Marcianò trionfa a Bari, Berardi e Preite completano il podio del Campionato della Pasta Fatta a Mano 2026
La Redazione • 1 aprile 2026
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Bari, 31 marzo 2026 – Non solo una vittoria, ma un racconto corale di talento e identità gastronomica.

Bari, 31 marzo 2026
– Un podio che racconta tre modi diversi – e ugualmente potenti – di interpretare la pasta fatta a mano. Francesco Marcianò conquista il primo posto alla tappa barese del Campionato della Pasta Fatta a Mano 2026, ma accanto a lui emergono con forza le prove di Angelo Berardi e Antonio Preite, capaci di lasciare un segno autentico e duraturo.
Il successo di Marcianò
nasce da un’idea chiara e profondamente personale. Il suo “Coniglio in piramide” è un piatto che parte dalla memoria familiare e si trasforma in una costruzione gastronomica contemporanea. La forma, studiata e riconoscibile, racchiude un ripieno che parla di casa, di gesti tramandati, ma anche di tecnica consapevole. Il coniglio alla cacciatora diventa così essenza, concentrato di gusto, sostenuto da un fondo capace di amplificare ogni sfumatura. È una cucina che non rincorre l’effetto, ma lo genera attraverso coerenza e identità.
Ma se il primo posto convince, è il secondo gradino del podio a sorprendere per profondità e visione. Angelo Berardi porta in gara molto più di un piatto: porta un percorso. Il suo lavoro è il punto d’incontro tra Sud e Nord, tra radici pugliesi e maturazione professionale in Alto Adige.
I cappelletti senza glutine con cervo e mirtilli rappresentano una sfida doppia, tecnica e culturale.
Da un lato, la scelta del senza glutine, affrontata con rigore e precisione, senza mai far percepire una mancanza, anzi trasformandola in valore. Dall’altro, l’equilibrio dei sapori: la forza del cervo, intensa e selvatica, viene domata e accompagnata dalla nota gentile e leggermente acida del mirtillo. Nulla è lasciato al caso. Ogni elemento dialoga, ogni boccone evolve. È una cucina pensata, stratificata, che non cerca scorciatoie ma costruisce un’esperienza completa.
Berardi dimostra una maturità rara: la capacità di contaminare senza confondere, di innovare senza rompere il legame con la tradizione. Il suo secondo posto ha il sapore di una dichiarazione forte, quasi un anticipo di ciò che potrebbe accadere in finale.
E poi c’è Antonio Preite, terzo classificato, che conquista con una forza completamente diversa, più istintiva ma altrettanto incisiva. Il suo “Gallo nel cortile” è un piatto che non ha bisogno di spiegazioni complesse: arriva diretto, sincero, evocativo.
È il racconto di una terra, il Salento, e di una cucina che vive ancora nei cortili, nei tempi lenti, nei sapori pieni.
Il raviolo racchiude un ripieno che parla di tradizione contadina, dove il gallo diventa protagonista assoluto, affiancato dalla morbidezza della ricotta di capra. Il risultato è un equilibrio rustico ma raffinato, dove ogni elemento è riconoscibile e necessario. Preite lavora sull’emozione pura, sulla memoria gustativa, riuscendo a trasformare un piatto apparentemente semplice in un’esperienza intensa.
La sua è una cucina identitaria, che non cerca di stupire con effetti scenici, ma conquista con autenticità e coerenza. E proprio questa scelta, coraggiosa nella sua essenzialità, lo rende uno dei protagonisti più interessanti della competizione.
Il podio di Bari, dunque, diventa qualcosa di più di una classifica: è il ritratto di una cucina italiana viva, in movimento, capace di tenere insieme tradizione, ricerca e sensibilità personale.
Marcianò, Berardi e Preite non rappresentano solo tre posizioni, ma tre visioni. E tutte, a loro modo, parlano la stessa lingua: quella della pasta fatta a mano come espressione culturale, prima ancora che gastronomica.
Ora la sfida si sposta a Napoli. Ma dopo Bari, una certezza c’è: il livello è altissimo, e il finale sarà tutt’altro che scontato.

ROMA – Ottant'anni di storia al servizio della panificazione italiana. Nella prestigiosa cornice del Salaria Sport Village di Roma, la Federazione Italiana Panificatori (FIPPA) ha celebrato il traguardo degli 80 anni di attività, riunendo dirigenti, rappresentanti territoriali, imprenditori e professionisti del settore in una serata all'insegna della condivisione, della memoria e della visione per il futuro.

L'estate è la stagione della luce, dell'energia e della leggerezza. È il momento dell'anno che invita a rallentare i ritmi, riscoprire il piacere delle piccole cose e dedicare maggiore attenzione al proprio benessere. I colori che la caratterizzano non sono soltanto un elemento estetico, ma raccontano emozioni, sensazioni e uno stile di vita che celebra la natura e la vitalità.

Cresce l’emergenza incendi in Puglia, dove dall’1 giugno al 12 luglio 2025 sono andati in fumo 2829 ettari, con il rischio che aumenta anche a causa dei rifiuti abbandonati. A darne notizia, sulla base dei dati EFFIS Copernicus, la Coldiretti Puglia che ha elaborato un vademecum per prevenire i roghi nell’estate 2025 segnata dagli incendi anche nelle mete tradizionali delle vacanze in Puglia. La provincia più colpita dagli incendi in meno di 1 mese e mezzo è Foggia con 1609 ettari interessati dai roghi, Lecce con 467 ettari, Taranto con 300 ettari, la BAT con 279 ettari e Bari con 174 ettari, con il caldo e la siccità che stringono la regione in una morsa da mesi favorendo gli incendi, ma ci sono anche i rifiuti ad aggravare il problema, con la Puglia che è al secondo posto per reati ambientali a causa anche dello sversamento nelle campagne di rifiuti di ogni genere, spesso anche tombati e incendiati. In provincia di Foggia i campi sono in balia delle ecomafie, con lo sversamento di rifiuti di ogni genere nei campi – insiste Coldiretti Puglia - anche provenienti da regioni limitrofe, poi bruciati, con un danno economico e ambientale incalcolabile, ad Andria nella BAT rifiuti di ogni genere vengono abbandonati negli oliveti arrecando un danno all’ambiente e all’immagine di rilievo, in provincia di Brindisi si moltiplicano le segnalazioni dello scarico notturno di rifiuti nei campi, compreso Eternit e copertoni. Tra i consigli elaborati da Coldiretti, la prima regola da seguire è quella – afferma la Coldiretti – di evitare di accendere fuochi non solo nelle zone boscate, ma anche in quelle coltivate o nelle vicinanze di esse, mentre nelle aree attrezzate, dove è consentito, occorre controllare costantemente la fiamma e verificare prima di andare via non solo che il fuoco sia spento, ma anche che le braci siano completamente fredde. Soprattutto nelle campagne – precisa la Coldiretti – non gettare mai mozziconi o fiammiferi accesi dall’automobile e nel momento in cui si è scelto il posto dove fermarsi verificare che la marmitta della vettura non sia a contatto con erba secca che potrebbe incendiarsi. Inoltre – continua la Coldiretti – non abbandonare mai rifiuti o immondizie nelle zone boscate o in loro prossimità e in particolare, evitare la dispersione nell’ambiente di contenitori sotto pressione (bombolette di gas, deodoranti, vernici, ecc.) che con le elevate temperature potrebbero esplodere o incendiarsi facilmente. Nel caso in cui venga avvistato un incendio – consiglia la Coldiretti – non prendere iniziative autonome, ma occorre mantenersi sempre a favore di vento evitando di farsi accerchiare dalle fiamme per informare tempestivamente le autorità responsabili. Dal momento che – continua la Coldiretti – 6 roghi su 10 si stima siano causato volontariamente anche per opera di piromani o di criminali interessati alla distruzione dei boschi, occorre collaborare con la Forestale e con i corpi di Pubblica sicurezza per fermare comportamenti sospetti o dolosi favoriti dallo stato di abbandono dei boschi nazionali. Ci vorranno almeno 15 anni – conclude la Coldiretti – per ripristinare completamente le zone verdi distrutte dalle fiamme con danni oltre diecimila euro all’ettaro fra spese immediate per lo spegnimento e la bonifica e quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici delle aree devastate.

Con l'emergenza caldo che sta interessando la Puglia e le temperature da bollino rosso che spingono migliaia di persone verso le spiagge in cerca di refrigerio, Coldiretti Puglia propone la classifica dei dieci alimenti amici dell'abbronzatura. Una corretta alimentazione, infatti, aiuta non solo a ottenere una tintarella naturale e uniforme, ma anche a proteggere la pelle dai danni provocati dall'eccessiva esposizione al sole e a sostenere l'organismo durante le giornate più afose.




