Matera accende i fuochi del Mediterraneo: nove Paesi a tavola tra cibosofo e tradizione lucana
La Redazione • 31 marzo 2026
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A Matera il Mediterraneo si racconta attraverso i sapori, i gesti e le storie. Ha preso il via il 27 marzo il ciclo delle “Cene del Mediterraneo”, uno dei progetti simbolo di “Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026”, un percorso che trasforma la tavola in uno spazio concreto di incontro tra popoli.

MEDin, hub che pone il Mezzogiorno al centro delle dinamiche culturali del bacino mediterraneo, il progetto trova il suo motore nella visione dello chef Federico Valicenti, da anni promotore della “cibosofo”: una filosofia che interpreta il cibo come linguaggio universale di relazione, memoria e pace.
Nove cene, un solo racconto: il Mediterraneo come ponte
Il calendario – da marzo a novembre 2026 – attraversa nove Paesi: Marocco, Malta, Albania, Libano, Turchia, Egitto, Tunisia, Grecia e Spagna. Ogni appuntamento costruisce un dialogo tra la cucina del Paese ospite e una specialità lucana, intrecciando degustazioni, musica, racconti e momenti di confronto culturale.
Non si tratta di semplici cene tematiche, ma di vere esperienze immersive: ogni piatto diventa narrazione, ogni ingrediente un frammento di identità condivisa. Il Mediterraneo emerge così non solo come spazio geografico, ma come laboratorio vivo di contaminazioni e cooperazione.
L’esordio tra Marocco e Basilicata: tradizione e memoria
La serata inaugurale, dedicata al Marocco, ha dato subito il tono del progetto. Accanto ai piatti simbolo della tradizione marocchina – harira, mloui, tajine e sellou – ha trovato spazio la profondità della cucina lucana, rappresentata con intensità dalla chef Silvana Felicetta Colucci.
Volto noto anche per la sua attività editoriale su La Gazzetta del Food, dove firma una rubrica dedicata alla cucina identitaria, la chef ha portato in scena uno dei piatti più autentici della tradizione regionale: le manatelle con i ceci.
Un gesto antico, tramandato dalla madre Rosa, quasi centenaria e originaria di Castelmezzano, che vive ancora oggi nella manualità della pasta fatta a mano. Durante la serata, Colucci ha eseguito una dimostrazione dal vivo, restituendo al pubblico il valore culturale di un sapere domestico che rischia di scomparire.
Per questo impegno nella tutela della tradizione, le è stato conferito il riconoscimento di “Custode delle Lagane”, simbolo di una cucina che resiste e continua a raccontare il territorio.
Accanto a lei, la chef Salma Ennamli, insignita del titolo di Custode del Tajine, ha contribuito a costruire un dialogo gastronomico autentico, fatto di equilibrio e rispetto reciproco.
Il calendario: dalla Malta all’Albania, tra contaminazioni e territorio
Il viaggio prosegue il 17 aprile con la cena maltese, dove piatti come Ajjotta, Qarnit e Patata il-forn si affiancheranno alla specialità lucana “U Pastizz Rutunnar” di Rotondella.
Il 22 maggio sarà invece la volta dell’Albania, con un menu che spazia da Petullat a Tavë kosi, accompagnati dal “Tumact me tulez” di Barile. Non mancheranno costumi e musiche tradizionali arbëreshë, a testimoniare quanto la cultura mediterranea sia fatta anche di migrazioni e radici condivise.
Ogni appuntamento sarà inoltre arricchito dalla presenza di cantine del territorio e momenti di approfondimento, come il dialogo con l’Accademia Italiana della Cucina sul valore della cucina italiana come patrimonio culturale.
La tavola come spazio politico (e umano)
Alla base del progetto c’è una parola semplice della tradizione lucana: “favorite”. Un invito che va oltre l’ospitalità e diventa gesto culturale: c’è posto anche per te.
Le “Cene del Mediterraneo” traducono questo spirito in un format contemporaneo, dove il cibo diventa strumento di diplomazia culturale. In un tempo segnato da divisioni, Matera propone un modello opposto: sedersi insieme, condividere, ascoltare.
E forse è proprio qui la forza del progetto: riportare la cucina alla sua funzione originaria.

Dalla redazione Agosto sa di mare, di sole e di Mediterraneo. È proprio da queste suggestioni che nasce MAREA , la pizza del mese di agosto ideata e realizzata da Jessica Sorrentino per Gazzetta del Food: una proposta che racconta l’estate attraverso ingredienti semplici, identitari e capaci di dialogare tra loro in un equilibrio sorprendente. Una pizza che non vuole soltanto celebrare la stagione, ma interpretarla. Nel piatto ritroviamo il profumo del mare, la forza della terra e quella convivialità tutta italiana che trasforma una pizza in un vero racconto gastronomico.

La Redazione Agosto ha il sapore del mare, della convivialità e di quei piatti che riescono a raccontare un territorio attraverso eleganza, ricerca e memoria. Nella rubrica di questo mese, lo chef Giovanni Palmiero propone una creazione che unisce tradizione mediterranea e cucina contemporanea: una ricetta dove il polpo diventa protagonista assoluto, interpretato con diverse consistenze e accompagnato da elementi che richiamano la brezza marina e i colori dell'estate. Una preparazione raffinata, pensata per sorprendere il palato senza perdere il legame con la materia prima, dimostrando come tecnica e semplicità possano convivere nello stesso piatto.

La Gazzetta del Food accoglie con entusiasmo una nuova protagonista del racconto gastronomico italiano: Hajer Aissi, chef e anima della storica Cantina Siciliana di Trapani, entra a far parte della nostra squadra con una rubrica dedicata al territorio, alle sue eccellenze e alle storie che rendono unica la cultura del cibo.

Si chiude con un bilancio ampiamente positivo la 32ª Sagra dei Sapori Lucani , appuntamento che ha richiamato migliaia di visitatori da tutta Italia e dall’estero, confermandosi tra gli eventi più rappresentativi della Basilicata per la promozione delle eccellenze enogastronomiche, della cultura e delle tradizioni locali.




