Il Lobster Roll che inganna gli occhi: il mare diventa vegano con Giovanna Cuomo
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La ricetta di agosto della chef Giovanna Cuomo
Dalla redazione della Gazzetta del Food
Per la ricetta di agosto abbiamo scelto un piatto che, negli ultimi anni, è diventato una vera icona del gusto internazionale: il Lobster Roll. Ma, in perfetto stile Gazzetta del Food, abbiamo deciso di guardarlo da un'altra prospettiva, giocando con l'apparenza e con la sorpresa.
A guidarci in questa reinterpretazione è la chef Giovanna Cuomo, che porta in tavola un Lobster Roll completamente vegetale: niente astice, ma cuori di palma oppure funghi pleurotus, profumati con alga e spezie per ricreare quel caratteristico richiamo marino.
Perché, in fondo, il bello della cucina è anche questo: ciò che vedi non sempre è ciò che è.

Il mio Lobster Roll vegano
Per simulare la consistenza dell'astice posso utilizzare una scatola di cuori di palma, oppure circa 6 gambi di funghi pleurotus.
Mi serviranno anche:
1 cucchiaio di burro vegetale
1 cucchiaio di succo di limone o lime
1 cucchiaino di paprika dolce, per il caratteristico colore rosato
un pizzico di alga in polvere, per il gusto di mare
coriandolo
aglio in polvere
sale
pepe
maionese vegetale
un bun da Lobster Roll
Il procedimento
Taglio i cuori di palma oppure i gambi dei funghi a pezzi e li sfilaccio leggermente nel senso della lunghezza, così da ottenere una consistenza che ricordi quella dell'astice.
Li lascio poi marinare per circa un'ora con alga in polvere, succo di limone o lime, paprika dolce, coriandolo, aglio, sale e pepe. È proprio durante questa fase che gli ingredienti iniziano a costruire quel profumo e quel sapore che ci riportano al mare.
Quando la marinatura è pronta, aggiungo la maionese vegetale e amalgamo delicatamente.
In una padella faccio sciogliere un cucchiaio di burro vegetale e salto brevemente il bun, fino a renderlo caldo e leggermente dorato.
A questo punto arriva il momento più divertente: apro il panino, lo riempio con la mia insalata e con il finto astice vegetale, lasciando che colori, profumi e consistenze facciano il resto.
Lo servo, naturalmente, con un bel sacchetto di patatine stick: perché anche l'occhio vuole la sua parte e un vero Lobster Roll non può rinunciare alla sua anima street.
E così, ancora una volta, la cucina ci ricorda che l'apparenza può ingannare, mentre il gusto può sorprenderci.
Ciò che sembra un astice non lo è. Ma ciò che sa regalare emozioni, quello sì, è autentico.








