Il ponte di James Bond diventa un ristorante esclusivo: a Gravina è polemica sulla cena da 390 dollari

La Redazione • 9 settembre 2026

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Una tavolata per 110 persone sull’Acquedotto Madonna della Stella riaccende il dibattito sull’utilizzo del patrimonio pubblico. La cena, organizzata nell’ambito del format americano “Outstanding in the Field”, è costata 390 dollari a persona. Il sindaco Fedele Lagreca difende l’iniziativa: «Tutto ciò che è bello di Gravina va mostrato e fatto conoscere».

GRAVINA IN PUGLIA Centodieci commensali, una tavola apparecchiata sullo storico Acquedotto Madonna della Stella e una cena dal costo di 390 dollari a persona. È bastato questo per trasformare uno degli scorci più suggestivi di Gravina in Puglia in uno dei temi più discussi delle ultime ore.

La tappa pugliese di “Outstanding in the Field”, format itinerante nato negli Stati Uniti e dedicato alle cene in luoghi fuori dall’ordinario, ha scelto come scenario proprio il celebre ponte di Gravina, diventato negli ultimi anni una delle immagini simbolo della città anche grazie alla sua apparizione nel film di James Bond No Time to Die.

L’evento, andato sold out, ha portato sulla tavola prodotti e protagonisti del territorio. In cucina gli chef Sergio Lasaponara, dell’Osteria Radici, e Giovanni Cifarelli, di Andriani, mentre per i vini è stata coinvolta l’azienda Botromagno.

Un appuntamento pensato come vetrina internazionale per Gravina, ma che ha finito per alimentare un confronto tutt’altro che marginale.

Il prezzo della cena divide la città

A far discutere è soprattutto il costo del biglietto, pari a 390 dollari, una cifra che, convertita in euro, si aggira intorno ai 335-340 euro a persona, a seconda del cambio.

Le immagini della lunga tavolata allestita sul ponte hanno fatto rapidamente il giro dei social, suscitando reazioni contrastanti.

Da una parte c’è chi considera l’evento una straordinaria opportunità di promozione per Gravina, per il suo patrimonio storico e paesaggistico e per le eccellenze enogastronomiche pugliesi. Dall’altra, non sono mancate le critiche di chi ha visto nell’iniziativa una forma di utilizzo esclusivo di un bene pubblico per una cena accessibile soltanto a chi poteva permettersi un biglietto di quasi 400 dollari.

La domanda sollevata da alcuni cittadini riguarda anche il ritorno concreto per l'amministrazione comunale: quale sia stato il beneficio economico per il Comune e quali siano state le condizioni della concessione del sito.

Il sindaco Lagreca: «Polemiche sterili»

A difendere con decisione l’iniziativa è il sindaco di Gravina in Puglia, Fedele Lagreca, che respinge le contestazioni e invita a guardare soprattutto alla ricaduta d’immagine che un evento di questo tipo può produrre.

La posizione del primo cittadino è netta: «Tutto ciò che è bello di Gravina va mostrato e fatto conoscere».

Per Lagreca, dunque, il valore dell’appuntamento non può essere misurato esclusivamente attraverso il prezzo pagato dai partecipanti o attraverso l’eventuale incasso diretto per le casse comunali. La presenza di un format internazionale in uno dei luoghi più riconoscibili della città rappresenterebbe piuttosto una forma di promozione del territorio capace di raggiungere un pubblico ben più ampio dei 110 partecipanti alla cena.

Una prospettiva che il sindaco contrappone a quelle che vengono definite “polemiche sterili”: l’amministrazione considera l’esposizione mediatica ottenuta dall’evento un risultato importante per una città che punta sempre più sulla valorizzazione turistica del proprio patrimonio.

La vera questione: promozione o privatizzazione?

Ed è proprio qui che si concentra il nodo della discussione.

Il ponte dell’Acquedotto Madonna della Stella non è una semplice location scenografica. È uno dei luoghi identitari di Gravina, un bene del patrimonio cittadino che negli ultimi anni ha acquisito una notorietà internazionale anche grazie al cinema.

La possibilità di trasformarlo, seppure temporaneamente, in una sala da pranzo esclusiva pone quindi una questione che va oltre il singolo evento: fino a che punto un bene pubblico può essere utilizzato per iniziative private e a pagamento?

Per i sostenitori dell’iniziativa, la risposta è nella promozione. Portare una cena internazionale in un luogo simbolo significa far conoscere Gravina a potenziali visitatori, operatori e appassionati di gastronomia provenienti da diversi Paesi.

Per i critici, invece, il rischio è quello di trasformare il patrimonio pubblico in uno sfondo per eventi di lusso, creando una temporanea esclusione proprio nei luoghi che dovrebbero essere patrimonio della collettività.

Una vetrina internazionale per Gravina

Al netto delle polemiche, l’evento ha comunque acceso i riflettori sulla città.

La formula di “Outstanding in the Field” punta proprio a unire alta cucina, produzioni locali e luoghi iconici. La scelta di Gravina, con il suo paesaggio rupestre, il ponte e la notorietà internazionale legata a James Bond, si inserisce perfettamente in questa filosofia.

E il sindaco Lagreca sembra voler scommettere proprio su questo: trasformare la bellezza di Gravina in uno strumento di promozione internazionale.

Resta però aperta la domanda posta da chi contesta l’operazione: quanto costa alla collettività concedere uno spazio pubblico per un evento esclusivo e, soprattutto, quale ritorno concreto produce per la città?

È su questo terreno che la discussione rischia di andare oltre la singola cena. Perché la questione non riguarda soltanto 390 dollari per un posto a tavola, ma il modo in cui una città sceglie di valorizzare, concedere e raccontare il proprio patrimonio.

Una sfida tra due visioni: la valorizzazione attraverso eventi capaci di attirare l’attenzione internazionale e la tutela dell’accessibilità dei luoghi simbolo della comunità.



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