In cucina con Gemyy: "Rigatoni alla Norma", il capolavoro della cucina siciliana
Gemma Caruso • 14 novembre 2024
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Conosciutissimo questo primo piatto, nato in Sicilia, in particolare a Catania,
un primo molto gustoso e sfizioso che ha anche una storia particolare tutta da raccontare. Il nome potrebbe derivare dalla sua bontà e dalla sua preparazione a puntino, fatta “a norma” insomma.
Ma questa non è l’unica teoria: leggenda vuole che la bellezza e il gusto di questo piatto siano stati paragonati alla protagonista di un’opera lirica di Bellini, la Norma .
Si dice infatti che questo piatto così prelibato suoni proprio come l 'opera del Bellini.
INGREDIENTI per circa 4 persone
Rigatoni 500 gr
Melanzane 300 gr
Pomodoro 400 gr
Basilico
Aglio
Olio evo
Olio di girasole
Ricotta siciliana salata da grattugia
Sale
Un pizzico di zucchero
Pepe a piacere
PROCEDIMENTO:
Accertiamoci dunque che l’olio sia ben caldo e friggiamo la melanzana tagliata a cubetti.
Tradizione vuole che la pasta alla Norma venga preparata con i maccheroni, o lisci o rigati Scolandoli al dente terranno perfettamente la cottura e assorbiranno tutto il sugo. Prepariamo il condimento facendo un veloce sugo al pomodoro e aggiungiamo poi le melanzane fritte , basilico, ricotta salata, e saltiamo il tutto con la pasta.
Il piatto è pronto per essere gustato.
Gemma Caruso

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.

Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.





