HostMilano 2025: Il Futuro del Food Service e HoReCa è Qui
Maria Giovanna Labruna • 19 ottobre 2025
Tecnologie, format, esperienze e tendenze globali: a Milano va in scena il cuore pulsante dell’ospitalità professionale
Milano, 19 ottobre 2025 – In questi giorni la città meneghina ospita un appuntamento chiave per il settore del fuori‐casa: la 44ª edizione di HostMilano 2025, dal 17 al 21 ottobre presso il quartiere fieristico di Fiera Milano S.p.A. a Rho. Un evento che si conferma hub internazionale per tutti gli operatori dell’ospitalità professionale, del food service e del canale HoReCa (hotel, ristorazione, catering).
Un palcoscenico strategico per il settore
L’edizione 2025 si presenta con numeri e missioni molto chiari: oltre 1.900 espositori provenienti da più di 50 Paesi e una forte componente internazionale (circa il 44 % degli espositori viene dall’estero) fungono da conferma della portata globale dell’appuntamento.
L’obiettivo è duplice: da un lato offrire alle imprese italiane e internazionali uno spazio per far conoscere le proprie soluzioni e prodotti, dall’altro creare una piattaforma di osservazione per le tendenze emergenti del mercato del fuori‑casa.
I temi trainanti dell’evento
Innovazione tecnologica e attrezzature professionali
Uno degli assi portanti dell’edizione riguarda la tecnologia applicata al mondo della ristorazione e dell’ospitalità: digitalizzazione dei processi, automazione, connettività, sostenibilità degli impianti e delle attrezzature. Ad esempio, l’associazione ANIMA Confindustria segnala come metà delle imprese italiane del settore abbia attivato investimenti in strumenti e digitalizzazione.
Un esempio concreto: l’azienda FAS International SPA – presente all’evento – ha lanciato “Retail Tech Suite”, “Lydia Plus” e “Food24 System”: soluzioni orientate a vending, connessioni cloud e ristorazione automatizzata.
Filiera e identità del Made in Italy
Il salone mette in evidenza la italianità delle filiere legate a pane‑pizza‑pasta, gelato, cioccolato e caffè, non solo dal punto di vista del prodotto ma anche come piattaforma per innovare e internazionalizzare.
In particolare, le associazioni del comparto sottolineano come queste filiere siano al contempo eredità culturale e opportunità di evoluzione: «un laboratorio di innovazione e di nuove opportunità di business».
Esperienza utente, format e contaminazioni
Il visitatore della manifestazione troverà non solo prodotti o attrezzature ma format esperienziali: aree dedicate a show‑cooking, concorsi internazionali, esposizioni immersive che uniscono design, layout del luogo di consumo, multiculturalità. Secondo gli organizzatori, il cambiamento dei comportamenti dei consumatori – più attenti a digitalizzazione, esperienze, comfort – richiede al comparto un salto di paradigma.
Quali aree visitare e perché
Per i lettori de La Gazzetta del Food (operanti nel mondo della ristorazione, food service e distribuzione), ecco alcune aree che meritano attenzione:
MIPPP – Milano Pane Pizza Pasta: un hub dedicato all’arte bianca, alla pizza, alla pasta fresca. In questa edizione ha un ruolo rafforzato, anche grazie alla collaborazione con il consorzio SIPAN.
Smart Equipment & Technology Area: padiglioni dedicati alle attrezzature professionali (cucine, lavaggio, refrigerazione) dove l’innovazione digitale e la sostenibilità vanno di pari passo.
Coffee & Bar / Gelato – Pastry Area: zone specialistiche che raccontano l’evoluzione del caffè, del gelato artigianale e della pasticceria, servendo anche da vetrina per l’internazionalizzazione del “fuori‐casa”.
Eventi e training: talk, workshop e competizioni internazionali permettono di osservare come i grandi player e gli emergenti interpretano il cambiamento.
Le opportunità che offre
Networking e business internazionale: oltre ai numeri degli espositori, c’è la possibilità di entrare in contatto con buyer da decine di Paesi, esplorare export, partnership e distributori esteri.
Benchmarking e trend‑spotting: per chi opera nel canale HoReCa e food service, la fiera è una vera e propria “mappa” per capire cosa stanno facendo i concorrenti, quali tecnologie emergono, quali layout o format stanno funzionando.
Formazione e aggiornamento: non solo prodotti, ma anche contenuti, competenze e visione strategica. Le imprese che partecipano attivamente possono uscire dalla fiera con spunti concreti per il 2026.
Qualche suggerimento pratico
Pianifica in anticipo quali padiglioni/aree visitare, dato che la superficie è vasta e le aree specialistiche molto popolate.
Focalizzati su 2‑3 temi prioritari (es. efficienza energetica, digitalizzazione, layout moderno) per evitare di disperdere risorse.
Approfitta delle sessioni formative e degli eventi: spesso le intuizioni più importanti vengono non tanto dal “prodotto” quanto dal “come lo si usa nel contesto”.
Raccogli contatti, scambia idee con altri operatori: la fiera è tanto vetrina quanto occasione di confronto.
In sintesi: HostMilano 2025 è una tappa obbligata per chi opera nel mondo del food service, della ristorazione e dell’ospitalità. Offre una panoramica completa delle trasformazioni in atto — tecnologiche, di modello di business, di esperienza utente — e al contempo una piattaforma concreta per generare opportunità. Se vuoi, posso preparare un focus dettagliato su 5 innovazioni emerse in questa edizione (con aziende, prodotti e applicazioni) che possono interessare direttamente il canale HoReCa.

Cinquanta ricette, un unico filo conduttore e una passione senza tempo: il cioccolato, interpretato attraverso lo sguardo maturo e consapevole di uno dei protagonisti più riconosciuti della pasticceria contemporanea. Il percorso professionale di Aresu è il risultato di oltre cinquant’anni di lavoro, studio e ricerca continua. Una carriera costruita tra laboratorio e insegnamento, tra sperimentazione tecnica e profondo rispetto della tradizione artigianale, che lo ha portato a confrontarsi con i grandi nomi del settore e a diventare punto di riferimento per intere generazioni di pasticceri. La sua esperienza si riflette non solo nella pratica quotidiana, ma anche in un’intensa attività editoriale, attraverso la quale ha contribuito a diffondere una visione della pasticceria come disciplina culturale prima ancora che tecnica. I suoi precedenti libri – ormai considerati testi di riferimento per professionisti e appassionati evoluti – hanno raccontato negli anni un metodo rigoroso, fatto di equilibrio, pulizia dei sapori e attenzione al dettaglio. Pubblicazioni che hanno sempre unito l’aspetto didattico a una forte identità personale, ponendo al centro il valore del gesto artigiano e la necessità di una pasticceria consapevole, capace di dialogare con il presente senza perdere le proprie radici. Al cioccolato rappresenta però un punto di sintesi e, al tempo stesso, un’evoluzione. Le cinquanta creazioni raccolte nel volume non sono semplicemente ricette, ma capitoli di un racconto coerente e strutturato. Dai dolci da forno alle torte moderne, dai mignon alle interpretazioni più creative, il cioccolato diventa materia viva, linguaggio espressivo, strumento narrativo. Ogni preparazione è il risultato di un pensiero preciso, dove tecnica, gusto ed estetica convivono in un equilibrio maturo ed elegante. Il libro si distingue per un approccio contemporaneo, capace di parlare al professionista quanto a chi vive la pasticceria come forma di espressione culturale. Aresu non impone uno stile, ma lo condivide: accompagna il lettore in un viaggio fatto di rigore e libertà, dimostrando come il cioccolato possa essere declinato in infinite forme senza mai perdere identità. Con questa nuova opera, Gianluca Aresu conferma il suo ruolo di maestro autorevole e, al tempo stesso, di interprete sensibile del nostro tempo. Al cioccolato non è solo un libro da consultare in laboratorio, ma un progetto editoriale che invita alla riflessione, alla condivisione e alla crescita professionale. Un tributo a una materia prima iconica e, soprattutto, alla visione di chi ha fatto della pasticceria una vera arte del pensiero.

PRUNELLA EMMA, DIRETTORE EVENTI FIPPA, PARLA DELLA MISSIONE 2026 E DEL CONVEGNO “IL PANE DEL FUTURO”
“Il nostro impegno – ha spiegato Emma – è quello di rappresentare e valorizzare l’intero settore della panificazione, promuovendo innovazione, sostenibilità e qualità. La missione della FIPPA per il 2026 si concentra sull’educazione, sulla ricerca tecnologica e sulla valorizzazione delle eccellenze italiane, con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle nostre aziende nel contesto globale”. Particolare attenzione è stata dedicata al convegno “Il Pane del Futuro”, evento di punta del calendario FIPPA. “Questo incontro non sarà solo un momento di confronto tra esperti, ma una piattaforma di innovazione e divulgazione – ha proseguito Emma. – Parleremo delle nuove tecniche produttive, delle tendenze di consumo, dell’importanza della filiera corta e della sostenibilità ambientale, senza dimenticare la tradizione che rende unico il nostro pane”. Emma ha inoltre evidenziato il ruolo della Federazione come punto di riferimento per i professionisti del settore: “La FIPPA non è solo un’associazione di categoria, ma un vero e proprio motore culturale e formativo. Attraverso corsi, workshop e convegni, accompagniamo i panificatori italiani verso una crescita costante, garantendo standard elevati di qualità e innovazione”. Concludendo l’intervista, il direttore eventi ha ribadito come la Federazione si impegni a consolidare la reputazione internazionale del pane italiano, unendo tradizione, innovazione e sostenibilità per costruire il futuro del settore.

Giorilli ha presentato il suo nuovo libro, il più personale della sua carriera, in cui intreccia la vita professionale e le passioni personali, dal ciclismo ai viaggi, fino all’innovazione continua nel mondo del pane. Dopo anni di testi dedicati a ricette e tecniche, il maestro condivide un racconto intimo e riflessivo, svelando che il vero segreto del successo risiede nella capacità di formarsi senza mai fermarsi. Accanto a lui, Antonio Giaccoli ha sottolineato il valore della formazione come pilastro della crescita professionale e della qualità nel settore della pizza. Il presidente del Campionato Mondiale Pizza DOC ha illustrato il ruolo dell’Accademia Pizza DOC nella valorizzazione dei talenti e nella diffusione della cultura artigianale, confermando come studio, aggiornamento e pratica siano fondamentali per eccellere in un mercato in continua evoluzione. L’incontro ha messo in luce un filo comune tra pane e pizza: passione, innovazione e formazione costante come chiavi del successo nel food contemporaneo. Un dialogo che ha celebrato l’arte del fare bene, l’importanza di continuare a imparare e il futuro di due mondi simbolo dell’eccellenza italiana..

Oggi si celebra in tutto il mondo il World Pizza Day, una giornata dedicata a uno dei simboli più rappresentativi della cultura gastronomica italiana. La data non è casuale: coincide con la festa di Sant’Antonio Abate, patrono dei fornai e dei pizzaioli, figura da sempre legata al fuoco, elemento centrale nell’arte bianca. Questa ricorrenza è l’occasione per rendere omaggio all’arte del pizzaiolo napoletano, una tradizione tramandata di generazione in generazione che nel 2017 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO. Un traguardo che ha sancito il valore culturale, sociale e identitario di un mestiere che unisce tecnica, passione e creatività. La pizza non è soltanto un alimento, ma un linguaggio universale capace di raccontare storie di territorio, convivialità e condivisione. Dal gesto dell’impasto alla cottura nel forno a legna, ogni fase rappresenta un sapere antico che continua a evolversi, mantenendo salde le proprie radici. Il World Pizza Day diventa così un momento di celebrazione collettiva, un invito a riconoscere e valorizzare una tradizione che ha conquistato il mondo, restando profondamente legata alla sua origine: Napoli, culla di un’arte che è oggi patrimonio di tutti.e
Un evento che ha unito tecnica, tradizione e racconto del territorio, ponendo al centro l’arte della pizza napoletana e la qualità delle farine come elementi fondanti dell’eccellenza italiana. La dimostrazione, realizzata in collaborazione con Matteo del Vescovo e l’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN) , ha offerto al pubblico un momento di approfondimento sulla maestria dei pizzaioli e sull’importanza delle materie prime, ribadendo come il risultato finale sia frutto di conoscenza, esperienza e rispetto delle regole della tradizione. Tra i protagonisti della giornata, Leonardo Spadoni, figlio del presidente di Libero Spadoni e rappresentante della terza generazione della famiglia, ha sottolineato l’impegno dell’azienda nel coniugare innovazione e rispetto della tradizione, confermando la centralità della ricerca e della qualità nel mercato delle farine speciali. A suggellare l’incontro, il Dott. Roberto Zalambani, Presidente dell’Unione Associazioni Giornalisti Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Territorio, Foreste, Pesca ed Energie (ARGA – UNARGA), insieme al giornalista Stefano Buganelli, ha consegnato la copertina originale de “ Il Molino del 1907”. Un gesto dal forte valore simbolico, che richiama oltre un secolo di storia, passione e cultura molitoria, rappresentando il legame profondo tra memoria, impresa e identità agroalimentare italiana. L’evento ha rappresentato un autentico momento di fusione tra cultura agroalimentare e tradizione culinaria, confermando il ruolo del Sigep come spazio di dialogo tra filiere, saperi e generazioni. Ancora una volta, l’Italia si racconta attraverso le sue eccellenze: farine di qualità, pizza napoletana e una storia che continua a rinnovarsi nel segno della tradizione.



