Il Sigep World 2025, in programma dal 18 al 22 gennaio presso la Fiera di Rimini, si preannuncia come un'edizione da record
La Redazione • 13 gennaio 2025
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Secondo Flavia Morelli, Group Exhibition Manager della divisione Food&Beverage di Italian Exhibition Group (IEG), l'evento ospiterà oltre 1.300 aziende espositrici provenienti da 33 Paesi, distribuite su 30 padiglioni.
L'edizione di quest'anno vedrà una partecipazione internazionale senza precedenti, con più di 3.000 buyer stranieri attesi. Le delegazioni più numerose arriveranno da Stati Uniti, India, Canada e Brasile, oltre che da Germania, Spagna, Francia e Inghilterra.
Una novità significativa sarà la presenza dell'Arabia Saudita come "guest country". Il paese mediorientale sta compiendo passi importanti nel settore del turismo e dell'ospitalità, con l'obiettivo di diversificare la propria economia e attrarre visitatori da tutto il mondo. A Rimini saranno presenti rappresentanti di spicco, tra cui due membri del Ministero dell'Agricoltura saudita e buyer di alto profilo.
Inoltre, per facilitare l'arrivo dei partecipanti internazionali, è stato introdotto un collegamento aereo diretto tra Monaco e Rimini. Questo volo agevolerà l'afflusso di buyer dall'estero, rappresentando un test per future iniziative simili in occasione di altre fiere di rilievo organizzate da IEG.
Dopo l'evento riminese, il Sigep si sposterà in Asia con due appuntamenti: ad aprile è prevista la terza edizione di Sigep China a Shenzhen, organizzata in collaborazione con Koeln Messe, mentre a luglio si terrà Sigep Asia a Singapore. Queste manifestazioni mirano ad accompagnare le aziende italiane in mercati strategici e a incrementare la presenza di buyer ed espositori alle edizioni future di Rimini.
Il Sigep World 2025 si conferma dunque come un appuntamento imperdibile per i professionisti del settore, consolidando il ruolo di Rimini come hub internazionale per l'industria del foodservice.

Si sono svolti domenica 24 maggio 2026 a Pollenzo, nel Cuneese, i funerali laici di Carlo Petrini, scomparso all’età di 76 anni. Giornalista, gastronomo e visionario, Petrini è stato il fondatore di Slow Food e una delle figure più influenti al mondo nella difesa della biodiversità e della cultura alimentare. La cerimonia si è tenuta nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, davanti a migliaia di persone arrivate da tutta Italia per rendergli omaggio. Nei giorni precedenti era stata allestita la camera ardente nella storica “Sala Rossa”, meta continua di amici, studenti, volontari e rappresentanti delle comunità Slow Food provenienti da diversi Paesi. Presenti numerose personalità del mondo culturale, sociale e istituzionale, tra cui Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Oscar Farinetti. Molto toccanti gli interventi dedicati al fondatore di Slow Food, ricordato come un uomo capace di trasformare il cibo in uno strumento di giustizia sociale, tutela ambientale e dialogo tra i popoli. Durante la commemorazione, lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro. Tra le frasi simbolo della giornata: “Chi semina utopia raccoglie realtà”, motto che negli anni ha rappresentato il pensiero e l’impegno di Petrini. Con Slow Food, Petrini aveva dato vita anche alla rete internazionale Terra Madre e promosso progetti dedicati all’agricoltura sostenibile, ai piccoli produttori e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari locali. Negli ultimi anni era stato inoltre tra i co-fondatori delle Comunità Laudato si'. La sua eredità culturale e sociale continuerà a vivere nelle migliaia di comunità che, in tutto il mondo, portano avanti la sua idea di un cibo “buono, pulito e giusto”.

La cucina italiana torna sul tetto del mondo. La Nazionale Italiana Cuochi firma uno storico trionfo al Global Chefs Challenge 2026, conquistando la medaglia d’oro nella categoria Senior e il secondo posto nella competizione Vegan, confermando ancora una volta l’eccellenza del Made in Italy sulla scena gastronomi c a internazionale.

Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.





