Chef Gregori Nalon "Alta Cucina in Crisi": Perché i Ristoranti Stellati Chiudono e come Ripensare il Futuro della Ristorazione

Chef Gregori Nalon • 20 novembre 2024

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L’articolo di Valentina Romagnoli pubblicato sul Corriere della Sera evidenzia un momento cruciale per l’alta ristorazione italiana, con la chiusura di numerosi ristoranti stellati tra il 2023 e il 2024. Tra i casi più rilevanti, si citano il trasferimento di Viviana Varese al prestigioso Passalacqua sul Lago di Como, segno di un riposizionamento strategico, e la chiusura definitiva del Bistrot di Cannavacciuolo a Novara, che riflette le crescenti difficoltà economiche del settore.

Come chef Gregori Nalon, Chooking Strategist e consulente per la ristorazione, vedo quotidianamente molte realtà e posso confermare che queste chiusure derivano da un problema più ampio: il modello economico dell’alta cucina, così come è stato concepito, non è sostenibile. Troppi costi fissi, spese spropositate, ricerche esasperate per creare piatti minimalisti che, per il 60% dei clienti, risultano incomprensibili, anche se molti non lo ammettono. Questa situazione porta al collasso di un sistema costruito più sul marketing che sulla vera sostanza culinaria.

Come sottolineo spesso, più del 65% dei cuochi o chef stellati non sono veri cuochi, ma semplici assemblatori di cibo, incapaci di rappresentare l’essenza della cucina. Questo fenomeno crea una ristorazione spettacolare ma distante dal cliente medio e, soprattutto, insostenibile dal punto di vista economico.

Tuttavia, apprezzo l’intelligenza dell’articolo nel mettere in evidenza i grandi professionisti che fanno davvero la differenza, valorizzando chi sa cucinare e portando alla ribalta i veri talenti del settore. Utilizzare le loro immagini e storie per denunciare un sistema fallimentare è una mossa geniale, perché riesce a catturare l’attenzione su una crisi che necessita di un cambio di paradigma.

La mia esperienza da consulente mi porta a credere che il futuro della ristorazione debba puntare sulla sostenibilità e sull’autenticità, abbandonando eccessi e artifici per ritrovare il valore della cucina come arte e come mestiere. È tempo di rivedere le priorità e di costruire un sistema che premi davvero il talento e la passione.


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