La Nazionale Italiana Cuochi in udienza da Papa Leone XIV: donato al Santo Padre il volume Le Vie dell'Oro

LA Redazione • 28 giugno 2026

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Un incontro carico di significato, capace di unire i valori della cucina italiana a quelli dell'impegno, del servizio e della condivisione. In occasione dell'udienza con Sua Santità Papa Leone XIV, la Nazionale Italiana Cuochi ha vissuto un momento destinato a rimanere nella storia della squadra.

A rappresentare la Federazione Italiana Cuochi è stato il General Manager della Nazionale Italiana Cuochi, Gianluca Tomasi, che ha avuto l'onore di consegnare al Santo Padre il volume Le Vie dell'Oro, un'opera che ripercorre i più prestigiosi successi ottenuti dalla Nazionale nelle principali competizioni gastronomiche internazionali.

Un dono dal forte valore simbolico, pensato per raccontare un percorso costruito nel tempo attraverso passione, sacrificio, dedizione e spirito di squadra: valori che rappresentano da sempre l'identità della Nazionale Italiana Cuochi e che continuano a guidarne l'attività sui più importanti palcoscenici internazionali.

A rendere ancora più significativo questo momento è stata la presenza di alcuni dei protagonisti dei recenti traguardi della squadra azzurra: i Campioni del Mondo Giuseppe De Vincenzo e Andrea Serale, i Vice Campioni del Mondo Luigi D'Antonio e Mattia Matuozzo, insieme al Responsabile Competizioni Pierluca Ardito, al Responsabile del Compartimento Junior Angelo Biscotti e al Team Coach Francesco Cinquepalmi.

L'udienza ha rappresentato un'occasione di grande emozione per tutta la delegazione, che ha avuto il privilegio di stringere la mano a Sua Santità, ricevere la sua benedizione e condividere con lui il cammino di una squadra che, attraverso il lavoro quotidiano e l'eccellenza professionale, contribuisce a promuovere nel mondo i valori e la cultura della cucina italiana.

Un momento di profondo valore umano e istituzionale che resterà impresso nella memoria della Nazionale Italiana Cuochi e che rafforza la volontà di proseguire il proprio percorso con passione, umiltà e orgoglio, continuando a rappresentare l'Italia ai massimi livelli della gastronomia internazionale.


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Cresce l’emergenza incendi in Puglia, dove dall’1 giugno al 12 luglio 2025 sono andati in fumo 2829 ettari, con il rischio che aumenta anche a causa dei rifiuti abbandonati. A darne notizia, sulla base dei dati EFFIS Copernicus, la Coldiretti Puglia che ha elaborato un vademecum per prevenire i roghi nell’estate 2025 segnata dagli incendi anche nelle mete tradizionali delle vacanze in Puglia. La provincia più colpita dagli incendi in meno di 1 mese e mezzo è Foggia con 1609 ettari interessati dai roghi, Lecce con 467 ettari, Taranto con 300 ettari, la BAT con 279 ettari e Bari con 174 ettari, con il caldo e la siccità che stringono la regione in una morsa da mesi favorendo gli incendi, ma ci sono anche i rifiuti ad aggravare il problema, con la Puglia che è al secondo posto per reati ambientali a causa anche dello sversamento nelle campagne di rifiuti di ogni genere, spesso anche tombati e incendiati. In provincia di Foggia i campi sono in balia delle ecomafie, con lo sversamento di rifiuti di ogni genere nei campi – insiste Coldiretti Puglia - anche provenienti da regioni limitrofe, poi bruciati, con un danno economico e ambientale incalcolabile, ad Andria nella BAT rifiuti di ogni genere vengono abbandonati negli oliveti arrecando un danno all’ambiente e all’immagine di rilievo, in provincia di Brindisi si moltiplicano le segnalazioni dello scarico notturno di rifiuti nei campi, compreso Eternit e copertoni. Tra i consigli elaborati da Coldiretti, la prima regola da seguire è quella – afferma la Coldiretti – di evitare di accendere fuochi non solo nelle zone boscate, ma anche in quelle coltivate o nelle vicinanze di esse, mentre nelle aree attrezzate, dove è consentito, occorre controllare costantemente la fiamma e verificare prima di andare via non solo che il fuoco sia spento, ma anche che le braci siano completamente fredde. Soprattutto nelle campagne – precisa la Coldiretti – non gettare mai mozziconi o fiammiferi accesi dall’automobile e nel momento in cui si è scelto il posto dove fermarsi verificare che la marmitta della vettura non sia a contatto con erba secca che potrebbe incendiarsi. Inoltre – continua la Coldiretti – non abbandonare mai rifiuti o immondizie nelle zone boscate o in loro prossimità e in particolare, evitare la dispersione nell’ambiente di contenitori sotto pressione (bombolette di gas, deodoranti, vernici, ecc.) che con le elevate temperature potrebbero esplodere o incendiarsi facilmente. Nel caso in cui venga avvistato un incendio – consiglia la Coldiretti – non prendere iniziative autonome, ma occorre mantenersi sempre a favore di vento evitando di farsi accerchiare dalle fiamme per informare tempestivamente le autorità responsabili. Dal momento che – continua la Coldiretti – 6 roghi su 10 si stima siano causato volontariamente anche per opera di piromani o di criminali interessati alla distruzione dei boschi, occorre collaborare con la Forestale e con i corpi di Pubblica sicurezza per fermare comportamenti sospetti o dolosi favoriti dallo stato di abbandono dei boschi nazionali. Ci vorranno almeno 15 anni – conclude la Coldiretti – per ripristinare completamente le zone verdi distrutte dalle fiamme con danni oltre diecimila euro all’ettaro fra spese immediate per lo spegnimento e la bonifica e quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici delle aree devastate.
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