"Mani in Pasta" di Gemma Caruso conquista Cooking Around 2026: educazione alimentare, inclusione e tradizione protagoniste al Parco delle Acque

La Redazione • 16 giugno 2026

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Il format educativo ideato dalla giornalista e food blogger Gemma Caruso si conferma tra le iniziative di maggior successo della manifestazione, coinvolgendo 160 bambini in un percorso formativo dedicato alla cultura del cibo, alla manualità e alla socializzazione.

POMIGLIANO D'ARCO – Si consolida come una delle esperienze più significative nel panorama dell'educazione alimentare dedicata all'infanzia "Mani in Pasta", il format ideato e curato dalla food blogger Gemma Caruso, che per il secondo anno consecutivo ha rappresentato uno degli appuntamenti di punta di Cooking Around 2026, la manifestazione enogastronomica ospitata nella suggestiva cornice del Parco delle Acque di Pomigliano d'Arco.

Nel corso delle due tappe dell'evento, svoltesi dal 4 al 7 e dall'11 al 14 giugno, il laboratorio ha registrato una straordinaria partecipazione, coinvolgendo complessivamente 160 bambini nelle giornate del 7 e del 14 giugno. Un risultato che testimonia non solo il crescente interesse delle famiglie verso percorsi educativi legati al mondo dell'alimentazione, ma anche la capacità del progetto di coniugare apprendimento, creatività e valorizzazione delle tradizioni gastronomiche.

Nato con l'obiettivo di avvicinare le nuove generazioni a una cultura del cibo più consapevole e responsabile, "Mani in Pasta" propone un approccio esperienziale che pone al centro il valore della manualità. Attraverso il contatto diretto con gli ingredienti e la preparazione degli impasti, i bambini vengono guidati alla scoperta dei processi che trasformano materie prime semplici in prodotti simbolo della tradizione italiana, sviluppando al contempo capacità cognitive, relazionali e creative.

A margine dell'evento abbiamo chiesto a Gemma Caruso quale fosse il significato più profondo del progetto.

«"Mani in Pasta" nasce dalla convinzione che educare al cibo significhi educare alla vita. Attraverso un semplice impasto i bambini imparano il valore dell'attesa, della condivisione, del lavoro di squadra e del rispetto per le tradizioni. Vedere così tanti piccoli partecipanti entusiasmarsi, collaborare e divertirsi è la dimostrazione che la cucina può essere uno straordinario strumento educativo. Il nostro obiettivo non è soltanto insegnare una ricetta, ma lasciare un'esperienza che possa contribuire alla crescita di bambini più consapevoli, curiosi e attenti ai valori del benessere e della sana alimentazione», ha dichiarato l'ideatrice del format.

In un contesto sociale caratterizzato da ritmi sempre più frenetici e da una crescente digitalizzazione delle attività quotidiane, il laboratorio si propone come un'opportunità concreta per riscoprire il valore educativo del fare. La manipolazione degli alimenti diventa così uno strumento di conoscenza, capace di stimolare curiosità, autonomia e consapevolezza, contribuendo alla formazione di corrette abitudini alimentari fin dall'infanzia.

Elemento distintivo dell'edizione 2026 è stata inoltre la forte attenzione ai principi dell'inclusione e della partecipazione. Il laboratorio ha saputo creare uno spazio aperto e accogliente, nel quale ogni bambino ha potuto esprimere liberamente la propria personalità, condividendo un'esperienza di crescita collettiva fondata sul rispetto reciproco e sulla collaborazione.

Fondamentale per la riuscita dell'iniziativa il contributo di una squadra di professionisti altamente qualificati. I maestri pizzaioli Jessica De Vivo e Fabio Ciano hanno accompagnato i partecipanti in un percorso alla scoperta dell'arte bianca, trasmettendo con passione e competenza i valori della tradizione pizzaiola. Determinante anche il supporto degli chef Roberto Capolongo e Valerio La Rosa, che hanno garantito il coordinamento tecnico e operativo delle attività.

Particolarmente apprezzato il momento conclusivo dedicato alla degustazione della pizza Margherita preparata da Jessica De Vivo, che ha coinvolto bambini e famiglie in un autentico momento di condivisione, perfettamente in linea con la filosofia del progetto.

A suggellare l'esperienza, la consegna degli attestati di partecipazione e degli omaggi offerti dagli sponsor, simbolo di un percorso che ha lasciato nei piccoli partecipanti non soltanto un ricordo piacevole, ma anche una maggiore consapevolezza del valore culturale, sociale e nutrizionale del cibo.

Il successo registrato anche in questa seconda edizione conferma la validità della visione progettuale di Gemma Caruso, che attraverso "Mani in Pasta" continua a promuovere un modello educativo capace di coniugare tradizione, benessere e crescita personale. Un'iniziativa che guarda già al futuro con il prossimo appuntamento previsto a settembre a Cicciano, dove il format tornerà a coinvolgere nuovi piccoli protagonisti in un percorso fatto di apprendimento, inclusione e passione per la buona cucina.

La realizzazione dell'iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione di istituzioni, professionisti e volontari che hanno condiviso gli obiettivi educativi del progetto. Un particolare ringraziamento va all'Assessore Raffaele Acierno per il sostegno logistico e istituzionale e a Mariangela Toscano per l'importante lavoro di coordinamento organizzativo che ha contribuito al raggiungimento dell'importante traguardo di 160 bambini partecipanti.


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