La Sicilia che fa squadra: Concetta Ragusa, un ponte tra l’Isola e la Germania

Nicoletta Montesano • 18 agosto 2026

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Orgoglio, identità, territorio e internazionalizzazione. È questo il filo conduttore del percorso di Concetta Ragusa, chef siciliana che oggi vive e lavora in Germania, ma che continua a mantenere un legame forte e concreto con la sua terra d’origine.

La sua storia racconta una Sicilia che non rimane ferma dentro i propri confini, ma che viaggia, incontra altre culture e torna a raccontarsi attraverso il lavoro dei suoi professionisti. Ragusa è, in questo senso, una vera figura-ponte tra Sicilia e Germania: porta la cucina italiana e siciliana all’estero e, allo stesso tempo, crea occasioni per far conoscere in Germania le eccellenze agroalimentari della sua terra.

Un ruolo che si inserisce anche nel suo impegno all’interno dell’Associazione Italiana Cuochi Germania, della quale è vicepresidente, e nell’attività legata alla Delegazione Lady Chef Germania.

La sua identità professionale nasce dunque dall’incontro di due mondi. Da una parte la Germania, dove ha costruito il proprio percorso professionale e oggi opera nella ristorazione; dall’altra la Sicilia, che rimane una presenza costante nella sua cucina, nella scelta delle materie prime e nella volontà di valorizzarne la cultura gastronomica.

È una cucina che parte dalla memoria e dalla tradizione, ma non ha paura di guardare avanti.

Piatti tradizionalissimi con un tocco di modernità, capaci di conservare sapori, profumi e identità, ma presentati con sensibilità contemporanea. Preparazioni nelle quali il territorio rimane protagonista: pistacchio, agrumi, mandorle, pomodoro, grani antichi, olio extravergine e vini siciliani diventano strumenti per raccontare una Sicilia autentica, ma al tempo stesso internazionale.

Un approccio che Ragusa ha già portato in importanti contesti gastronomici, proponendo piatti fortemente legati alla tradizione siciliana e alle sue materie prime.

E proprio l’olio pregiato e il vino di alto livello assumono un ruolo centrale in questo racconto. Non semplici elementi di accompagnamento, ma espressioni di una cultura agricola che merita di essere conosciuta e valorizzata anche fuori dall’Isola. L’esperienza di Ragusa nel mondo del vino e dell’olio rafforza ulteriormente questa sua funzione di ambasciatrice del gusto italiano all’estero.

Una divisa che diventa identità

Dalla divisa della Federazione Italiana Cuochi a quella della Delegazione Germania, per Concetta Ragusa l’appartenenza non è soltanto un simbolo.

«Indossare la divisa della Federazione Italiana Cuochi e in particolare quella della mia Delegazione Germania è per me un grande motivo di orgoglio e un forte senso di appartenenza.»

Parole che raccontano una professionista che ha scelto di vivere lontano dalla Sicilia senza mai allontanarsi davvero dalle proprie radici.

La Germania è diventata casa, ma la Sicilia continua a essere parte integrante della sua identità professionale e personale. È proprio questa doppia appartenenza a permetterle di svolgere un ruolo prezioso: fare da ponte, creare relazioni, mettere in comunicazione produttori, chef, istituzioni e operatori di due realtà geograficamente lontane ma unite dalla cultura del cibo.

La Sicilia che fa squadra

«Trovarmi a collaborare con i colleghi della Tenuta Petronilla appartenenti a Cuochi Ennesi Provinciale, insieme al suo Presidente Giuseppe Rinallo, e avere l’emozione di indossare la stessa divisa, è stato davvero speciale.»

Due giornate che diventano così un esempio concreto di collaborazione.

«Sono stati due giorni di grande sinergia, durante i quali professionalità, passione e spirito di squadra hanno fatto da padroni.»

La parola chiave è proprio squadra.

Perché la promozione di un territorio non può essere affidata a una sola persona. Servono chef, produttori, aziende, istituzioni, associazioni, buyer e professionisti capaci di lavorare nella stessa direzione.

Ed è qui che il ruolo di Concetta Ragusa acquista un significato ancora più ampio: vivere in Germania le consente di conoscere il mercato e il pubblico tedesco, mentre le sue origini siciliane le permettono di raccontare con autenticità il patrimonio dell’Isola.

Dalla tradizione alla contemporaneità

La sua idea di cucina parte da una certezza: la tradizione non deve essere abbandonata per diventare moderna.

Può essere rispettata, studiata e reinterpretata.

Un piatto della memoria può così cambiare forma, presentazione e tecnica senza perdere la propria anima. È il principio di una cucina siciliana contemporanea che mantiene riconoscibili i propri sapori e li propone a un pubblico internazionale.

È questa la Sicilia che Concetta Ragusa porta con sé: quella dei piatti tradizionali, ma anche quella della ricerca, della qualità e della consapevolezza delle proprie materie prime.

Una Sicilia dove un grande olio extravergine può raccontare il lavoro di un produttore, un vino può diventare ambasciatore di un territorio e un piatto può trasformarsi in una storia da condividere con chi arriva da un altro Paese.

Il territorio al centro

«Quando istituzioni, associazioni, produttori e professionisti della cucina lavorano insieme, il territorio cresce e la Sicilia può davvero andare oltre i propri confini.»

È forse questa la frase che meglio sintetizza la sua visione.

Andare oltre i confini non significa perdere la propria identità. Al contrario, significa rafforzarla, imparando a comunicarla meglio.

La Sicilia può arrivare in Germania attraverso una bottiglia di vino, un olio extravergine di qualità, un prodotto agricolo, una ricetta tradizionale o il lavoro di uno chef.

Ma soprattutto può arrivare attraverso le persone.

Persone come Concetta Ragusa, che hanno scelto di vivere all’estero e che proprio dalla loro posizione internazionale possono diventare ambasciatrici della terra d’origine.

Una Sicilia che viaggia

Il valore di questo percorso sta quindi nell’incontro.

La Sicilia porta in Germania la propria cultura gastronomica; la Germania offre un pubblico internazionale, nuove opportunità e nuovi interlocutori.

Concetta Ragusa si trova esattamente nel mezzo di questo dialogo.

È siciliana per origine, tedesca per esperienza, internazionale per vocazione.

E la sua cucina diventa il punto d’incontro tra questi mondi.

Un modo per dimostrare che si può vivere lontano dalla propria terra senza smettere di rappresentarla. Anzi, a volte è proprio la distanza a rendere ancora più forte il desiderio di raccontarla.

L’accoglienza come valore

«Un immenso grazie al Presidente della Pro Loco Mirabella Imbaccari, Daniele Aranzulla, che ci ha sostenuti, accompagnati e coccolati fino alla fine, facendoci sentire davvero a casa.»

Anche l’accoglienza diventa parte di questo racconto.

La Sicilia non si presenta soltanto attraverso ciò che produce, ma attraverso il modo in cui accoglie, condivide e crea relazioni.

E proprio questo spirito ha accompagnato le giornate vissute insieme ai colleghi, ai produttori, alle istituzioni e a tutti coloro che hanno contribuito all’iniziativa.

Il futuro? Fare rete

Alla fine rimane una parola: insieme.

Insieme per valorizzare l’agricoltura.
Insieme per sostenere i produttori.
Insieme per promuovere l’olio e il vino di qualità.
Insieme per portare nel mondo i piatti tradizionali siciliani, reinterpretati con eleganza e modernità.
Insieme per costruire un rapporto sempre più forte tra la Sicilia e le comunità italiane all’estero.

Concetta Ragusa rappresenta proprio questo: un ponte umano e professionale tra la Sicilia e la Germania.

Una chef che ha portato la propria vita oltreconfine, ma che non ha mai lasciato indietro la propria identità.

Perché portare la Sicilia nel mondo non significa soltanto esportare prodotti.

Significa portare con sé la memoria, i sapori, la cultura, l’ospitalità e le persone che rendono quei prodotti unici.

E quando tradizione e innovazione riescono a incontrarsi, quando un grande olio dialoga con un vino importante e quando un piatto della memoria viene reinterpretato senza perdere la propria anima, allora la cucina diventa davvero ambasciatrice di un territorio.

A chi ha voluto tutto questo. Un ringraziamento speciale va al Sindaco Giovanni Ferro e all’Assessore Iuri Peri, tra coloro che  hanno creduto e lavorato affinché questo progetto diventasse realtà.

Un grazie anche alla Regione Siciliana per il sostegno e per i finanziamenti destinati alla sua realizzazione e valorizzazione.

Come chef, sento il dovere di rivolgere a tutti loro il mio grazie più sincero: dietro ogni risultato ci sono persone che hanno scelto di investire, sostenere e credere in un’idea..
Perché quando le istituzioni sostengono la cultura, il territorio e il talento, il risultato non è soltanto un evento, ma una storia che merita di essere raccontata.

La Sicilia che fa squadra è questa: una Sicilia orgogliosa delle proprie radici, capace di guardare al futuro e pronta a farsi conoscere oltre i propri confini.



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