LA NAZIONALE ITALIANA MACELLAI SCELTA DAL PUBBLICO

COMUNICATO STAMPA • 10 novembre 2021

LA NAZIONALE ITALIANA MACELLAI SCELTA DAL PUBBLICO

L'Italia della Macelleria: CAMPIONI D’Europa per il grande pubblico
Clermont-Ferramd, 8 novembre 2021 - Si è appena conclusa la prima Coupe d’Europe Boucherie a Clermont-Ferramd dove si sono battute 4 delle più grandi nazioni della lavorazione carne in Europa. L’Italia torna a casa con due fantastici risultati: primo posto secondo il pubblico, secondo posto per la giuria dietro ai padroni di casa di soli 6 punti.
Quattro le squadre in gara: Francia, Spagna, Germania e Italia. Le rispettive nazionali si sono sfidate in una due-giorni di eventi tecnici in cui i migliori macellai hanno dato prova delle prove abilità su diverse specie come vitello, manzo, maiale, agnello e pollame.
Le esibizioni e le prove di velocità individuali si sono tenute all’interno di una vetrina di quattro metri per squadra ed ognuno delle nazioni in gioco ha voluto rappresentare il proprio territorio sia nel modello di lavoro sia nell’esposizione.
“Una gara molto combattuta” - ci racconta Andrea Laganga, portavoce della Nazionale Italiana Macellai – “Prima la notizia del secondo posto secondo giudici, con un punteggio subito dietro ai francesi padroni di casa, per solo 6 punti di differenza. Poi arriva la decisione del pubblico, formato da macellai presenti alla manifestazione e del pubblico che ha seguito in streaming la competizione. Uno schiacciante SI che porta il team ITALIA sul gradino più alto del podio vincendo il primo campionato europeo secondo la valutazione esterna”.
“Sicuramente un meritato primo premio anche per la Francia” - ci racconta Francesco Camassa, capitano del Team Italia – “Un primo premio per una manciata di punti ottenuti dalla somma dei voti dei giudici. Per noi non era importante il risultato ma collaudare e mettere a punto la formazione in campo in vista dei prossimi appuntamenti mondiali. Tornare a casa con il titolo decretato dal pubblico presente ci onora ancor di più e ci rende orgogliosi nel rappresentare la categoria”.
“Ha vinto la nostra italianità” - racconta Mara Labella, Coach della Nazionale Italiana Macellai – “Abbiamo voluto presentarci fin da subito svelando chi siamo veramente. Abbiamo infatti scelto di servire ogni nostro prodotto su vassoi in cornice con le stampe delle più importanti opere d’arte Italiane (Gioconda compresa). Per noi il nostro lavoro di tutti i giorni è un’arte, fatta di tradizioni e insegnamenti quotidiani e, proprio questo nostro essere a fatto sì che arrivasse al cliente finale (in questo caso il pubblico presente) chi veramente siamo”.
“Essere l’unica nazione a tornare a casa con due premio ci rende veramente orgogliosi” – precisa Orlando Di Mario, presidente della NIM(Nazionale Italiana Macellai) – “ma quello che più conta è aver sentito il calore di una categoria solida e compatta, la categoria dei macellai d’Europa. Solo insieme e attraverso questi eventi riusciremo a crescere sempre più forti e uniti. Colgo l’occasione per annunciarvi una novità.” - conclude il Presidente – “Dopo la gara ad Augusta in Germania e 

questa della Francia, è giunto il momento di accogliervi a casa nostra. Il 2023 sarà l’anno degli europei in Italia. Vi aspettiamo!”
“Ora non dobbiamo perdere la concentrazione” – conclude Francesco Camassa – “Dobbiamo far tesoro di quanto fatto, rielaborarlo e renderlo ancora più perfetto in vista dei Mondiali del 2022. Se tutto va bene, settembre 2022 sarà infatti la data dei Mondiali di Macelleria del World Butcher Challenge in America, a Sacramento. Intanto godiamoci questo piccolo sogno raggiunto. Evviva la Ciccia, evviva i Macellai d’Italia”.
LA SQUADRA
Titolari
Francesco Camassa CAPITANO
Andrea Laganga 
Gianni Giardina
Anna Moretti
Simone DiCiano

RISERVA
Marco Iuculano
COACH
Mara La bella

GIUDICI
Orlando Di Mario
Davide Cecconi
Manuele Avagliano

STAFF TECNICO
Daniele Gargano
Martino Demita




Andrea Laganga
Portavoce Nazionale Italiana Macellai

Autore: Giuseppe De Girolamo 21 febbraio 2026
Sarà la finale europea del Bocuse d'Or, in programma a Marsiglia e organizzata da GL events in collaborazione con Sirha Méditerranée, a segnare un nuovo passaggio nel percorso professionale di Lorenzo Alessio, chiamato a far parte della giuria internazionale. Un incarico che va oltre il prestigio formale e che rappresenta il riconoscimento di una carriera costruita su disciplina, visione e rigore tecnico. Fondato nel 1987 da Paul Bocuse, il Bocuse d’Or è considerato la massima competizione gastronomica internazionale: una vera Olimpiade della cucina, in cui tecnica, creatività e gestione dello stress vengono valutate da una giuria composta dai più autorevoli interpreti dell’alta ristorazione. La selezione europea costituisce uno dei momenti più complessi del percorso che conduce alla finale di Lione. In questo contesto di assoluta eccellenza, la presenza di Alessio in giuria rappresenterà il volto di un’Italia gastronomica solida e strutturata. Il suo contributo al Team Italia non si limiterà alla valutazione tecnica dei piatti in gara. Sarà un atto di responsabilità verso un intero sistema fatto di formazione, cultura del lavoro e trasmissione del sapere. In competizioni di questo livello ogni dettaglio conta: cotture, consistenze, equilibrio dei sapori, presentazione e valorizzazione delle materie prime vengono analizzati con rigore assoluto. L’esperienza maturata tra brigate strutturate e contesti internazionali consentirà ad Alessio di leggere ogni piatto nella sua complessità, cogliendone tecnica, identità e coerenza progettuale. La partecipazione a Marsiglia significherà rappresentare il talento italiano nel cuore dell’alta cucina europea, sostenere il merito e credere nelle nuove generazioni. È lo stesso spirito che anima la Federazione Italiana Cuochi, impegnata nel valorizzare i professionisti italiani nelle competizioni internazionali. Il percorso del team italiano si inserisce in una narrazione più ampia che vede protagoniste realtà simbolo come il ristorante Piazza Duomo e figure di riferimento quali Carlo Cracco e Simone Cantafio: espressioni diverse di un’identità gastronomica capace di coniugare tradizione e contemporaneità. Nel silenzio delle cucine di gara, tra cronometri serrati e platee internazionali, si misurerà ancora una volta il valore dell’eccellenza. E la presenza di Lorenzo Alessio in giuria al Bocuse d’Or Europe si prepara a raccontare proprio questo: l’eccellenza non è un traguardo, ma un percorso fatto di studio, sacrificio e visione.
Autore: Nicoletta Montesano 20 febbraio 2026
SANREMO – Non solo musica e riflettori: alla 76ª edizione del Festival di Sanremo, la città dei fiori diventa palcoscenico anche dell’alta cucina italiana. Dal 23 al 28 febbraio, il Victory Morgana Bay ospita un progetto gastronomico d’autore firmato Alba Marte Eventi, realtà che negli ultimi anni si è distinta per format esclusivi e regie culinarie di alto profilo. Protagonista assoluta è Alba Marte, executive chef e imprenditrice vastese , che guida una brigata strutturata e altamente qualificata, selezionata per affrontare un contesto mediaticamente complesso e internazionale come quello sanremese. Una squadra costruita su competenze complementari, esperienza nella ristorazione d’élite e capacità organizzativa da grande evento. Una brigata d’eccellenza Accanto ad Alba Marte, un team che rappresenta una sintesi di tecnica, visione e specializzazione: Chef Santa Mileno , Angelo Amicucci , maestro panificatore e riferimento nelle lievitazioni artigianali, Cristina Pavlyuk , Pasta Artisan e interprete della cucina internazionale con presentazioni gourmet; chef Zerina Bogućanin , chef Franco Papa , chef Loredana Cornacchione e chef Giovanna Cuomo. Un lavoro corale che unisce disciplina, creatività e gestione strategica del servizio. Ogni dettaglio – dalla selezione delle materie prime alla presentazione finale – è studiato per trasformare l’esperienza gastronomica in racconto identitario. «Sanremo non è solo musica, è identità, cultura e visibilità internazionale. Portare la nostra cucina in questo contesto significa raccontare l’Italia attraverso il gusto», sottolinea Alba Marte. Partner d’eccellenza: la filiera della qualità Determinante il contributo degli sponsor e delle aziende partner, selezionate secondo un criterio preciso e coerente con la visione del progetto: la valorizzazione delle eccellenze territoriali italiane. La scelta delle realtà coinvolte non è casuale, ma frutto di un’attenta analisi qualitativa e identitaria. Ogni sponsor è stato individuato perché rappresenta un presidio di qualità nel proprio territorio, espressione autentica di tradizione produttiva, innovazione sostenibile e filiera certificata. L’obiettivo è costruire un racconto gastronomico che parta dalla materia prima e arrivi al piatto come sintesi culturale del territorio di origine. Tra le realtà coinvolte: Pasticceria Pierrò, sinonimo di alta pasticceria e cura estetica; Oleificio Marinucci Palermo, eccellenza nella produzione di olio extravergine; Caseificio I Casari del Taburno, custode della tradizione casearia campana; LineWorkGroup, partner tecnico per l’abbigliamento professionale della brigata; Plistia - Ristorante e Hotel-, realtà attiva nell’ospitalità e nella ristorazione; Principe delle Baccanti, interprete di vini identitari e territoriali; Guarino Natural Garden, specializzata in agricoltura biologica; Tenute Cocconi, produttrice di vini, miele e olio da coltivazioni sostenibili; Serra del Parco, cantina votata alla valorizzazione del territorio; Tartufi Minchilli, eccellenza nella selezione e lavorazione del tartufo. Una rete di imprese che rappresenta il meglio dell’agroalimentare italiano e che contribuisce a costruire un’offerta gastronomica coerente con il prestigio della manifestazione. La selezione degli sponsor si fonda sulla riconoscibilità delle loro eccellenze territoriali, rafforzando un modello che mette al centro qualità, identità produttiva e responsabilità etica. Alta cucina e grande spettacolo Il progetto firmato Alba Marte Eventi si sviluppa attraverso percorsi degustativi su misura, cene istituzionali e appuntamenti esclusivi destinati a un pubblico selezionato. Momento centrale sarà la cena della Sala Stampa, che unirà gastronomia e spettacolo con la premiazione di Arisa alla presenza del direttore artistico Carlo Conti e di personalità del mondo della musica, dello spettacolo e dell’imprenditoria. In un contesto dove ogni dettaglio è amplificato dalla visibilità mediatica internazionale, la cucina diventa linguaggio, rappresentazione culturale e strumento di diplomazia gastronomica. Sanremo 76 si conferma così non solo capitale della musica italiana, ma crocevia di eccellenze. E al Victory Morgana Bay, tra luci, telecamere e sapori, l’Italia si racconta anche attraverso la visione, la leadership e la squadra di Alba Marte, con un progetto che fa delle eccellenze territoriali il suo fondamento identitario e strategico.
Autore: La Redazione 20 febbraio 2026
La Gazzetta del Food apre le sue pagine a un protagonista assoluto dell’alta cucina italiana contemporanea: lo Chef Angelo Berardi. Professionista di straordinaria esperienza, innovatore nel mondo del senza glutine e ambasciatore di una cucina inclusiva, Berardi avrà una rubrica interamente dedicata alla sua visione gastronomica, alla tecnica e alla cultura del Gluten Free d’eccellenza. Originario di Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, Angelo Berardi affonda le sue radici nella tradizione autentica del Sud Italia. È lì che, quasi quarant’anni fa, muove i primi passi nel laboratorio di pasticceria di famiglia. Un percorso iniziato tra farina, zucchero e cioccolato che lo porta a diventare Pasticcere professionista, specializzandosi in cioccolateria fine. La sua formazione non è solo tecnica, ma profondamente artigianale: precisione, rigore, sensibilità estetica e rispetto assoluto per la materia prima. Nel tempo, la sua evoluzione professionale lo conduce a unire l’arte bianca e la cucina salata, creando un connubio completo tra pasticceria e gastronomia. Questa doppia anima rappresenta ancora oggi uno dei suoi tratti distintivi: ogni piatto porta con sé equilibrio, armonia, studio delle consistenze e una cura quasi sartoriale dei dettagli. Da 14 anni, Chef Berardi è Executive Chef dell’Hotel Ristorante Villa Madonna di Siusi allo Sciliar, in provincia di Bolzano, nel cuore dell’Alto Adige – Südtirol. Una terra che lo ha “adottato” e che lui ha saputo onorare fondendo la sua identità pugliese con la cultura alpina, creando una cucina che parla due lingue ma un solo linguaggio: quello dell’eccellenza. È proprio qui che la sua carriera compie una svolta decisiva. Con l’aumento esponenziale delle richieste di pietanze senza glutine, Berardi intraprende un percorso di formazione e specializzazione nel mondo Gluten Free e nelle principali intolleranze alimentari. Non si limita ad adattare ricette esistenti: le reinventa, le studia, le perfeziona. Oggi è in grado di offrire alla clientela menù identici con e senza glutine, eliminando ogni forma di discriminazione a tavola. Tutto viene realizzato internamente: pane fragrante, taralli croccanti, pasta fresca, grandi lievitati e dessert d’autore. Ogni prodotto Gluten Free nasce da ricerca tecnica, controllo delle contaminazioni, conoscenza approfondita delle farine alternative e grande sensibilità gastronomica. Il suo motto racchiude la filosofia che guida ogni sua creazione: “A tavola nessuno deve sentirsi diverso.” Un principio che è diventato missione professionale e che lo ha portato a ottenere importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Tra i più prestigiosi: Secondo posto al Campionato Mondiale del Panettone – Categoria Gluten Free (Federazione Italiana Pasticceri) Titolo di Star Chef Lion Golden – Accademia Leone d’Oro di Venezia Tre Pennelli d’Oro Arcimboldo come Artista Moderno della Cucina Gluten Free Presenza nel Salotto delle Celebrità a Sanremo 2025 per la sua proposta gastronomica senza glutine Questi traguardi testimoniano non solo il talento, ma la capacità di innovare un settore complesso, spesso penalizzato da compromessi qualitativi. Chef Berardi ha dimostrato che il senza glutine può raggiungere gli stessi livelli – e talvolta superarli – della cucina tradizionale. La nuova rubrica su Gazzetta del Food sarà uno spazio di approfondimento tecnico e culturale, dove racconterà ingredienti, metodi di lavorazione, ricerca sulle farine alternative, gestione professionale delle contaminazioni e creazioni gastronomiche d’eccellenza. Sarà una guida per professionisti del settore, ristoratori, pastry chef e appassionati che vogliono avvicinarsi seriamente al mondo Gluten Free. Angelo Berardi non è solo uno chef: è un artigiano contemporaneo, un formatore, un innovatore e un punto di riferimento nel panorama della cucina inclusiva italiana. Dalla Puglia alle Dolomiti, il suo percorso è la dimostrazione che talento, studio e determinazione possono trasformare una necessità alimentare in un’arte gastronomica di altissimo livello. E oggi, con la sua firma sulla Gazzetta del Food, la sua visione è pronta a ispirare un pubblico ancora più ampio.
Autore: Maria Giovanna Labruna 18 febbraio 2026
RIMINI – Trionfo trapanese ai Campionati Italiani di Cucina 2026. Gli chef dell’Associazione Provinciale Cuochi e Pasticceri Trapanesi tornano a casa con un bottino di 19 medaglie, conquistate durante la prestigiosa competizione organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi, svoltasi nell’ambito del Beer & Food Attraction presso la Fiera di Rimini. Oltre 600 chef provenienti da tutta Italia si sono sfidati in prove ad alto tasso tecnico e creativo, trasformando la cucina in un vero palcoscenico di talento, disciplina e visione contemporanea. Tra loro, i professionisti e gli allievi trapanesi hanno saputo distinguersi in diverse categorie, confermando la solidità di un movimento gastronomico in costante crescita. Street Food d’autore: tradizione che si rinnova Nella categoria “Street Food d’autore”, il Team Trapani composto dagli chef Rocco Roberto Di Marzo, Giuseppe Peraino e Rocco Pace ha conquistato la medaglia di bronzo con una rivisitazione sorprendente della tradizionale graffa trapanese, trasformata da dolce iconico a proposta salata contemporanea, capace di coniugare memoria e innovazione. Cucina calda K1: esperienza e nuove promesse Importanti risultati anche nella categoria K1, cucina calda. Per i senior, medaglia di bronzo ad Antonino Grammatico, Sebastiano Schifano e Nicolò Pizzitola; medaglia d’argento invece per Dario Ardito e Giovanni Giammanco. Tra gli junior, argento per Manuel Manno e Vittorio Caruso; bronzo per Antonio Di Giorgi, Giuseppe Bonacasa e Constantino Baldo Gucciardo. Spicca il risultato dell’allievo Dennis Sarzana dell’I.I.S. “Ignazio & Vincenzo Florio” di Erice, capace di conquistare un bronzo nella K1 e un argento nella categoria “Miglior Allievo”, confermando talento e maturità tecnica. Pasticceria e “Ragazzi Speciali”: l’orgoglio dell’inclusione Nella categoria K2, pasticceria da ristorazione junior, medaglia di bronzo per la giovanissima Mariangela Noto. Straordinario il risultato nella categoria “Ragazzi Speciali”, dove sono arrivate due medaglie d’oro: una per l’allievo Francesco Polizzi, affiancato dalla tutor Mariangela Noto dell’I.I.S. “I & V Florio” di Erice, terzi nella graduatoria nazionale; l’altra per l’I.P.S.E.O.A. “Virgilio Titone” di Castelvetrano con gli allievi Giuseppe Ferranti e il tutor Pietro Drago. K3 vegetariana: Trapani sul tetto d’Italia Il medagliere si chiude con l’oro nella categoria K3, cucina vegetariana, conquistato da Achab Alami, sedicenne allievo del Florio di Erice, nominato Campione d’Italia cucina junior. Un risultato che premia non solo il talento individuale, ma l’intero percorso formativo. Determinante il supporto degli istituti scolastici e dei docenti, che accompagnano gli studenti in un cammino fatto di sacrificio, disciplina e passione. Un lavoro di squadra che trova nella competizione non solo un banco di prova, ma un’occasione di crescita personale e professionale. “Sono molto fiero di tutti gli chef che hanno partecipato ai Campionati – ha dichiarato il presidente dell’Associazione, Rocco Roberto Di Marzo –. Dai giovani allievi agli chef affermati, hanno dato lustro alla nostra terra e regalato emozioni straordinarie”. E aggiunge: “Al di là delle medaglie, la vera conquista è aver creato un gruppo affiatato. Anche nelle competizioni individuali, abbiamo costruito un team fondato su confronto e condivisione. Questa è la nostra grande vittoria”. I Campionati della Cucina Italiana si confermano così un appuntamento centrale nel panorama gastronomico nazionale ed europeo. E per Trapani, il 2026 segna una pagina di orgoglio collettivo, con uno sguardo già rivolto alle prossime sfide.
Autore: Maria Giovanna Labruna 18 febbraio 2026
La seconda puntata della trasmissione A Casa Mariù, in onda su Tele Capri e condotta con eleganza e simpatia da Mariù Adamo, ha visto la presenza fissa della chef Giovanna Cuomo, che ha continuato a conquistare il pubblico con le sue creazioni vegane. Dopo aver presentato nella prima puntata la genovese vegana, questa volta la chef ha stupito tutti con una selezione di secondi piatti vegani, tra innovazione e gusto: hamburger, salsiccia e tonno vegani, realizzati con ingredienti freschi e tecniche gourmet. La conduzione di Mariù Adamo ha reso la trasmissione ancora più piacevole: la sua capacità di coinvolgere ospiti e pubblico, il tono cordiale ma professionale e l’attenzione ai dettagli hanno trasformato ogni segmento in un momento armonioso e avvincente. Mariù è riuscita a valorizzare le storie e le competenze di ciascun ospite, creando un perfetto equilibrio tra cucina, cultura e intrattenimento. Gli ospiti della puntata hanno aggiunto un tocco di approfondimento culturale e sociale: dalla presentazione del progetto Impara a vivere da solo con la dottoressa Valentina Vellone e il tutor Giuseppe D’Andrea, alla rubrica sulla medicina estetica con la dottoressa Antonia Sirio, fino alla scrittrice Marianna Pepe, che ha raccontato il suo testo autobiografico Rubati al tempo, insieme alla giornalista Elena Barbato. La cucina di Giovanna Cuomo ha trasformato ingredienti semplici in vere star della tavola. L’hamburger vegano, croccante fuori e morbido dentro, è stato arricchito da spezie aromatiche e un condimento speciale a base di erbe mediterranee. La salsiccia vegana, realizzata con legumi e farine proteiche, ha sorpreso per la consistenza e il sapore ricco, perfetta da grigliare o saltare in padella. Infine, il “tonno vegano”, una reinterpretazione del classico pesce, ha stupito per la delicatezza e la capacità di evocare il sapore autentico del mare senza l’uso di prodotti animali. A rendere la puntata ancora più divertente e memorabile è stato il siparietto con Pulcinella e Arlecchino, del Circo Lab, che hanno assaggiato la salsiccia vegana con espressioni comiche e divertite, dimostrando che la cucina vegana può piacere a tutti, grandi e piccoli. Intervista esclusiva a Chef Giovanna Cuomo Abbiamo incontrato Giovanna Cuomo per parlare della sua cucina e dell’esperienza a A Casa Mariù. Chef Cuomo, cosa rappresenta per lei portare la cucina vegana in televisione? Giovanna Cuomo: «Per me è una grande soddisfazione. Voglio dimostrare che il vegano non è solo “insipido” o “limitato”. Con gli ingredienti giusti e un po’ di creatività, possiamo preparare piatti gustosi, nutrienti e belli da vedere». Parliamo dei secondi che ha presentato: hamburger, salsiccia e tonno vegani. Qual è la filosofia dietro queste preparazioni? Giovanna Cuomo: «Si tratta di reinterpretare i classici senza sacrificare il gusto. L’hamburger è saporito ma leggero, la salsiccia ha la consistenza e il carattere di quella tradizionale, mentre il tonno vegano vuole sorprendere: chi lo assaggia per la prima volta spesso non crede che sia totalmente vegetale». Il siparietto con Pulcinella e Arlecchino è stato molto divertente. Come ha vissuto quel momento? Giovanna Cuomo: «È stato fantastico! Mi piace quando il cibo diventa occasione di gioco e di sorriso. Vedere due personaggi così iconici assaggiare la mia salsiccia vegana e divertirsi mi ha davvero emozionato. La cucina deve anche regalare gioia, non solo nutrimento». Cosa possiamo aspettarci nelle prossime puntate? Giovanna Cuomo: «Ancora tanto gusto e creatività. Continuerò a proporre piatti vegani innovativi, con attenzione alla stagionalità e alla sostenibilità. Voglio far scoprire che la cucina vegetale può essere spettacolare in ogni senso». Chef Giovanna Cuomo a Sanremo 2026: gusto d’autore in scena Non solo Tele Capri: la chef Giovanna Cuomo sarà protagonista anche alla 76ª edizione del Festival di Sanremo, dal 23 al 28 febbraio, con Alba Marte e la sua brigata, portando l’alta cucina al centro della scena nella prestigiosa cornice del Victory Morgana Bay. Non solo note, luci e riflettori: tra gli eventi collaterali più attesi della settimana sanremese, il progetto firmato Alba Marte Eventi mira a raccontare il festival anche attraverso il linguaggio del gusto, con piatti creativi e raffinati. Durante la serata è prevista anche la premiazione di Arisa, alla presenza di Carlo Conti, volto simbolo e storico del Festival, tra imprenditori, artisti, cantanti e personaggi di spicco del mondo della TV e dello spettacolo. Con la sua professionalità, il talento e la creatività, Giovanna Cuomo conferma il ruolo di ambasciatrice della cucina vegana e d’autore, dimostrando che il cibo può essere spettacolo, cultura e intrattenimento allo stesso tempo.
Autore: Gemma Caruso 18 febbraio 2026
È il momento in cui l’identità di un popolo smette di nascondersi dietro la quotidianità per rivelarsi attraverso il costume e, soprattutto, attraverso il piatto. Dalle Alpi allo Stretto, ogni maschera della tradizione porta con sé un sapore, un rito e un’eredità gastronomica che ne incarna lo spirito. ​ L’Italia in Maschera: Un Banchetto di Caratteri ​Se percorriamo lo Stivale, incontriamo i volti della Commedia dell'Arte, ognuno ambasciatore di un territorio e delle sue tentazioni: • ​Arlecchino e il Veneto: Il servitore bergamasco dai mille colori incarna la fame atavica e l'ingegno. A lui e alla sua Venezia si legano le Fritole e i Galani, dolci che celebrano l'arte di trasformare ingredienti poveri in gioielli dorati e croccanti. • ​Dottor Balanzone e la "Grassa" Bologna: La maschera della sapienza e del parolone è la perfetta testimonial di un’Emilia che non teme l'abbondanza. Qui il Carnevale profuma di strutto e sfoglie tirate al mattarello, dove ogni morso è un inno alla prosperità. • ​Rugantino e la Romanità: Il bullo trasteverino, verace e fiero, si accompagna alla schiettezza delle Frappe e delle Castagnole, fritti con quel vigore che solo la tradizione capitolina sa infondere. ​La Campania: Pulcinella e l'Apoteosi della Lasagna ​Ma è all'ombra del Vesuvio che il connubio tra maschera e cibo raggiunge il suo apice barocco. Pulcinella, con il suo camicione bianco e la maschera nera, è l'icona universale della fame che finalmente trova sollievo nel Carnevale. ​Il suo trono è la Lasagna Napoletana: un monumento stratificato che sfida le leggi della fisica. Non è un semplice primo piatto, è un’architettura del gusto: sfoglie di pasta che accolgono un ragù ristretto per ore, arricchito da polpettine fritte, ricotta vaccina, provola, uova sode e salame. È la risposta di Pulcinella alla penuria del resto dell'anno, un’opulenza che prepara lo spirito al rigore della Quaresima. ​Il Dolce Sipario: Tra Sole e Cioccolato ​La festa non sarebbe completa senza il gran finale zuccherino che profuma di casa e di memoria: • ​Il Migliaccio: Una poesia di semolino e ricotta, eredità contadina che brilla come il sole in teglia. Con la sua consistenza setosa e l'aroma di agrumi, è il dolce che scalda il cuore. • ​Chiacchiere e Sanguinaccio: Il binomio indissolubile. Sfoglie bollose, sottili come ali di farfalla, nate per essere tuffate nella voluttuosità del sanguinaccio, una crema densa e speziata che chiude il cerchio di una festa nata per eccedere. ​L’Identità nel Piatto ​Cucinare a Carnevale significa mantenere vivo un linguaggio antico. Non si tratta solo di nutrirsi, ma di celebrare un’eredità che definisce chi siamo. Tra un coriandolo e una maschera di seta, la nostra cultura dimostra ancora una volta di essere, prima di tutto, una splendida storia d'amore che si mangia.
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