Rubrica “Lo sai che?” – Chef Gregori Nalon, Cooking Strategist Broccolo Romano: il tesoro verde che nutre corpo e mente
Chef Gregori Nalon • 10 novembre 2025
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Ciao amici della mia cucina consapevole,
oggi vi porto nel cuore della stagione con un ortaggio che amo per forma, colore e personalità: il broccolo romano.
Un capolavoro di madre natura, elegante e perfetto nelle sue spirali. Ogni volta che lo cucino mi ricorda che la cucina è una forma d’arte, ma anche un atto di equilibrio tra nutrimento e bellezza.
Lo sapevi che il broccolo romano è una figura geometrica naturale, costruita da una serie di spirali che si ripetono in proporzioni perfette?
È l’unico ortaggio che unisce scienza, estetica e salute in un solo colpo d’occhio!
Ma oltre a essere affascinante, è anche un alimento ricchissimo di vitamine, sali minerali e antiossidanti.
Valori nutrizionali e benefici
In 100 g di broccolo romano troviamo:
• 30 kcal, pochissime calorie
• 90% d’acqua, per idratazione naturale
• Vitamina C in quantità superiore agli agrumi
• Vitamina K, acido folico, calcio, ferro, potassio
• Fibre che aiutano il transito intestinale e la depurazione
Io lo chiamo “il mio detox verde”: sostiene il fegato, rafforza il sistema immunitario e aiuta a combattere lo stress ossidativo.
La cottura perfetta: dove salute e gusto si incontrano
Come Cooking Strategist, per me la cottura è un atto di precisione e rispetto: ogni metodo cambia la texture, il sapore e il valore nutrizionale del cibo.
Ecco quindi i miei metodi ideali per cucinare il broccolo romano, mantenendo tutto il suo potenziale:
A vapore
Il metodo più classico e salutare. In soli 5-6 minuti le cimette restano croccanti, verdi e piene di vitamine. Perfetto come base per insalate, contorni o vellutate.
Saltato in padella
Con olio extravergine, aglio e peperoncino, in 4-5 minuti, sprigiona tutto il suo carattere mediterraneo.
Un contorno veloce, vivace e pieno di energia.
Al forno
A 190°C per circa 15 minuti, con un filo d’olio, pangrattato integrale e curcuma.
Diventa croccante, aromatico e irresistibile.
Crudo
Per chi ama la purezza: in pinzimonio o insalata, con limone e semi di sesamo.
Un’esplosione di freschezza.
Sottovuoto (cottura sous-vide)
E qui entra in gioco la mia parte più “strategica” in cucina.
La cottura sottovuoto è un metodo meraviglioso per preservare tutti i nutrienti, il colore e la consistenza naturale del broccolo romano.
Come la eseguo:
• Taglio le cimette e le condisco con un filo d’olio evo, sale leggero e una scorzetta di limone.
• Le chiudo in sacchetto sottovuoto e cuocio a 85°C per circa 20 minuti.
• Una volta pronte, le passo un attimo in padella per dare profumo e una nota croccante.
Risultato: un broccolo dolce, intenso, dalla texture perfetta.
La cottura sottovuoto è ideale quando vogliamo un piatto elegante e leggero, senza dispersione di nutrienti o sapore.
La mia ricetta del cuore
“Amo preparare le linguine con broccolo romano, acciughe, limone e mollica croccante.
È un piatto semplice, ma strategico: il broccolo dona cremosità naturale, le acciughe sapidità, il limone freschezza e la mollica una nota di croccantezza. Un equilibrio perfetto, proprio come la sua forma.”
Quando e dove trovarlo
Il broccolo romano è protagonista dei mercati da ottobre a marzo.
Sceglilo sodo, compatto, dal colore verde brillante, segno di freschezza e ricchezza nutrizionale.
Perché lo amo
Per me il broccolo romano rappresenta la connessione perfetta tra natura e nutrizione.
È bello da vedere, buono da mangiare e fa bene al corpo e alla mente.
“In cucina, la strategia più vincente è quella che unisce emozione, benessere e conoscenza.
Il broccolo romano racchiude tutto questo in una spirale di salute e sapore.”
— Chef Gregori Nalon, Cooking Strategist

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.

Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.





