Gli struffoli di Gemma

In cucina con Gemyy • 20 dicembre 2024

TRADUCI NELLA TUA LINGUA

Come tradizione vuole
Per l’impasto:
400 gr di farina ’00 
3 uova medie
80 gr di burro fuso freddo
40 gr di zucchero
2 cucchiai di liquore all’anice oppure rum 
buccia grattugiata di 1 arancia
buccia grattugiata di 1 limone
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
1 pizzico di sale
1 litro di olio di arachidi
Per decorare:
300 gr di miele 
2 cucchiai di zucchero a velo vanigliato
confettini colorati 
confetto cannellino (detti anche “diavolilli” confetti bianchi dalla forma allungata e gusto di cannella), perline di zucchero color argento
frutta candita a scelta (ciliegie, scorza d’arancia, cedro)
Secondo fonti antichissime, gli struffoli già vengono preparati ai tempi della Magna Grecia , di cui Napoli faceva parte. 
A Napoli un tempo gli struffoli venivano preparati nei conventi, dalle suore dei vari ordini, e recati in dono a Natale alle famiglie nobili che si erano distinte per atti di carità.
È un dolce Natalizio tipico napoletano che nel mese di dicembre spopola in ogni casa e pasticceria campana. Si tratta di piccole e morbide palline di impasto a base di farina, uova, zucchero, burro e liquore all’anice; prima fritte in abbondante olio, poi caramellate nel miele e condite con confettini colorati. Momento in cui, ancora caldi, vengono disposti in un piatto da portata e gli viene data la forma a piacere: piramide, ciambella, albero di natale, stella.. e infine decorati con frutta candita a scelta! Una bontà unica che ha origini antichissime.
Sembra che il nome “struffolo” derivi dal verbo “strofinare” che in realtà è il gesto che si compie quando si arrotola l’impasto. 
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