Area Marina Protetta Porto Cesareo Devastazione ed incuria lungo la costa. Distrutti i muretti di pietra per arrivare più velocemente al mare.

Comunicato stampa • 12 settembre 2024

Le telecamere beccano i responsabili e scattano denunce per i bagnanti incivili.

Non è la prima volta e purtroppo, siamo sicuri che non sarà neppure l’ultima, ma quello che è certo è che l’attività di controllo, tutela e monitoraggio dell’Amp Porto Cesareo in collaborazione con le forze dell’ordine e le Istituzioni del territorio, non arretrerà di un millimetro. Anzi grazie ai circuiti di videosorveglianza attivi in ogni angolo degli oltre 21 chilometri di costa dell’Amp cesarina, permetterà sempre più spesso di risalire ai responsabili di atti barbari, e che senza alcun dubbio, non sono degni di una società civile. La storia è semplice e purtroppo delle peggiori: i muretti a secco che fanno da scudo e protezione al cordone dunale di tante spiagge di Porto Cesareo, per evitare la creazione di varchi anomali che amplificano e modificano mortalmente la duna, la sua flora e la sua fauna, unico e solo ammortizzatore naturale antierosione degli arenili, distrutti da bagnanti che non hanno alcun rispetto per la località che li ospita, per il solo scopo di aprirsi un varco al mare senza utilizzare le passerelle pubbliche d’accesso. Una tendenza pessima dell'estate salentina, soprattutto sulla costa ionico-cesarina. E’ accaduto infatti, foto e video alla mano, che diversi turisti, giovani e persino famiglie, abbiano creato dei varchi d’accesso alle spiagge, di fatto abusivi, con il solo scopo di accedere più facilmente alla battigia. Un calcio, magari due o tre, la collaborazione per spostare di forza le pietre vive, ed ecco distrutto il muro a secco e creato il passaggio verso il mare. Tutte persone ignare delle conseguenze in termini danni arrecati all’ambiente ed anche e delle conseguenze amministrative e penali personali, a cui con queste condotte illecite, si va in corso.

Partendo proprio da questi fatti di cronaca, l’Area Marina Protetta in diversi luoghi oggetto di simili condotte incivili, ha dapprima provveduto a monitorare con apposite telecamere a circuito chiuso la situazione, poi una volta ottenuti i video, ha denunciato i responsabili alle forze dell’ordine, e garantendo la privacy ha deciso di diffondere i video della condotta illegale. “L'ultimo di tanti davvero troppi, episodi di malcostume ambientale, si è verificato sia pochi giorni prima di Ferragosto sia successivamente, precisamente a Torre Chianca dove non solo si devono fare i conti con i soliti rifiuti abbandonati ovunque – spiega Paolo D’Ambrosio direttore di Amp Porto Cesareo - ma addirittura di di pietre e rocce sradicate proprio dai muretti e poi abbandonate sull’arenile che accoglie migliaia di bagnanti. Una tipologia di turismo incivile, che distrugge e mortifica il nostro delicato territorio e mortifica l'immagine della nostra città. Anche per questo è scattata la tolleranza zero e sono partite, di concerto con le forze di pubblica sicurezza (Polizia locale, Carabinieri, Capitaneria di Porto e Guardia di Finanza) - conclude D’Ambrosio - le prime denunce a carico di soggetti individuati e riconosciuti grazie all’utilizzo dei filmati a devastare o sporcare cordone dunale, spiagge e territorio in generale”.

Soddisfatto per l’attività condotta a nome del Consorzio di Gestione di Amp si è detto il presidente Pasquale Coppola. “Purtroppo quello che sta accadendo sul nostro territorio da diverse estati a questa parte, è una situazione non più sostenibile ne tollerabile. Da questa situazione di inciviltà diffusa si esce tutti sconfitti, residenti, villeggianti, pendolari e turisti. Anche e soprattutto per questo da settimane abbiamo alzato il livello di attenzione e iniziato ad agire denunciando i responsabili di gravi reati ambientali”.
Autore: La Redazione 30 gennaio 2026
Il cuore della ricetta è un intenso pralinato al pistacchio, morbido e avvolgente, racchiuso in una nuova copertura di cioccolato al lampone. Un incontro di sapori studiato per sorprendere: la dolcezza rotonda del pistacchio dialoga con le note fresche e leggermente acidule del lampone, dando vita a un equilibrio elegante e contemporaneo. La rivisitazione mantiene l’identità del cremino tradizionale, ma ne amplia il linguaggio, trasformandolo in un piccolo gesto d’amore dal gusto sofisticato. Anche l’estetica segue questa filosofia: essenziale, moderna e pensata per celebrare un’occasione speciale. Il Cremino di San Valentino Massari è disponibile ora sullo shop ufficiale ed è pensato per chi desidera regalare — o regalarsi — un’esperienza di gusto che va oltre il cioccolatino, diventando un simbolo da condividere. .
Autore: Cristina Pavlyuk – Pastaia artigianale, home chef 29 gennaio 2026
Sono preparati senza uova e senza glutine, pensati per chi convive con limitazioni alimentari, intolleranze o esigenze particolari, ma non vuole rinunciare al piacere della buona cucina. Perché mangiare non è solo nutrirsi: è cultura, è emozione, è condivisione. E nessuno dovrebbe sentirsi escluso a tavola. La pasta come linguaggio universale Da pastaia artigianale credo profondamente che la pasta sia un linguaggio universale. Un linguaggio che può — e deve — parlare a tutti. Lavorare senza glutine e senza uova non significa “togliere”, ma ripensare. Studiare le farine, ascoltare gli impasti, trovare nuovi equilibri. È un lavoro di precisione e sensibilità, dove la tecnica incontra il rispetto. Ogni tortello è il risultato di ricerca, prove, errori e tanta passione. Non esistono scorciatoie, esiste solo la volontà di fare bene. Intolleranze e gusto: un falso mito da sfatare C’è ancora chi pensa che cucinare per chi ha intolleranze significhi scendere a compromessi sul gusto. Io credo esattamente il contrario. Questo piatto dimostra che anche con le intolleranze si può mangiare bene, con gusto e consapevolezza. Sapori pieni, consistenze curate, ripieni pensati per sorprendere. La cucina inclusiva non è una cucina “di serie B”: è una cucina evoluta, attenta, contemporanea. Anche l’occhio vuole la sua parte Perché sì, diciamolo: anche l’occhio vuole la sua parte. La bellezza nel piatto non è un dettaglio, è parte dell’esperienza. Colori, forme, equilibrio: ogni tortello è pensato per essere guardato prima ancora che assaggiato. Il cibo accessibile non deve rinunciare all’estetica. Al contrario, deve raccontare che la cura passa anche da lì. Il cibo come atto di responsabilità Credo in una cucina che si prende responsabilità. Responsabilità verso le persone, verso le loro esigenze, verso il loro diritto di sentirsi accolte. Per me, fare pasta oggi significa questo: creare senza escludere, innovare senza dimenticare, portare a tavola un’idea di cucina che sia davvero per tutti. Senza compromessi. Con rispetto. Con amore..
Autore: La Redazione 28 gennaio 2026
Un treno interamente realizzato in cioccolato, lungo 55,27 metri e dal peso di 28 quintali, ha conquistato il Guinness World Records, stabilendo un nuovo primato mondiale durante “La Giornata del Record” ospitata a Palazzo Lombardia. L’opera straordinaria, frutto della maestria del cioccolatiere maltese Andrew Farrugia, è stata realizzata grazie alla collaborazione di scuole, consorzi e realtà del territorio lombardo. La costruzione del treno è stata un’impresa titanica: diversi mesi di progettazione e preparazione, seguiti da 30 giorni intensi di assemblaggio, con i pasticcieri impegnati dal mattino fino alle otto di sera, alternandosi per dare vita a ogni dettaglio. Il risultato è un capolavoro di precisione e pazienza, in grado di conquistare il palato e lo sguardo. Il progetto, presentato al CAST – Istituto Italiano di Arti Culinarie e Ospitalità di Brescia, rientra nel programma delle Olimpiadi della Cultura, promosso dalla Regione Lombardia in concomitanza con Milano Cortina 2026, e si caratterizza per un obiettivo altrettanto importante: la solidarietà. Parte del ricavato sarà infatti destinata agli hospice di Bergamo e Malta, in collaborazione con l’Associazione Cure Palliative, rappresentata durante l’evento dalla presidente Aurora Minetti. “La Lombardia non è solo la regione del lavoro e dell’impresa – ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – ma anche una comunità dal grande cuore. Questo treno di cioccolato dimostra che sviluppo, creatività e solidarietà possono andare di pari passo”. L’iniziativa ha visto la partecipazione di numerose autorità e rappresentanti istituzionali, tra cui gli assessori regionali Paolo Franco (Casa e Housing Sociale), Franco Lucente (Trasporti e Mobilità sostenibile), Massimo Sertori (Montagna e Enti locali), i consiglieri regionali Giovanni Malanchini e Roberto Anelli, e l’eurodeputata Lara Magoni. Tra gli ospiti anche i presidenti dei consorzi dei pasticceri di Bergamo e Brescia, Andrea Bonati e Luigi Groli, e Pierre Fenech, AD dell’istituto Maltese del Turismo. Secondo l’assessore Paolo Franco, l’evento è un chiaro esempio di come la collaborazione tra istituzioni, scuole e associazioni possa trasformarsi in un aiuto concreto per chi è più fragile, valorizzando al contempo le competenze artigiane e la creatività dei giovani. “Il treno di cioccolato – ha sottolineato l’assessore Franco Lucente – non è solo un record mondiale, ma un messaggio di solidarietà e un tributo al talento e alla sapienza dei nostri Maestri artigiani. Dimostra come eccellenza, tradizione e impegno sociale possano camminare insieme”. Con questo straordinario progetto, la Lombardia conferma la sua leadership anche nell’ambito agroalimentare, con un fatturato di circa 50 miliardi di euro, pari al 19% del totale nazionale, e si distingue non solo per produzione ed export, ma anche per la capacità di unire creatività, sviluppo economico e valori sociali. Il treno di cioccolato più lungo del mondo non è dunque solo un primato da Guinness, ma un simbolo di dedizione, ingegno e generosità, capace di lasciare un segno indelebile nel cuore della comunità lombarda e internazionale.ce.
Autore: Gemma Caruso 28 gennaio 2026
Se la cucina italiana è un mosaico di sapori regionali, la Lardiata napoletana ne rappresenta una delle tessere più autentiche e vigorose. Questo piatto, pilastro della cucina povera campana, incarna la filosofia del recupero, nobilitando il lardo di maiale a protagonista assoluto di un sugo denso, avvolgente e profumatissimo. Dall'osteria all'eccellenza Gourmet. Un tempo confinata esclusivamente alle tavole contadine, oggi la lardiata vive una seconda giovinezza. È diventata una delle prelibatezze campane più rinomate, proposta con orgoglio alla carta nei ristoranti di alto livello della regione. In molti casi, si è evoluta in un vero e proprio piatto gourmet: gli chef ne reinterpretano la struttura giocando con contrasti di consistenze — come l'aggiunta di polvere di lardo croccante o l'utilizzo di varietà rare di pomodori — elevando una ricetta umile a simbolo del fine dining territoriale. Le Origini: Tra Dispensa e Genio Contadino. La Lardiata nasce nelle campagne che circondano Napoli. In passato, il lardo — conservato sotto sale e spezie — era la principale fonte di sostentamento. Il nome deriva dal battuto: il lardo veniva tritato finemente al coltello fino a ridurlo in una crema, pronta a sciogliersi nel soffritto per creare una base saporita e arrabbiata grazie all'aggiunta sapiente del peperoncino, che regala al piatto il suo carattere deciso. L'Importanza degli Ziti Spezzati. Nella preparazione, il formato di pasta è una scelta tecnica fondamentale. Gli Ziti spezzati a mano sono d'obbligo: la rottura manuale crea piccole schegge di amido che, legandosi al lardo fuso e al pomodoro, generano un connubio perfetto e una cremosità naturale, impossibile da ottenere con altri formati. Un invito alla scoperta: tra Napoli e provincia. Per chi desidera scoprire l'essenza vera di questo piatto, l'invito è quello di addentrarsi nel cuore della tradizione. Nonostante la sua ascesa gourmet, l'anima della lardiata pulsa ancora con forza nelle trattorie storiche di Napoli e della sua provincia. È qui, tra i tavoli di legno e i profumi dei vicoli, che questo piatto sprigiona la sua magia più sincera. Vi invitiamo a provarlo nei luoghi dove la ricetta si tramanda intatta, per assaporare un pezzo di storia campana che continua a conquistare palati generazione dopo generazione.
Autore: Maria Giovanna Labruna 28 gennaio 2026
Il Maestro Istruttore Andrea De Stefano, titolare della pizzeria The Barrel di Morano Calabro (CS), ha conquistato il primo posto nella competizione mondiale “Pizza Senza Frontiere”, svoltasi il 20 gennaio nell’ambito del prestigioso Sigep di Rimini. Alla manifestazione hanno preso parte oltre 800 concorrenti provenienti da tutto il mondo, che si sono confrontati davanti ai forni mettendo in mostra competenze tecniche, creatività e capacità di valorizzazione delle materie prime, sotto l’attento giudizio della giuria internazionale del campionato. De Stefano ha presentato tre pizze, ideate per esaltare prodotti calabresi di eccellenza affiancati da ingredienti selezionati provenienti da altre regioni italiane. La sua performance gli ha permesso di imporsi nella categoria “pizza classica”, considerata la più ambita del campionato. Nel commentare il risultato, Andrea De Stefano ha dichiarato che la vittoria è arrivata dopo sei tentativi affrontati negli anni, in un’edizione alla quale aveva preso parte senza particolari aspettative di successo. Il Maestro ha spiegato di aver partecipato alla manifestazione insieme al proprio staff e alla famiglia, con l’obiettivo principale di visitare la fiera e contribuire alla crescita professionale dei collaboratori dei suoi locali. Un risultato che, ha sottolineato, non era previsto, ma che rappresenta la realizzazione di un sogno. Il successo è il frutto di un percorso formativo strutturato e di alto profilo. Andrea De Stefano è diplomato presso l’Accademia Internazionale Pizzaioli di Enrico Famá, la prima e unica accademia a disporre di una certificazione internazionale degli studi e dei diplomi conseguiti. Presso la stessa Accademia ha conseguito anche il titolo di Istruttore pizzaiolo, qualifica che gli consente di insegnare ufficialmente per nome e per conto della scuola, rilasciando diplomi di pari livello. Alla formazione nel settore pizza si affianca una preparazione completa nel mondo della ristorazione. De Stefano è diplomato in cucina, in latte art e caffetteria, è conoscitore delle materie prime di eccellenza ed è anche diplomato in food & beverage management, competenze che applica quotidianamente nella gestione del proprio locale, puntando su qualità, organizzazione e professionalità. Tra i prossimi obiettivi del Maestro De Stefano figura l’apertura di un’Accademia Pizzaioli a Morano Calabro, con l’intento di contribuire alla formazione di nuovi professionisti e di rafforzare il ruolo del territorio calabrese nel panorama nazionale e internazionale della pizza.
Autore: La Redazione 28 gennaio 2026
Napoli, 28 gennaio 2026 – Teatro Totò Napoli ospita uno degli appuntamenti più prestigiosi della gastronomia italiana: L’Arcimboldo International 2026. Tra i protagonisti attesi sul palco spicca lo chef Mirco Antonio Vigna, interprete raffinato e innovativo della cucina italiana, pronto a ricevere prestigiosi riconoscimenti per la sua carriera, frutto di passione, tecnica e profondo rispetto per la tradizione. L’evento si terrà lunedì 2 febbraio 2026 alle ore 15:00 presso il Teatro Totò, nel cuore del centro storico. Chef, produttori e professionisti del settore provenienti da tutta Italia e dall’estero parteciperanno a una celebrazione dell’eccellenza e della creatività gastronomica. Tra i premi più prestigiosi, la statuina de L’Arcimboldo e la targa con i “pennelli d’eccellenza”, simboli di talento e innovazione. Accanto allo chef Vigna sarà presente l’azienda agricola Brunitta, eccellenza pugliese nella produzione artigianale di pasta e grani antichi, a testimonianza della qualità e autenticità della filiera italiana. Brunitta propone un prodotto che unisce amore per la terra e rispetto per la natura, offrendo l’opportunità di entrare a far parte di una tradizione che celebra l’eccellenza dell’agricoltura italiana. La mission dell’azienda è valorizzare le proprie radici, garantendo un futuro alle tradizioni locali e promuovendo la qualità dei grani italiani, evitando dipendenze da produzioni estere dove standard e lavorazione non raggiungono i livelli italiani. La Gazzetta del Food sostiene con orgoglio lo chef Vigna, riconoscendo il suo ruolo di ambasciatore del gusto italiano, capace di raccontare il patrimonio culinario del Paese con passione, visione e maestria. L’Arcimboldo International 2026 conferma Napoli come palco della gastronomia italiana di eccellenza, unendo tradizione, innovazione e creatività in una manifestazione imperdibile per chi ama il gusto autentico e l’arte del cibo.
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