipo, compresa la "Tiramisu' World Cup", una gara virtuale con 30 concorrenti in programma il 21 marzo.
Alle Beccheria, ancora oggi, vi sono commensali che arrivano nel locale trevigiano solo per assaggiare il gusto autentico di una delizia piena di morbidezza e di contrasti dolce-amaro.
Per la scomparsa del 'papà' del Tiramisù ha espresso il proprio cordoglio anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. "Con Aldo Campeol - ha detto - Treviso perde un'altra stella della sua storia enogastronomica, che brillerà anche lassù. La sua lunghissima attività di ristoratore, e le sue Beccherie, hanno attraversato decenni della trevigianità migliore, fatta di accoglienza e qualità, e di quel sorriso garbato che sul suo volto non mancava mai".

L'eleganza della cucina nasce dall'incontro tra grandi ingredienti e sensibilità dello chef. È proprio questa filosofia che ispira Giovanni Palmiero nella realizzazione dei suoi Nidi di Casarecce al Provolone del Monaco, tartufo nero e spuma di timo limonato , un primo piatto che interpreta la tradizione italiana con tecnica, equilibrio e creatività. La sapidità e la personalità del Provolone del Monaco DOP si fondono con il profumo intenso del tartufo nero, mentre le nocciole tostate aggiungono una piacevole nota croccante e la spuma al timo limonato dona leggerezza e freschezza aromatica. Il risultato è una ricetta raffinata, pensata per emozionare attraverso sapori autentici e una presentazione di grande impatto, dimostrando come la cucina d'autore possa valorizzare le eccellenze del territorio con uno sguardo contemporaneo.

Ci sono percorsi che non nascono da una scelta improvvisa, ma affondano le proprie radici nella terra, nella famiglia e nei valori con cui si cresce. Quello di Nello Di Sevo è uno di questi. Originario del cuore del Parco Nazionale del Cilento, Nello nasce nel maggio del 1993 in una terra dove il cibo rappresenta cultura, identità e rispetto della natura. Tra campi di grano, uliveti, masserie di bufale e la cucina della nonna, sviluppa fin da bambino una profonda sensibilità verso le materie prime e il loro valore.

La cucina è cultura, identità e territorio. Attraverso la Rubrica dello Chef Rocco Gerundino, vogliamo raccontare le eccellenze agroalimentari italiane, dando voce ai prodotti che nascono dalla terra e dal mare e che, grazie alla sapienza dei nostri chef, diventano piatti capaci di emozionare. Ogni ricetta è un viaggio tra tradizione e innovazione, con uno sguardo rivolto alla qualità delle materie prime, alla loro stagionalità e al rispetto delle produzioni locali. Perché valorizzare un territorio significa prima di tutto valorizzare chi lo coltiva, lo pesca e lo trasforma con passione.





