L’Affogato alla Crema Pasticciera di Iginio Massari: quando l’eccellenza incontra il caffè
Maria Giovanna Labruna • 12 agosto 2025
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Un semplice gesto, una colata di caffè bollente su un cremoso gelato alla crema pasticciera. E il risultato?

Un dessert iconico che si trasforma in esperienza gourmet grazie alla firma inconfondibile di Iginio Massari Alta Pasticceria.
Disponibile nelle boutique di Milano, Verona e Roma, l’Affogato con gelato alla Crema Pasticciera rappresenta l’incontro perfetto tra tradizione italiana e maestria pasticcera, in un equilibrio elegante tra caldo e freddo, dolce e amaro, morbidezza e intensità.
Il gusto dell’eccellenza
La crema pasticciera, uno dei capisaldi della grande pasticceria italiana, diventa protagonista in una nuova veste: quella di un gelato vellutato, dalla consistenza setosa e dal sapore avvolgente. A renderlo unico è l’utilizzo di ingredienti selezionati e la cura che contraddistingue ogni creazione del Maestro.
Su questa base raffinata, viene versato caffè caldo di qualità pregiata, sprigionando un profumo intenso e creando una fusione aromatica che conquista fin dal primo assaggio. Un contrasto perfetto, studiato per esaltare la delicatezza del gelato e la forza del caffè, in un gioco di temperature e texture capace di stupire anche i palati più esigenti.
L’arte di Massari in un cucchiaio
Dietro ogni preparazione firmata Iginio Massari c’è un’idea chiara: offrire un’esperienza che unisca bellezza, gusto e memoria. Con il suo affogato alla crema pasticciera, il Maestro riesce ancora una volta a elevare un grande classico a nuova forma di piacere, mantenendo intatta la sua identità ma arricchendola di stile, equilibrio e intensità.
Un dessert semplice, sì, ma eseguito con una precisione e una sensibilità che solo l’Alta Pasticceria sa garantire. Non è solo un affogato: è un momento di lusso quotidiano, da concedersi con lentezza, da gustare con tutti i sensi.
Dove trovarlo
L’affogato con gelato alla Crema Pasticciera è disponibile esclusivamente nelle pasticcerie Iginio Massari Alta Pasticceria di:
Milano – Via G. Marconi, 1
Verona – Piazza Bra, 22
Roma – Via Cola di Rienzo, 92
Un invito a scoprire la semplicità elevata all’arte, per trasformare ogni pausa caffè in un piacere raffinato e indimenticabile.

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.

Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.





